{"id":301963,"date":"2026-08-29T17:00:11","date_gmt":"2026-08-29T15:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=301963"},"modified":"2026-08-29T16:19:20","modified_gmt":"2026-08-29T14:19:20","slug":"se-voti-a-destra-hai-studiato-poco-bonaccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/se-voti-a-destra-hai-studiato-poco-bonaccini\/","title":{"rendered":"\u201cSe voti a destra hai studiato poco\u201d: Bonaccini fa esplodere la polemica. Parla il politologo Spartaco Pupo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quegli italiani (milioni) che votano a destra sarebbero di basso livello culturale.<\/strong> \u00c8 il solito refrain che, a sinistra, torna periodicamente di moda. Questa volta a rispolverare quello che ormai lo si pu\u00f2 considerare uno schema ben combinato \u00e8 nientepopodimeno che <strong>Stefano Bonaccini<\/strong>, presidente del <strong><a href=\"https:\/\/partitodemocratico.it\/\" rel=\"noopener\">Partito<\/a> Democratico<\/strong> ed europarlamentare. Intervenendo ad Albenga, nei giorni scorsi, Bonaccini ha spiegato che il voto alla destra sarebbe maggioritario tra chi ha studiato meno, tra chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle citt\u00e0 e tra chi se la passa peggio economicamente. Una fotografia sociologica, anzi no la solita vecchia equazione.<\/p>\n<p>La dichiarazione ha inevitabilmente scatenato una <strong>valanga di critiche.<\/strong> E a poco \u00e8 servito il successivo aggiustamento del tiro. Insomma, prima si perde il voto, poi si studia il votante. E, se possibile, gli si fa anche sapere che ha studiato poco. Abbiamo cercato di darne una chiave di lettura con il professore <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/spartaco-pupo-calabriapropriaidentita-culturale\/\">Spartaco Pupo<\/a>,<\/strong> politologo e membro del comitato scientifico della Direzione regionale Musei nazionali Calabria.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-225155 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/spartaco-pupo-1.jpg\" alt=\"spartaco pupo\" width=\"643\" height=\"398\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/spartaco-pupo-1.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/spartaco-pupo-1-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/spartaco-pupo-1-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/spartaco-pupo-1-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/spartaco-pupo-1-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/spartaco-pupo-1-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/spartaco-pupo-1-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/p>\n<p><strong>1) Professore Pupo, ci risiamo: a sinistra, e in particolare nel Partito Democratico, torna l\u2019idea che una parte dei milioni di italiani che votano a destra lo faccia anche per un basso livello di istruzione. \u00c8 quanto emerge dalle recenti dichiarazioni dell\u2019europarlamentare del Pd Stefano Bonaccini, che ha parlato del voto a destra come del voto di chi \u201cha poco studiato\u201d. Cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00c8 un\u2019uscita infelice sotto diversi punti di vista. Il titolo di studio, da solo, non consente di stabilire quanto una persona capisca di politica n\u00e9 quanto sia consapevole quando entra nella cabina elettorale. La storia, del resto, dovrebbe consigliare grande prudenza, se \u00e8 vero che <strong>nell\u2019Italia del dopoguerra milioni di operai, braccianti e contadini avevano la licenza elementare, talvolta neppure quella, e una larga parte di loro votava PCI<\/strong>. Qualcuno a sinistra avrebbe mai detto che il loro voto era meno consapevole perch\u00e9 avevano studiato poco? Naturalmente no. I dirigenti e gli intellettuali comunisti dicevano che essi erano la classe lavoratrice, il popolo da rappresentare, spesso perfino la parte pi\u00f9 autentica della societ\u00e0. Si vuole forse far credere che finch\u00e9 il popolo votava a sinistra era coscienza di classe e ora che vota a destra \u00e8 diventato vittima dell\u2019ignoranza? Non mi pare una lettura convincente.<\/em><\/p>\n<p><strong>2) Non c\u2019\u00e8 il rischio di liquidare milioni di elettori come \u201cpoco studiati\u201d invece di interrogarsi sulle ragioni politiche e sociali che li spingono a votare a destra?<\/strong><\/p>\n<p><em>Il rischio c\u2019\u00e8, eccome. Anzich\u00e9 stabilire quanti anni di scuola una persona debba avere perch\u00e9 il suo voto sia considerato consapevole, ci si dovrebbe chiedere <strong>perch\u00e9 scelga un determinato partito e, quando cambia voto, perch\u00e9 arrivi addirittura a cambiare versante politico<\/strong>. Il grado d\u2019istruzione non \u00e8 una misura della consapevolezza politica. Pensiamo a un piccolo imprenditore che da trent\u2019anni paga le tasse, assume dipendenti e affronta quotidianamente burocrazia, banche, costi energetici e concorrenza. <\/em><\/p>\n<p><em>Pu\u00f2 avere un diploma tecnico e conoscere alcuni problemi economici molto meglio di un laureato che non ha mai gestito un\u2019attivit\u00e0. \u00c8 un esempio banale, ma serve a ricordare che la conoscenza concreta dei problemi che la politica \u00e8 chiamata a risolvere non coincide con il titolo di studio. La politica non \u00e8 un esame universitario. Se per scegliere bene bastassero c<strong>ompetenze specialistiche e titoli accademici,<\/strong> potremmo fare persino a meno delle elezioni e affidare il governo ai migliori tecnocrati. Ma la competenza tecnica, per quanto necessaria, non pu\u00f2 sostituire la scelta politica n\u00e9 la legittimazione democratica. Se cominciamo a pensare che il laureato scelga meglio del diplomato, finiamo inevitabilmente per chiederci chi sia davvero qualificato a decidere. <\/em><\/p>\n<p><em>Nel dibattito contemporaneo riemergono proposte di comporre alcune assemblee con cittadini sorteggiati anzich\u00e9 eletti. \u00c8 un dibattito serio, ma quando la critica alla democrazia rappresentativa parte dall\u2019idea che il cittadino comune sia incapace di scegliere correttamente, affiora la vecchia tentazione di diffidare del giudizio degli elettori quando il verdetto delle urne non piace.<\/em><\/p>\n<h3>Bonaccini e la pagella agli elettori di destra<\/h3>\n<p><strong>3) Dire che il consenso a Trump, Brexit, Le Pen, Meloni, Salvini o Vannacci proviene soprattutto da chi sta peggio economicamente non rischia di semplificare un fenomeno elettorale molto pi\u00f9 complesso?<\/strong><\/p>\n<p><em>Certamente. Il dato italiano mostra che Fratelli d\u2019Italia non \u00e8 il partito di chi sta peggio. Alle Europee del 2024 Ipsos lo collocava molto bene nel ceto medio, in grado di intercettare un voto trasversale, mentre tra gli elettori meno abbienti il primo partito era il Movimento 5 Stelle. E tra chi vive maggiori difficolt\u00e0 economiche l\u2019astensione \u00e8 particolarmente elevata. Questo basta gi\u00e0 a capire che non si pu\u00f2 stabilire l\u2019equazione \u201c<strong>chi sta peggio vota a destra\u201d<\/strong>, anche perch\u00e9 le persone non votano soltanto con il portafoglio. <\/em><\/p>\n<p><em>Negli Stati Uniti, una parte del vecchio elettorato operaio democratico si \u00e8 spostata verso Trump non perch\u00e9 sia improvvisamente diventata meno intelligente, ma perch\u00e9 ha cominciato a sentirsi maggiormente rappresentata da lui su temi come immigrazione, identit\u00e0, commercio, appartenenza nazionale e diffidenza verso le \u00e9lite. Pu\u00f2 capitare, per esempio, che gli elettori scelgano Giorgia Meloni perch\u00e9 la considerano politicamente pi\u00f9 all\u2019altezza di Elly Schlein. Si pu\u00f2 condividere o meno quel giudizio, ma non lo si pu\u00f2 spiegare semplicemente con gli anni di studio o con il reddito. <\/em><\/p>\n<p><em>In questo momento alcune leadership della destra occidentale sembrano possedere una maggiore capacit\u00e0 di creare identificazione e mobilitazione. \u00c8 un fatto politico che andrebbe analizzato, non liquidato come irrazionalit\u00e0 degli elettori. FdI senza Meloni difficilmente avrebbe avuto la stessa traiettoria. Personalit\u00e0, credibilit\u00e0, capacit\u00e0 di comunicare e di stabilire un rapporto diretto con gli elettori pesano sul voto da sempre.<\/em><\/p>\n<p><strong>4) Se una parte significativa del voto alla destra arriva dalle periferie, dalla classe operaia e dalle aree interne, non sarebbe pi\u00f9 utile chiedersi perch\u00e9 una parte della sinistra abbia perso proprio l\u00ec il proprio consenso?<\/strong><\/p>\n<p><em>Questa mi sembra la vera domanda. Il grande cambiamento degli ultimi decenni non \u00e8 che i ceti popolari siano improvvisamente diventati irrazionali. \u00c8 che la sinistra ha profondamente modificato la composizione del proprio elettorato. E non basta chiamare in causa il populismo perch\u00e9 questa trasformazione viene da lontano e ha radici sociali e culturali molto pi\u00f9 profonde. Alcuni studiosi parlano effettivamente di \u201csinistra braminica\u201d per descrivere questa trasformazione: una sinistra oggi sempre pi\u00f9 forte tra le \u00e9lite culturali. <\/em><\/p>\n<p><em>Basta confrontare due immagini. La prima \u00e8 quella delle sezioni del PCI nei quartieri operai, delle case del popolo, delle fabbriche, dei sindacati, delle scuole di partito nelle quali si formavano militanti che spesso avevano frequentato pochissimo la scuola. La seconda \u00e8 quella della sinistra contemporanea molto presente nei quartieri chic dei grandi centri urbani e nel mondo della formazione e della cultura, proprio negli ambienti nei quali ha esercitato per decenni la sua \u201cegemonia\u201d. Il paradosso \u00e8 che quella egemonia culturale non sembra essersi tradotta in una maggiore capacit\u00e0 di rappresentare i ceti popolari, che anzi si sono progressivamente allontanati.<\/em><\/p>\n<p><em> Viene allora da chiedersi se, nel lungo processo che ha accompagnato <strong>il tramonto del comunismo e la trasformazione della sinistra<\/strong>, non si sia progressivamente indebolito proprio il legame con quei ceti popolari che un tempo essa considerava la propria ragion d\u2019essere<strong>.<\/strong> Se perdi consenso nelle periferie, nei territori marginali e nelle aree interne, dovresti chiederti: \u201cPerch\u00e9 il popolo non crede pi\u00f9 in noi?\u201d. Pu\u00f2 darsi che non si sentano rappresentati sui salari, sulla sicurezza o sull\u2019immigrazione. Pu\u00f2 darsi che percepiscano alcuni linguaggi, tra cui quelli riconducibili al cosiddetto woke, come lontani dalla loro vita quotidiana. \u00c8 qui, molto pi\u00f9 che nel titolo di studio degli elettori, che dovrebbe cominciare l\u2019autocritica.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-259895 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Urne-scheda-elezioni-amministrative-comunali-Rende.jpg\" alt=\"\u201cSe voti a destra hai studiato poco\u201d: Bonaccini riaccende la polemica. 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Naturalmente sarebbe sbagliato mettere tutta la sinistra nello stesso sacco: ci sono amministratori, sindacalisti e militanti che continuano ad avere un rapporto quotidiano con territori e ceti popolari. Ma una parte molto influente della sinistra sembra avere sviluppato un atteggiamento sempre pi\u00f9 pedagogico verso gli elettori: talvolta d\u00e0 l\u2019impressione che chi non condivide i suoi dogmi sia male informato, manipolato o culturalmente meno attrezzato. <\/em><\/p>\n<p><em>E quando affermazioni di questo genere provengono da dirigenti politici di primo piano, come nel caso di Bonaccini, che \u00e8 presidente del Pd, possono essere percepite come manifestazioni di supponenza e di superiorit\u00e0 morale, quasi che qualcuno si attribuisse il diritto di spiegare agli altri perch\u00e9 votano male. Ed \u00e8 anche un atteggiamento controproducente: un elettore che si sente guardato dall\u2019alto difficilmente torna a dare fiducia a chi lo giudica. Una classe dirigente democratica dovrebbe partire dal principio opposto: se milioni di persone scelgono di votare altrove, dovrebbe anzitutto cercare di comprenderne le ragioni. In fondo \u00e8 questa la contraddizione pi\u00f9 singolare: una cultura politica nata per emancipare il popolo rischia, quando il popolo non la sceglie pi\u00f9, di assumere il tono di chi vorrebbe rieducarlo. E le elezioni non si vincono impartendo lezioni agli elettori.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le dichiarazioni di Bonaccini sugli elettori di destra fanno discutere: istruzione, condizioni economiche e territori al centro dell&#8217;analisi del politologo Spartaco Pupo<\/p>\n","protected":false},"author":59,"featured_media":195250,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[],"class_list":["post-301963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/59"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=301963"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301963\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/195250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=301963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=301963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=301963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}