{"id":30494,"date":"2014-02-18T12:07:36","date_gmt":"2014-02-18T11:07:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/i-latitanti-piu-temuti-d-italia-su-otto-tre-sono-calabresi-morabito-giorgi-e-fazzalari\/"},"modified":"2023-01-17T12:47:50","modified_gmt":"2023-01-17T11:47:50","slug":"12882-i-latitanti-piu-temuti-d-italia-su-otto-tre-sono-calabresi-morabito-giorgi-e-fazzalari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/12882-i-latitanti-piu-temuti-d-italia-su-otto-tre-sono-calabresi-morabito-giorgi-e-fazzalari\/","title":{"rendered":"I latitanti pi\u00f9 temuti d\u2019Italia? Tre sono calabresi: Morabito, Giorgi e Fazzalari"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Nell\u2019elenco dei latitanti di massima pericolosit\u00e0 stilato dal ministero dell\u2019Interno spiccano i nomi di tre calabresi.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>In tutto le \u2018primule rosse\u2019 pi\u00f9 ricercate d\u2019Italia sono otto: il famosissimo Matteo Messina Denaro di Castelvetrano, il sardo Attilio Cubeddu, il giovane napoletano Marco Di Lauro, l\u2019ergastolano Giovanni Motisi di Palermo, Pasquale Scotti l\u2019omicida campano ricercato dal 1985, Giuseppe Giorgi di San Luca, Rocco Morabito di Africo ed Ernesto Fazzalari di Taurianova.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel programma speciale di ricerca della Polizia di Stato finalizzato alla cattura dei malviventi datisi alla macchia i tre reggini si distinguono per essere tutti affiliati alla \u2018ndrangheta e aver tutti alle spalle reati legati al traffico di stupefacenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Giorgi<\/strong> <strong>di San Luca<\/strong> \u00e8 ricercato dal 1995 per associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, armi, estorsioni ed omicidi. La pena che dovrebbe scontare \u00e8 di 17 anni di reclusione, ma si presume che attualmente lui viva in incognito in Germania. L\u2019ultracinquantenne di detto U crapa pare sia affiliato ai Romeo in quanto genero del boss Sebastiano Romeo. Giorgi \u00e8 noto alle cronache per esser stato coinvolto, secondo le dichiarazioni del pentito Francesco Fonti nello smaltimento delle cosiddette navi dei veleni. Grazie a Giorgi, secondo Fonti, le navi contenenti rifiuti tossici e radioattivi sarebbero state affondate con la dinamite lungo le coste calabresi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rocco Morabito di Africo<\/strong> \u00e8 ricercato dal 1996 per associazione di stampo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Condannato a 30 anni di reclusione Morabito \u00e8 affiliato all\u2019omonima cosca ritenuta tra le pi\u00f9 autorevoli nel territorio della locride con ramificazioni in Africa, Europa e Sud America. Il 48enne di Africo pare abbia un ruolo di spicco nella gestione del traffico di cocaina tramite i narcos colombiani. I<span>l presunto boss&nbsp;<\/span>Rocco Morabito \u00e8&nbsp;il figlio del noto capobastone di Africo Giuseppe Morabito detto \u201cU Tiradrittu\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ernesto Fazzalari di Taurianova<\/strong> \u00e8 ricercato dal 1996 per associazione di tipo mafioso, omicidio, traffico di sostanze stupefacenti, traffico di armi e rapina. Deve espiare la pena dell\u2019ergastolo, ma ha deciso di non trascorrere l\u2019intera esistenza in una cella. Dandosi alla macchia. Il quarantacinquenne \u00e8 ritenuto<span> uno dei principali esponenti della \u2018ndrina Zagari-Fazzalari<\/span>. Il suo ruolo sarebbe quello di dirigere le azioni del clan, ad egli viene inoltre contestato <span>il totale controllo nella gestione delle compravendite di terreni nel territorio di Taurianova assicurandosi rilevanti quote come \u2018provvigioni\u2019.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Nell\u2019elenco dei latitanti di massima pericolosit\u00e0 stilato dal ministero dell\u2019Interno spiccano i nomi di tre calabresi.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":30495,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-30494","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30494"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30494\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}