{"id":303013,"date":"2026-09-10T18:41:47","date_gmt":"2026-09-10T16:41:47","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=303013"},"modified":"2026-09-10T18:41:47","modified_gmt":"2026-09-10T16:41:47","slug":"denise-lea-garofalo-ndrangheta-uccisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/denise-lea-garofalo-ndrangheta-uccisa\/","title":{"rendered":"Si \u00e8 uccisa Denise, la figlia di Lea Garofalo testimone di giustizia uccisa dalla &#8216;ndrangheta"},"content":{"rendered":"<p>MILANO &#8211; <strong>Si \u00e8 uccisa a 35 anni Denise, la figlia della testimone di giustizia <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/25-novembre-lea-garofalo-deposta-corona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lea Garofalo<\/a><\/strong><strong>.<\/strong> La notizia, anticipata da &#8216;Avvenire&#8217;, \u00e8 stata confermata all&#8217;ANSA da pi\u00f9 fonti. <strong>La mamma aveva la stessa et\u00e0 quando fu assassinata per mano della &#8216;ndrangheta<\/strong>.<strong> Lea Garofalo \u00e8 stata uno dei simboli della ribellione alle mafie<\/strong>. Secondo quanto si \u00e8 appreso, il dramma si sarebbe consumato domenica e la donna sarebbe morta alcuni giorni dopo in ospedale.<\/p>\n<h3>La storia di Lea Garofalo<\/h3>\n<p><strong>Lea Garofalo, originaria di Petilia Policastro, nel Crotonese, era nata nel 1974 in un contesto familiare legato alla \u2019ndranghet<\/strong>a. <strong>Nel 2002 inizi\u00f2 a collaborare con la giustizia, raccontando agli investigatori le dinamiche delle faide tra famiglie criminali calabresi e i rapporti dell\u2019ex compagno Carlo Cosco con gli ambienti della \u2019ndrangheta. Per alcuni anni visse con la figlia Denise sotto protezione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 2009 Lea decise di rinunciare volontariamente al programma di protezione. Il 24 novembre 2009, dopo essere stata attirata a Milano con il pretesto di parlare della figlia, venne sequestrata e uccisa<\/strong>. <strong>Secondo quanto ricostruito nei processi, il suo corpo fu successivamente trasferito in un terreno a San Fruttuoso di Monza e dato alle fiamme.<\/strong><\/p>\n<h3>I resti recuperati dopo anni<\/h3>\n<p>Per anni non vennero trovati i suoi resti. Dopo la sentenza di primo grado, Carmine Venturino, uno degli imputati, inizi\u00f2 a collaborare con la giustizia e indic\u00f2 agli investigatori il luogo dove erano stati occultati i resti di Lea: furono recuperati circa 2.000 frammenti ossei.<\/p>\n<p><strong>Un ruolo fondamentale nel processo fu svolto dalla figlia Denise, che testimoni\u00f2 contro il padre Carlo Cosco.<\/strong> <strong>Nel 2012, in primo grado, tutti e sei gli imputati furono condannati all&#8217;ergastolo.<\/strong> In appello, nel 2013, <strong>furono confermati quattro ergastoli \u2014 per Carlo Cosco, Vito Cosco, Rosario Curcio e Massimo Sabatino<\/strong> \u2014 mentre Venturino fu condannato a 25 anni grazie anche alla collaborazione con la giustizia; Giuseppe Cosco venne assolto.<\/p>\n<p>Il 18 dicembre 2014 la Cassazione rese definitive le condanne: quattro ergastoli e 25 anni per Venturino.<\/p>\n<p>La vicenda di Lea Garofalo \u00e8 diventata uno dei simboli della lotta alla \u2019ndrangheta: una donna cresciuta in un ambiente mafioso che scelse di parlare con la giustizia e che pag\u00f2 quella scelta con la vita. I suoi funerali si tennero a Milano nel 2013, alla presenza della figlia Denise.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 uccisa a 35 anni Denise, la figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, assassinata per mano della &#8216;ndrangheta<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":276629,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-303013","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303013\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/276629"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}