{"id":3059,"date":"2012-09-03T07:20:39","date_gmt":"2012-09-03T05:20:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3059"},"modified":"2023-01-17T13:35:23","modified_gmt":"2023-01-17T12:35:23","slug":"84-testimonianza-sullanoressia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/84-testimonianza-sullanoressia\/","title":{"rendered":"Testimonianza sull&#8217;anoressia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A tavola con il nemico. Non \u00e8 il titolo di un appassionante serial televisivo di genere thriller, \u00e8 la storia di Marta, 32enne cosentina, prigioniera per un paio d\u2019anni di uno spietato sequestratore: l\u2019anoressia.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I segni delle catene della prigionia sono ancora ben evidenti sul corpo della ragazza, riuscita a sfuggire al suo sequestratore dopo un lungo periodo di psicoterapia. Marta, occhi verdi e grandi, coperti da occhiali scuri che le fasciano il viso, quasi a voler nascondere quel dolore non ancora cancellato, ha il fisico longilineo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con profonda dignit\u00e0, estremo coraggio e tanta voglia di liberarsi di un peso, la 32enne si racconta e racconta, senza mostrarsi in volto, al taccuino del cronista la sua difficile esperienza con l\u2019anoressia. \u201cDobbiamo prendere consapevolezza che, purtroppo, l\u2019anoressia non \u00e8 solo una malattia, da cui per fortuna, si pu\u00f2 guarire ma, \u00e8 soprattutto, un disagio psichico. Cadere nella sua trappola \u00e8 facile, soprattutto se si \u00e8 fragili. Ho scoperto l\u2019anoressia all\u2019incirca due anni e mezzo fa. Mi guardavo allo specchio e mi sentivo a disagio con me stessa. Quello stesso disagio che \u00e8 diventato il mio carceriere. Ero convinta che non piacendomi, non potevo piacere anche agli altri. Mia madre e mio padre si sono accorti subito che qualcosa dentro di me non andava. L\u2019interruttore nevralgico del mio status era andato in corto circuito. Pi\u00f9 di una volta i miei hanno provato a capire cosa mi tormentasse. Ma io \u2013 ricorda \u2013 non volevo parlare. Le mie risposte erano evasive e piene di rabbia, soprattutto perch\u00e9 mi rendevo conto di avere a che fare con un problema con me stessa. Un disagio che mi tormentava e di cui avevo paura. Avevo anche smesso non solo di sedermi a tavola ma anche di dormire. Mi sentivo vittima e carceriere di me stessa\u201d. Marta, mentre si racconta prende il suo telefono nella borsa e mostra le foto del suo passato. \u201cEcco cos\u2019ero diventata \u2013 dichiara guardando quell\u2019immagine di se immortalata in un click \u2013 ero come suol dirsi pelle e ossa\u201d. Le foto che parlano del suo disagio raccontano di una ragazza scavata nel viso, con gli occhi rossi, gonfi di pianto e con profonde occhiaie, segno delle sue notti insonni e della sua non alimentazione. \u201cNon riuscivo a capire perch\u00e9 tutto questo stesse capitando a me, ne parlai a lungo con il mio medico di famiglia. A volte lo tempestavo di telefonate per chiedergli aiuto, quella parola che, forse pi\u00f9 che per vergogna che per paura, non riuscivo a pronunciare davanti ai miei. Il mio medico mi disse che da questa malattia non si guariva con una semplice terapia farmacologica. Per guarire, oltre ai farmaci ci vuole non solo la consapevolezza di avere un problema ma anche la voglia di liberarsene. Ecco che allora decisi di fare il grande passo, facendomi aiutare da chi realmente poteva farlo. Quel passo l\u2019ho fatto e oggi sono consapevole della mia forza ritrovata, ho fatto pace con il cibo e ho ripreso a guardarmi allo specchio e mi piaccio. Credere in me stessa mi ha aiutato a rafforzare anche il rapporto con gli altri, soprattutto con i miei genitori e gli amici che non mi hanno mai fatto mancare il loro affetto, la loro vicinanza e m\u2019hanno trasmesso tanto coraggio\u201d. Anche se questa brutta storia \u00e8 passata Marta nel raccontarsi e raccontare la sua esperienza vuole lanciare un messaggio a tutti coloro che \u2013 come dice lei, forse pi\u00f9 per vergogna che per paura \u2013 vivono o convivono con questo disagio psichico, facendosi schiacciare dal peso dell\u2019anoressia. \u201cNon abbiate paura di ammettere che qualcosa non vada nel corpo, nella mente e nello spirito. La capacit\u00e0 di accorgersi di avere un problema grande e pericoloso come l\u2019anoressia o come le altre forme di disordine alimentare non \u00e8 un punto di debolezza, anzi \u00e8 l\u2019esatto contrario: \u00e8 di forza. Quella nostra forza interiore che ci spinge a vivere\u201d. Ora Marta ha un altro sogno. Il pi\u00f9 desiderato dalle donne: diventare mamma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A tavola con il nemico. 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