{"id":304619,"date":"2026-10-03T17:00:20","date_gmt":"2026-10-03T15:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=304619"},"modified":"2026-09-30T14:30:19","modified_gmt":"2026-09-30T12:30:19","slug":"scuola-allarme-ocse-2033-stipendi-docenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/scuola-allarme-ocse-2033-stipendi-docenti\/","title":{"rendered":"Scuola, l\u2019allarme dell\u2019Ocse: 18% di bambini in meno entro il 2033 e stipendi dei docenti sotto la media"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Secondo il rapporto Ocse &#8220;<a href=\"https:\/\/www.foe.it\/news\/ocse-education-at-a-glance-2026\" rel=\"noopener\">Education at a Glance 2026<\/a>&#8220;, il numero di <strong>bambini tra i 5 e i 14 anni<\/strong> \u00e8 destinato a <strong>diminuire del 18%<\/strong> tra il <strong>2024 e il 2033<\/strong>. Il sistema &#8220;scuola&#8221; italiano si trova davanti a una <strong>trasformazione demografica<\/strong> destinata ad avere conseguenze rilevanti nei prossimi anni. Un calo che si inserisce in un quadro gi\u00e0 caratterizzato dalla diminuzione degli studenti: <strong>tra il 2015 e il 2024, infatti, gli alunni della scuola primaria in Italia sono diminuiti dell\u201911%,<\/strong> mentre nello stesso periodo il numero degli insegnanti della primaria \u00e8 aumentato del 4%. Nei Paesi Ocse, invece, i docenti della primaria sono cresciuti mediamente del 13%, a fronte di un aumento degli studenti del 2%.<\/p>\n<h3>Rapporto Ocse sulla scuola: meno studenti, pi\u00f9 insegnanti<\/h3>\n<p>Il rapporto evidenzia anche alcuni progressi sul fronte dell\u2019istruzione. Tra il 2015 e il 2025 la quota di giovani italiani tra i 25 e i 34 anni senza un diploma di scuola secondaria superiore \u00e8 scesa dal 26% al 19%. Anche i <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria-boom-del-lavoro-autonomo-quattro-anni\/\">Neet<\/a> tra i 18 e i 24 anni sono diminuiti, passando dal 30% al 16%. Resta tuttavia distante la media Ocse per quanto riguarda l\u2019istruzione terziaria: in Italia il 22% degli adulti tra i 25 e i 64 anni possiede una laurea o un titolo equivalente, contro il 43% della media Ocse. Pi\u00f9 elevata, invece, la quota di chi possiede un diploma di scuola secondaria superiore o un titolo post-secondario non terziario, pari al 45%, rispetto al 39% medio Ocse.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-302770\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/studenti-rapporto-Ocse-Pisa-02.jpg\" alt=\"studenti rapporto Ocse-Pisa 02\" width=\"622\" height=\"385\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/studenti-rapporto-Ocse-Pisa-02.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/studenti-rapporto-Ocse-Pisa-02-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/studenti-rapporto-Ocse-Pisa-02-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 622px) 100vw, 622px\" \/><\/p>\n<h3>Lauree e divari territoriali<\/h3>\n<p>Il <strong>livello di istruzione<\/strong> continua inoltre a mostrare forti differenze tra le diverse aree del Paese. La percentuale di adulti con un titolo di istruzione terziaria varia dal 17% della Sicilia al 29% del Lazio, mentre l\u2019Italia presenta marcate differenze regionali anche nei tassi di occupazione. Il divario tende comunque a ridursi all\u2019aumentare del livello di istruzione.<\/p>\n<p>Un altro elemento evidenziato dal rapporto riguarda il ritorno economico della laurea. In Italia un lavoratore a tempo pieno con un titolo universitario o una specializzazione post-laurea guadagna mediamente il 35% in pi\u00f9 rispetto a chi possiede un diploma di scuola secondaria superiore o un titolo post-secondario non universitario. La media Ocse \u00e8 per\u00f2 del 54%. Particolarmente contenuto il vantaggio associato alla laurea triennale, che si ferma al 4% rispetto a chi ha completato soltanto le scuole superiori.<\/p>\n<p>Anche sul fronte degli <strong>investimenti<\/strong> emergono differenze. Nel 2023 la <strong>spesa pubblica italiana per l\u2019istruzione primaria e post-secondaria non terziaria \u00e8 stata pari al 2,7% del Pil, contro il 3% della media Ocse<\/strong>; per l\u2019istruzione terziaria la quota italiana \u00e8 stata dello 0,7%, rispetto all&#8217;1% medio Ocse. Secondo una elaborazione della UIL Scuola, il divario complessivo rispetto alla media Ocse corrisponderebbe a circa 7 miliardi di euro.<\/p>\n<h3>Docenti pi\u00f9 anziani e meno pagati<\/h3>\n<p>Tra i <strong>nodi evidenziati dal rapporto<\/strong> c&#8217;\u00e8 anche la <strong>condizione economica e anagrafica degli insegnanti<\/strong>. Nel 2024 il 36% dei docenti della scuola secondaria aveva almeno 55 anni, contro il 23% degli occupati con almeno una laurea magistrale e il 23% della popolazione occupata complessiva. La percentuale, comunque, \u00e8 diminuita rispetto al 46% registrato nel 2015.<\/p>\n<p>Sul fronte degli <strong>stipendi<\/strong>, il rapporto segnala che gli <strong>insegnanti italiani percepiscono meno rispetto ad altri lavoratori<\/strong> con un analogo livello di istruzione: i docenti della scuola dell&#8217;infanzia guadagnano in media il 36% in meno e quelli della secondaria di primo grado il 33% in meno. Secondo i dati richiamati dalla <strong>UIL Scuola<\/strong>, inoltre, un docente della primaria all&#8217;inizio della carriera in Spagna guadagna circa il 48% in pi\u00f9 rispetto a un collega italiano, mentre in Germania il trattamento economico \u00e8 superiore al doppio. A fine carriera, un docente della primaria spagnolo percepisce circa il 45% in pi\u00f9.<\/p>\n<p>&#8220;Il dato sugli investimenti fotografa meglio di ogni altro la condizione della scuola italiana. Destiniamo all&#8217;istruzione il 2,7% del Pil (calcolato in dollari Usa parit\u00e0 di potere di acquisto), contro una media Ocse del 3%. Una distanza che, secondo una nostra elaborazione effettuata esclusivamente sui dati Ocse e convertiti in euro utilizzando il fattore ufficiale di conversione della Banca Mondiale, equivale a circa 7 miliardi di euro. La Spagna investe il 2,8%, mentre Paesi come la Svezia arrivano fino al 3,8%. Non possiamo pretendere una scuola al livello degli altri Paesi europei continuando a investire meno&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-296115\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/intelligenza-artificiale-studenti-ocse-ue.jpg\" alt=\"intelligenza-artificiale-studenti-ocse-ue\" width=\"669\" height=\"414\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/intelligenza-artificiale-studenti-ocse-ue.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/intelligenza-artificiale-studenti-ocse-ue-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/intelligenza-artificiale-studenti-ocse-ue-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/><\/p>\n<p>Cos\u00ec <strong>Giuseppe D&#8217;Aprile, Segretario generale della UIL Scuola<\/strong>, commenta i dati del rapporto Ocse <a href=\"https:\/\/www.foe.it\/files\/2026\/09\/Education-at-a-Glance-2026.pdf\" rel=\"noopener\">Education at a Glance<\/a>:\u00a0&#8220;Con un investimento aggiuntivo di sette miliardi sulla scuola statale si potrebbero aumentare le retribuzioni, stabilizzare migliaia di precari trasformando i posti dall&#8217;organico di fatto all&#8217;organico di diritto. E ancora, potremmo ridurre il numero di alunni per classe, potenziare il tempo pieno, sostenere le scuole delle aree interne e garantire servizi e professionalit\u00e0 di cui oggi gli istituti hanno bisogno&#8221;, aggiunge D&#8217;Aprile.<\/p>\n<p>&#8220;La distanza emerge con chiarezza anche dalle retribuzioni. Un docente della primaria a inizio carriera in Spagna guadagna circa il 48% in pi\u00f9 rispetto a un collega italiano; in Germania pi\u00f9 del doppio. A fine carriera, un docente della primaria spagnolo percepisce circa il 45% in pi\u00f9 rispetto a quello italiano. Sono differenze che non possono essere considerate normali&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;E il divario non riguarda soltanto il confronto internazionale. In Italia un insegnante della primaria guadagna il 64% di quanto percepisce un laureato con analogo livello di istruzione che lavora in un altro settore; nella secondaria di secondo grado siamo al 71%. \u00c8 evidente che dietro la questione salariale c&#8217;\u00e8 un problema pi\u00f9 grande: quanto il Paese decide di investire nella scuola e nelle persone che ogni giorno la fanno funzionare&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il <strong>rinnovo del contratto 2025-2027<\/strong> ha rappresentato un punto di partenza, ma il contratto non pu\u00f2 colmare da solo un divario che nasce da una carenza strutturale di investimenti. Per questo continuiamo a chiedere di sottrarre la scuola ai vincoli di bilancio e prevedere un capitolo di spesa dedicato all&#8217;istruzione, con risorse aggiuntive e strutturali, a partire dalla prossima manovra economica&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto Education at a Glance 2026 fotografa luci e ombre dell\u2019istruzione italiana: diminuiscono Neet e giovani senza diploma, ma restano forti divari territoriali e salariali. La UIL Scuola: \u201cServono 7 miliardi di investimenti aggiuntivi\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":304622,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-304619","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/304619","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=304619"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/304619\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/304622"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=304619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=304619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=304619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}