{"id":30173,"date":"2014-02-09T05:00:00","date_gmt":"2014-02-09T04:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/birra-artigianale-sono-ben-sette-i-birrifici-calabrese\/"},"modified":"2023-01-17T12:46:41","modified_gmt":"2023-01-17T11:46:41","slug":"12704-birra-artigianale-sono-ben-sette-i-birrifici-calabrese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/12704-birra-artigianale-sono-ben-sette-i-birrifici-calabrese\/","title":{"rendered":"Birra artigianale, sono ben sette i birrifici calabresi"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La birra artigianale \u00e8 una realt\u00e0 dilagante in tutta Italia, ma non si tratta pi\u00f9 di un fenomeno limitato alle regioni settentrionali.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Microbirrifici.org, che offre una panoramica costantemente aggiornata del numero di produttori presenti lungo lo stivale (birrifici, brewpub e beerfirm), \u00e8 un chiaro esempio&nbsp; dell\u2019espansione che negli ultimi anni questo settore \u00e8 riuscito ad avere, trainato dalla crescente passione degli \u201caddetti al settore\u201d e, ovviamente, dal lavoro pregresso che i birrifici pi\u00f9 longevi hanno realizzato, spianando la strada alle \u201cnuove leve\u201d.Il risultato \u00e8 stato quello di sradicare il connaturato pregiudizio che vede l\u2019Italia come un Paese esclusivamente (o quasi) a vocazione vitivinicola.<\/p>\n<p>Appena un anno fa apprendevo che l\u2019Italia \u00e8 uno tra i Paesi europei col minor consumo pro capite di birra, inferiore persino alla Francia, altro Paese dalla lunga tradizione vitivinicola. Il confronto la dice lunga, quindi, sull\u2019amore che gli italiani nutrono per la \u201cbionda\u201d (per favore, non chiamatela cos\u00ec!). Un amore latente, che per\u00f2 cresce paurosamente, quasi autoalimentandosi, forte di un&nbsp; momento di grazia della birra artigianale italiana, apprezzata anche a livello internazionale, dove continua a&nbsp; collezionare innumerevoli premi e riconoscimenti. Birra artigianale italiana \u00e8 sempre pi\u00f9 sinonimo di qualit\u00e0, visto che i birrifici nostrani riescono a tenere testa a \u201ccolossi\u201d quali Belgio, Germania e Stati Uniti, che possono vantare (un po\u2019 meno gli USA) una tradizione brassicola pi\u00f9 antica. E se la situazione italiana non pu\u00f2 che far sorridere e sperare ancora in merito allo sviluppo di questo mercato, tralasciando i limiti dettati dall\u2019elevato numero di produttori e dalla grandezza, spesso sottodimensionata, dei microbirrifici, qual \u00e8 la situazione in Calabria?<\/p>\n<p>In generale, il Meridione si muove in ritardo rispetto a fenomenologie e mode gi\u00e0 ampiamente diffuse nell\u2019area centro-settentrionale. Non \u00e8 tuttavia un limite unicamente geografico, se consideriamo Roma, che poi tanto settentrionale non \u00e8, la capitale (anche)della birra artigianale. Non ho avuto modo di conoscere personalmente le realt\u00e0 settentrionali, ma posso assicurarvi che Roma \u00e8 la mecca per chi beve pane liquido. Campania e Puglia iniziano a dare segnali forti, ma la Calabria mostra la chiara intenzione di non voler essere lasciata indietro.<\/p>\n<p><strong>In Calabria sono presenti nove birrifici, di cui due dichiarati inattivi da tempo. Ne restano dunque sette, che si dividono pi\u00f9 o meno equamente lo scenario regionale: due a Catanzaro (Esperia e Gladium, birrificio artigianale della Presila), uno a Vibo Valentia (Cunegonda), uno a Reggio Calabria (LimenBrewery), uno a Crotone (Blandino) e infine due a Cosenza (Mida e la beerfirmBirra Olimpo).<\/strong><\/p>\n<p>Ma tra vecchie conoscenze e nuove aperture (\u00e8 nel 2013 che hanno visto la nascita Blandino e LimenBrewery), il pentolone non manca di ribollire di novit\u00e0. \u00c8 appena iniziata l\u2019avventura Calabrewers (beerfirm che si appoggia agli impianti del lombardoBrewfist), capitanata da Francesco DONATO, uno degli esponenti di punta del movimento brassicolo calabrese e titolare di un noto locale reggino, il Malto Gradimento. Le sue birre sono intenzionate ad esaltare il legame col territorio, e infatti la primogenita della famiglia si chiama Beergamott, prodotta con l\u2019impiego dell\u2019agrume locale. Si aggiunge poi il nuovo progetto brassicolo di Eraldo Corti (altro pioniere della birra in Calabria), che dopo diversi anni di produzione della sua birra (Riul\u00ec) presso impianti terzi, ha deciso di avviare il proprio autonomo impianto, affiancato da Marco FERRINI, titolare di un agriturismo (chiocciolato) a Nocera Terinese,Calabria al Cubo. La nuova realt\u00e0 si chiama \u2018A Magara.<\/p>\n<p>Sono segnali confortanti, soprattutto se si mettono a confronto il ritmo precedente e quello attuale che seguono le aperture di birrifici, birrerie ed esercizi inerenti. Possiamo quindi menzionare i locali che si occupano di promuovere la&nbsp; birra artigianale sul territorio. Oltre al gi\u00e0 citato Malto Gradimento a Reggio, abbiamo il Santo Bevitore a Catanzaro (uno dei 50 pub italiani presso cui potete trovare alla spina una speciale birra trappista di origine belga, la Chimay Dor\u00e9e), il Rubirosa di Vibo Valentia, Nabbirra (di cui \u00e8 titolare proprio il birraio Eraldo Corti) a Cosenza,e probabilmente qualcuno (ancora) sconosciuto al sottoscritto.<\/p>\n<p>Senza contare poi, dettaglio fondamentale, il diffondersi di un forte interesse per l\u2019homebrewing (produzione casalinga di birra), che da sempre ha avuto il merito di avvicinare nuovi appassionati. Ciascuno di noi, del resto, pu\u00f2 fare birra. Bisogna solo iniziare a \u201csporcarsi le mani\u201d per capire se \u00e8 un hobby che pu\u00f2 o meno piacere. Nella maggior parte dei casi lo \u00e8, indipendentemente dal tempo che gli si riesce a dedicare. Da quel momento in poi \u00e8 tutto in discesa: fare birra significa bere, assaggiare in concerto con altre persone, conoscere e far conoscere. Molti degli attuali birrai sono nati proprio come homebrewers, per poi rendersi conto che la produzione all\u2019interno delle mura domestiche non bastava pi\u00f9 a placare\u2026la loro sete!<\/p>\n<p>Insomma, i presupposti per affermare che la Calabria brassicola c\u2019\u00e8, e vuole farsi notare, ci sono tutti. Manca per\u00f2 un elemento essenziale, forse il pi\u00f9 importante: abbattere il pregiudizio che, da tempo, grava sul mondo della birra e che ovunque, anche nel resto d\u2019Italia, la rende vittima di informazioni false, spesso conseguenti all\u2019immagine e alla comunicazione dei brand di birra industriale, e ad una generalizzata mancanza di \u201ccultura\u201d birraria. Quello che si nota oggi, ed \u00e8 questo il segnale di maggior conforto, \u00e8 il crescente interesse generale verso ci\u00f2 che si mangia\/beve. Si assiste ad un\u2019ampia responsabilizzazione del consumatore, che diventa pi\u00f9 cosciente di ci\u00f2 che consuma.<\/p>\n<p>Questa predisposizione ad accogliere informazioni, unita alla diffusione del credo \u201csono quello che mangio\/bevo\u201d, favorisce la diffusione di birra artigianale in Calabria. Un posto dove fino a qualche tempo fa eravamo convinti che la birra \u201crossa\u201d fosse la pi\u00f9 buona di tutte, e la birra \u201cnera\u201d non esistesse. Un posto dove oggi siamo ancora convinti che la birra doppio malto sia uno stile, e che la birra debba essere bevuta ghiacciata e senza schiuma. Ma sono passi in avanti. Soprattutto se si considera che, almeno una persona su dieci (statistica assolutamente personale), comprende la differenza tra birra artigianale e industriale, e rispetto alla prima inizia a chiedere, anzi, pretendere, di consumarla nel bicchiere. Un piccolo passo per l\u2019uomo, un grande passo per\u2026il movimento birrario calabrese!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La birra artigianale \u00e8 una realt\u00e0 dilagante in tutta Italia, ma non si tratta pi\u00f9 di un fenomeno limitato alle regioni settentrionali.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-30173","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30173","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30173"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30173\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}