{"id":303806,"date":"2026-09-27T14:00:24","date_gmt":"2026-09-27T12:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=303806"},"modified":"2026-09-27T14:04:29","modified_gmt":"2026-09-27T12:04:29","slug":"violenza-sulle-donne-pedagogista-renzo-coro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/violenza-sulle-donne-pedagogista-renzo-coro\/","title":{"rendered":"Violenza sulle donne, l\u2019appello della pedagogista cosentina Renzo: \u00abFamiglie educhino i ragazzi al rifiuto\u00bb"},"content":{"rendered":"<p class=\"isSelectedEnd\">CORIGLIANO-ROSSANO (CS) \u2013 Sos violenza sulle donne. <strong>Un ragazzo che non sa reggere un rifiuto non rinasce davanti a un giudice, n\u00e9 si forma all\u2019improvviso dentro una relazione malata.<\/strong> Molto spesso cresce molto prima, quando da bambino nessuno gli ha insegnato che il desiderio incontra un limite, che la rabbia non autorizza il gesto violento, che il corpo dell\u2019altro non \u00e8 propriet\u00e0, che un no non \u00e8 un\u2019umiliazione da vendicare. Per questo continuare a pensare che il femminicidio si possa combattere soltanto aggiungendo corsi, attivit\u00e0 o giornate tematiche nelle scuole significa guardare l\u2019effetto finale senza affrontare la causa educativa pi\u00f9 profonda: <strong>l\u2019incapacit\u00e0, costruita negli anni, di gestire la frustrazione.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-282695\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Violenza-giovanile-Teresa-Pia-Renzo.jpg\" alt=\"Violenza giovanile - Teresa Pia Renzo registro elettronico\" width=\"475\" height=\"296\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Violenza-giovanile-Teresa-Pia-Renzo.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Violenza-giovanile-Teresa-Pia-Renzo-300x187.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Violenza-giovanile-Teresa-Pia-Renzo-768x479.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/p>\n<h3 class=\"isSelectedEnd\"><strong>\u00c8 un grave errore delegare tutto alle funzioni della scuola<\/strong><\/h3>\n<p class=\"isSelectedEnd\">\u00c8 la pedagogista Teresa Pia Renzo ad <strong>intervenire sul tema della <a href=\"https:\/\/www.interno.gov.it\/it\/temi\/sicurezza\/violenza-genere\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">violenza di genere<\/a> e dei <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/femminicidi-calabria-educazione-affettiva\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">femminicidi<\/a><\/strong>, richiamando l\u2019attenzione su un equivoco che considera sempre pi\u00f9 pericoloso: <strong>affidare alla scuola ogni emergenza sociale, trasformandola nel luogo al quale demandare anche ci\u00f2 che nasce nella famiglia, nelle relazioni, nei modelli adulti e nella mancanza di limiti<\/strong>. La scuola \u2013 sottolinea \u2013 istruisce, educa sul piano cognitivo, rafforza competenze e pu\u00f2 accompagnare percorsi di consapevolezza. Ma non \u00e8 una clinica, non \u00e8 un centro riabilitativo, non \u00e8 un presidio rieducativo permanente chiamato a correggere da solo ci\u00f2 che altrove non \u00e8 stato costruito.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il nodo non \u00e8 negare il valore dell\u2019educazione affettiva e relazionale, ma chiarire ruoli, strumenti e responsabilit\u00e0. Se \u2013 aggiunge &#8211; si chiede agli insegnanti di entrare in percorsi complessi sulla gestione delle emozioni, sul rispetto, sulla relazione tra maschile e femminile, allora bisogna anche metterli nelle condizioni di farlo senza esporsi a pressioni, contestazioni, aggressioni familiari o rischi professionali.<strong> Non si pu\u00f2 caricare la scuola di responsabilit\u00e0 enormi \u2013 osserva \u2013 e poi lasciarla sola quando prova a esercitarle<\/strong>. Prima di chiedere nuovi compiti agli insegnanti, bisogna restituire loro autorevolezza, protezione e strumenti reali.<\/p>\n<h3 class=\"isSelectedEnd\"><strong>Violenza sulle donne: Il primo gesto violento non \u00e8 mai un gioco innocuo<\/strong><\/h3>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Per la pedagogista da oltre venti anni punto di riferimento per la crescita della prima infanzia, la prevenzione comincia molto prima dell\u2019adolescenza. Comincia quando un bambino, dentro una crisi oppositiva, alza le mani contro la madre o il padre e l\u2019adulto minimizza, sorride, trasforma quel gesto in tenerezza o lo archivia come capriccio. \u00c8 l\u00ec che si decide una parte importante del futuro educativo. Se quel comportamento non viene fermato nell\u2019immediatezza, il bambino impara che la rabbia pu\u00f2 diventare pressione, che la pressione produce risultato, che l\u2019altro pu\u00f2 essere colpito quando frustra un desiderio. Nessun percorso scolastico, da solo, pu\u00f2 sradicare facilmente un comportamento che la famiglia ha lasciato radicare per anni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-217287\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/stop-violenza-donne.jpg\" alt=\"Italia stop violenza donne\" width=\"555\" height=\"343\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/stop-violenza-donne.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/stop-violenza-donne-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/stop-violenza-donne-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/stop-violenza-donne-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/stop-violenza-donne-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/stop-violenza-donne-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/stop-violenza-donne-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/p>\n<h3 class=\"isSelectedEnd\"><strong>Il femminicidio e l&#8217;incapacit\u00e0 di accettare il rifiuto<\/strong><\/h3>\n<p class=\"isSelectedEnd\">La violenza di genere \u2013 questa la lettura di Renzo &#8211; non pu\u00f2 essere ridotta ad una sola matrice. Ma dentro molti casi ritorna un elemento costante:<strong> l\u2019incapacit\u00e0 di accettare la perdita, il distacco, il rifiuto, la fine di una relazione.<\/strong> Quando una donna smette di essere riconosciuta come persona e viene percepita come oggetto da possedere, trattenere o punire, la relazione \u00e8 gi\u00e0 uscita dal terreno dell\u2019amore ed \u00e8 entrata in quello del dominio. Se un ragazzo \u00e8 cresciuto pensando che tutto gli sia dovuto \u2013 evidenzia \u2013 far\u00e0 pi\u00f9 fatica ad accettare che un\u2019altra persona possa dire no, scegliere diversamente, allontanarsi o sottrarsi al suo controllo.<\/p>\n<h3 class=\"isSelectedEnd\"><strong>Non si lavora solo sulle ragazze: bisogna lavorare sui ragazzi<\/strong><\/h3>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Molti percorsi di prevenzione rischiano di concentrarsi troppo tardi e troppo spesso sulla possibile vittima: <strong>insegnare alle ragazze a riconoscere il rischio, a non cadere nei tranelli, a non accettare incontri pericolosi, a non illudersi di poter salvare o calmare l\u2019uomo violento. Tutto questo \u00e8 utile, ma non basta<\/strong>. Non pu\u00f2 diventare l\u2019unico asse della prevenzione. Il lavoro principale deve riguardare anche e soprattutto i ragazzi: educarli al limite, alla frustrazione, al rispetto del corpo e della volont\u00e0 altrui, alla responsabilit\u00e0 delle proprie azioni, alla distinzione tra amore, possesso e controllo.<\/p>\n<p class=\"isSelectedEnd\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 una prevenzione possibile e necessaria, che per la Pedagogista deve partire dai primi anni: educare bambini e bambine al rispetto del proprio corpo e di quello degli altri. Dire chiaramente che nessuno pu\u00f2 toccare senza consenso, che se qualcosa mette a disagio bisogna parlarne subito con un adulto affidabile, che l\u2019intimit\u00e0 ha confini, che anche un abbraccio pu\u00f2 essere rifiutato se non lo si desidera. Una bambina che impara presto che il suo corpo non \u00e8 disponibile allo sguardo o al gesto degli altri \u2013 sottolinea \u2013 cresce con una consapevolezza preziosa. Non significa creare paura, ma costruire sicurezza.<\/p>\n<h3 class=\"isSelectedEnd\"><strong>Quando il rapporto \u00e8 malato, la prevenzione diventa pi\u00f9 difficile<\/strong><\/h3>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Renzo richiama per\u00f2 anche un dato scomodo: nelle relazioni gi\u00e0 segnate da dipendenza, manipolazione, plagio emotivo o dinamiche narcisistiche, la prevenzione diventa molto pi\u00f9 complessa. Una donna coinvolta in un rapporto malato pu\u00f2 non vedere il pericolo, pu\u00f2 pensare di riuscire a chiarire, calmare, recuperare, controllare la situazione. Molte volte <strong>l\u2019ultimo incontro<\/strong> viene accettato proprio con questa illusione. Ma non tutto \u00e8 prevedibile, non tutto si pu\u00f2 evitare con una lezione, non ogni aggressione pu\u00f2 essere anticipata da segnali leggibili dall\u2019esterno. Per questo \u00e8 sbagliato spostare il peso della responsabilit\u00e0 sulla vittima.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-223557\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/violenza-sessuale.jpg\" alt=\"violenza sessuale\" width=\"542\" height=\"335\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/violenza-sessuale.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/violenza-sessuale-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/violenza-sessuale-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/violenza-sessuale-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/violenza-sessuale-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/violenza-sessuale-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/violenza-sessuale-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 542px) 100vw, 542px\" \/><\/p>\n<h3 class=\"isSelectedEnd\"><strong>Lo Stato non nasconda la propria debolezza dietro i corsi di formazione<\/strong><\/h3>\n<p class=\"isSelectedEnd\">Il tema educativo, per Renzo, non cancella quello giuridico. Anzi, lo rende ancora pi\u00f9 urgente. Se davanti a molestie, aggressioni, abusi, persecuzioni e violenze il sistema restituisce l\u2019idea che tutto possa essere attenuato, giustificato, ridotto o aggirato, il messaggio sociale diventa devastante. Le campagne educative servono, ma non possono coprire la debolezza delle risposte istituzionali. Chi usa violenza \u2013 afferma la pedagogista \u2013 deve incontrare conseguenze severe e certe. Altrimenti lo Stato rischia di dire con le parole che protegge le donne e con i fatti che chi viola quei confini pu\u00f2 continuare a farlo.<\/p>\n<h3 class=\"isSelectedEnd\"><strong>Renzo: famiglia, scuola e Stato devono tornare a parlare stessa lingua<\/strong><\/h3>\n<p>Per la pedagogista, la risposta alla violenza di genere non pu\u00f2 stare in un solo luogo. La famiglia deve educare al no, al rispetto, alla frustrazione e alla responsabilit\u00e0. La scuola pu\u00f2 rafforzare, nominare, accompagnare, intercettare, ma deve essere tutelata e non lasciata sola. Lo Stato deve garantire regole credibili, pene certe e protezione reale per chi subisce. Se uno di questi livelli arretra \u2013 conclude Teresa Pia Renzo &#8211; l\u2019intero sistema educativo e sociale si indebolisce.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Violenza sulle donne: la pedagogista cosentina Teresa Pia Renzo invita a non delegare alla scuola tutta la responsabilit\u00e0 della prevenzione: \u201cEducare al rispetto, deve iniziare dalla famiglia\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":238460,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[572],"tags":[],"class_list":["post-303806","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ionio"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303806","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303806"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/303806\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/238460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}