{"id":30538,"date":"2014-02-19T11:10:47","date_gmt":"2014-02-19T10:10:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/sanremo-quando-dalida-trovo-tenco-morto-nella-stanza-d-albergo\/"},"modified":"2023-01-17T12:47:52","modified_gmt":"2023-01-17T11:47:52","slug":"12904-sanremo-quando-dalida-trovo-tenco-morto-nella-stanza-d-albergo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/12904-sanremo-quando-dalida-trovo-tenco-morto-nella-stanza-d-albergo\/","title":{"rendered":"Sanremo: quando Dalida trov\u00f2 Tenco morto nella stanza del Savoy"},"content":{"rendered":"<p>Leilat-Helo racconta Dalida e il tragico Sanremo con Tenco.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Ascoltare Dalida, vedere Dalida e ripiombare in un&#8217;altra Sanremo, festival d&#8217;altri tempi, affidati alla voce, alla musica e anche alla tragicita&#8217; dei protagonisti. Ed e&#8217; impossibile non citare quello triste del 1967, quando tocco&#8217; a lei, Iolanda Gigliotti in arte Dalida, trovare Luigi Tenco riverso nel suo sangue nella stanza dell&#8217;albergo Savoy. Di Tenco, di quella sera triste e della intensa vita di Dalida scrive David Leilat-Helo nel suo &#8220;Dalida &#8211; Da una riva all&#8217;altra&#8221; (edizioni Odoya) in libreria dal 27 febbraio. Di origine calabrese ma nata e cresciuta in Egitto e in seguito naturalizzata francese, Dalida ha cantato in piu&#8217; di dieci lingue. Non solo. Per ogni lingua che ha omaggiato con la propria voce dolce e potente ha scelto i testi piu&#8217; evocativi e emozionanti. Alla Carnegie Hall di New York -racconta Leilat Helo, autore di biografie di artiste- &#8220;canta &#8216;Salma ya salama&#8217; e una parte della sala, di lingua araba, canta insieme a lei; intona &#8216;La danza di Zorba&#8217; e una fila di greci accenna qualche passo di sirtaki; quando interpreta &#8216;Hene Matov&#8217; tutta la comunita&#8217; ebraica fa sentire la sua voce. Con &#8216;Je suis malade&#8217; fa venire i brividi anche a coloro che non spiccicano una parola di francese. Sulla musica di &#8216;J&#8217;attendrai&#8217; e del &#8216;Lambeth Walk&#8217; fa ballare tutti.&#8221; &#8220;Il trionfo di Dalida e&#8217; il sogno dell&#8217;ONU&#8221; scrivera&#8217; Jacqueline Cartier su France Soir. A rappresentare la cultura italiana, piu&#8217; volte frequentata da Dalida in film (anche con De Sica) e canzoni, ci sara&#8217; quella canzone forte come un pugno che e&#8217; &#8216;Ciao amore ciao&#8217;. Frutto della passione della bella cantante per il suo tormentato autore, l&#8217;interpretazione che la vide a Sanremo nel 1967 non la abbandonera&#8217; mai piu&#8217;, come il ricordo di quella sera. <strong>Non fu l&#8217;ultimo di fatti da pagina di cronaca che investi&#8217; la povera Iolanda: il suo &#8220;nuovo amore&#8221;, il sedicente conte di Saint Germain, sparo&#8217; al fidanzato della sua domestica portoghese non capendo le spiegazioni del giovane che si era introdotto nelle stanze della fidanzata a casa di Dalida.<\/strong> Eppure le sue numerose e illustri collaborazioni la vedono amica di personaggi come Leo Ferre&#8217; e Alain Delon, Francois Mitterand stesso amava invitare la cantante al bistrot. Determinata nel proprio lavoro e pronta a sacrificarsi per raggiungere i propri obiettivi di artista, Dalida ha affrontato il mondo della canzone a testa alta senza mai perdere un colpo, anzi mietendo fan affezionati che a dir poco la veneravano. Fino al suicidio, il 3 maggio 1987, e un messaggio affidato a un biglietto: &#8220;Perdonatemi, la vita mi e&#8217; insopportabile&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leilat-Helo racconta Dalida e il tragico Sanremo con Tenco.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":30539,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,25],"tags":[],"class_list":["post-30538","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-libri"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30538"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30538\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30539"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}