{"id":303013,"date":"2026-09-10T18:41:47","date_gmt":"2026-09-10T16:41:47","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=303013"},"modified":"2026-09-11T06:48:15","modified_gmt":"2026-09-11T04:48:15","slug":"denise-lea-garofalo-ndrangheta-uccisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/denise-lea-garofalo-ndrangheta-uccisa\/","title":{"rendered":"Si \u00e8 tolta la vita Denise, la figlia di Lea Garofalo testimone di giustizia uccisa dalla &#8216;ndrangheta"},"content":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; <strong>Si \u00e8 uccisa a 35 anni Denise, la figlia della testimone di giustizia <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/25-novembre-lea-garofalo-deposta-corona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lea Garofalo<\/a><\/strong><strong>.<\/strong> La notizia, anticipata da &#8216;Avvenire&#8217;, \u00e8 stata confermata all&#8217;ANSA da pi\u00f9 fonti. <strong>La mamma aveva la stessa et\u00e0 quando fu assassinata per mano della &#8216;ndrangheta<\/strong>.<strong> Lea Garofalo \u00e8 stata uno dei simboli della ribellione alle mafie<\/strong>. Secondo quanto si \u00e8 appreso, il dramma si sarebbe consumato domenica e la donna sarebbe morta alcuni giorni dopo in ospedale.<\/p>\n<p>I pm di Velletri <strong>procedono per istigazione al suicidio<\/strong> in relazione alla morte di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo. Il fasciolo \u00e8 contro ignoti e i pm, coordinati dal procuratore Carlo Villani, hanno dosposto il sequestro del cellulare della donna che verr\u00e0 ora analizzato. Cosco \u00e8 morta questa mattina in ospedale dopo essersi lanciata domenica dal palazzo in cui viveva ad Ariccia.\u00a0Domani verr\u00e0 effettuata l&#8217;autopsia.<\/p>\n<h3>La storia di Lea Garofalo<\/h3>\n<p><strong>Lea Garofalo, originaria di Petilia Policastro, nel Crotonese, era nata nel 1974 in un contesto familiare legato alla \u2019ndranghet<\/strong>a. <strong>Nel 2002 inizi\u00f2 a collaborare con la giustizia, raccontando agli investigatori le dinamiche delle faide tra famiglie criminali calabresi e i rapporti dell\u2019ex compagno Carlo Cosco con gli ambienti della \u2019ndrangheta. Per alcuni anni visse con la figlia Denise sotto protezione.<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2009 Lea decise di rinunciare volontariamente al programma di protezione. Il 24 novembre 2009, dopo essere stata attirata a Milano con il pretesto di parlare della figlia, venne sequestrata e uccisa. Secondo quanto ricostruito nei processi, il suo corpo fu successivamente trasferito in un terreno a San Fruttuoso di Monza e dato alle fiamme.<\/p>\n<h3>I resti recuperati dopo anni<\/h3>\n<p>Per anni non vennero trovati i suoi resti. Dopo la sentenza di primo grado, Carmine Venturino, uno degli imputati, inizi\u00f2 a collaborare con la giustizia e indic\u00f2 agli investigatori il luogo dove erano stati occultati i resti di Lea: furono recuperati circa 2.000 frammenti ossei.<\/p>\n<p><strong>Un ruolo fondamentale nel processo fu svolto dalla figlia Denise, che testimoni\u00f2 contro il padre Carlo Cosco.<\/strong> <strong>Nel 2012, in primo grado, tutti e sei gli imputati furono condannati all&#8217;ergastolo.<\/strong> In appello, nel 2013, <strong>furono confermati quattro ergastoli \u2014 per Carlo Cosco, Vito Cosco, Rosario Curcio e Massimo Sabatino<\/strong> \u2014 mentre Venturino fu condannato a 25 anni grazie anche alla collaborazione con la giustizia; Giuseppe Cosco venne assolto.<\/p>\n<p>Il 18 dicembre 2014 la Cassazione rese definitive le condanne: quattro ergastoli e 25 anni per Venturino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-158400\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Lea-Garofalo-1.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"214\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Lea-Garofalo-1.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Lea-Garofalo-1-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Lea-Garofalo-1-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><\/p>\n<h3>Don Ciotti: &#8220;Immagino Denise abbracciata alla mamma&#8221;<\/h3>\n<p><strong>La vicenda di Lea Garofalo \u00e8 diventata uno dei simboli della lotta alla \u2019ndrangheta<\/strong>: una donna cresciuta in un ambiente mafioso che scelse di parlare con la giustizia e che pag\u00f2 quella scelta con la vita. I <strong>suoi funerali si tennero a Milano nel 2013, alla presenza della figlia Denise.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Oggi \u00e8 morta una giovane donna coraggiosa e sofferente. <strong>Il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si \u00e8 mossa l&#8217;intera vita di Denise<\/strong>, i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio. Oggi per\u00f2 qualcosa, in quel fragilissimo equilibrio, si \u00e8 spezzato per sempre&#8221;. A dirlo \u00e8 don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele.<\/p>\n<p>&#8220;Qualcosa si \u00e8 spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile. E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi. Nel restare fedele al percorso di riscatto iniziato da Lea, la sua adorata mamma, Denise ha dovuto vivere per anni nascosta, senza per\u00f2 mai rassegnarsi davvero, perch\u00e9 il suo sogno era sentirsi finalmente libera e autonoma.<\/p>\n<p><strong>Proprio come Lea, Denise aveva infatti una grande sete di vita, di libert\u00e0 e di amore.<\/strong> Vogliamo adesso immaginarla riunita in un grande abbraccio con la sua mamma. Vorremmo dirle &#8220;Scusa! Perdonaci per non essere riusciti a tenerti qui con noi&#8221;, ma anche &#8220;Grazie del tempo che abbiamo passato insieme. Non giudichiamo la sua storia, non innalziamola e non compatiamola. Lei non lo vorrebbe. Denise, resterai per sempre dentro al nostro cuore e al nostro impegno&#8221;, conclude don Ciotti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 uccisa a 35 anni Denise, la figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, assassinata per mano della &#8216;ndrangheta<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":276629,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-303013","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303013\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/276629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}