{"id":306989,"date":"2026-10-25T11:00:05","date_gmt":"2026-10-25T10:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=306989"},"modified":"2026-10-25T11:01:20","modified_gmt":"2026-10-25T10:01:20","slug":"longobucco-traccia-fossile-rocce-ortiano-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/longobucco-traccia-fossile-rocce-ortiano-studio\/","title":{"rendered":"Longobucco: una traccia fossile tra le rocce dell\u2019Ortiano, da oltre 150 anni incuriosisce gli studiosi \u00a0"},"content":{"rendered":"<p>LONGOBUCCO (CS) &#8211;\u00a0Una geometria sorprendente, <strong>simile a quella di un alveare<\/strong>, impressa nella roccia e capace di raccontare una storia lunga milioni di anni: \u00e8 la particolare <strong>struttura fossile<\/strong> individuata da <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/mario.desimone.180\" rel=\"noopener\">Mario De Simone<\/a>, curatore del Museo di Longobucco<\/strong>, lungo il torrente Ortiano, nel territorio comunale del centro silano. Il reperto, caratterizzato da celle esagonali rilevate sulla superficie di un calcare marnoso, richiama il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Paleodictyon\" rel=\"noopener\">Paleodictyon<\/a> problematicus, una delle tracce fossili pi\u00f9 enigmatiche della paleontologia.<\/p>\n<p>Il <strong>ritrovamento<\/strong> riaccende i riflettori sul <strong>patrimonio geologico di Longobucco<\/strong>, territorio nel quale le rocce conservano testimonianze di antichi ambienti marini e delle profonde trasformazioni della Terra. Il fossile sar\u00e0 donato al <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/441782-a-longobucco-il-museo-degli-antichi-mestieri-e-della-difesa-del-parco-della-sila\/\">Museo di Longobucco<\/a>, nel Parco Nazionale della Sila, per contribuire alla valorizzazione e alla conoscenza delle ricchezze naturali locali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-306992\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/longobucco-fossile-ortiano.jpg\" alt=\"longobucco fossile ortiano\" width=\"470\" height=\"291\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/longobucco-fossile-ortiano.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/longobucco-fossile-ortiano-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/longobucco-fossile-ortiano-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/p>\n<h3>Longobucco, la struttura fossile: dal fondo dell\u2019oceano Tetide a oggi<\/h3>\n<p>Come spiega il dottor <strong>Gianpaolo Barone<\/strong> nella <strong>prefazione scientifica dedicata alla scoperta<\/strong>, la <strong>storia geologica di Longobucco \u00e8 strettamente legata all\u2019antico oceano Tetide<\/strong>, un bacino marino le cui vicende hanno contribuito a modellare l\u2019area mediterranea. Accanto alle rocce granitiche, formatesi <strong>circa 300 milioni di anni fa<\/strong>, il territorio conserva rocce sedimentarie giurassiche, risalenti a circa 200 milioni di anni fa, che custodiscono fossili di ammoniti, belemniti, gasteropodi e brachiopodi, oltre a numerose tracce lasciate dagli organismi che vivevano sui fondali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-306991\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/fossile-longobucco-ortiano-02.jpg\" alt=\"fossile longobucco ortiano 02\" width=\"558\" height=\"443\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/fossile-longobucco-ortiano-02.jpg 558w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/fossile-longobucco-ortiano-02-300x238.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 558px) 100vw, 558px\" \/><\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/life.unige.it\/paleodictyon-ago2026\" rel=\"noopener\">Paleodictyon<\/a> \u00e8 <strong>noto alla comunit\u00e0 scientifica fin dal 1850<\/strong>, quando fu descritto da <strong>Giuseppe Meneghini<\/strong>. Per lungo tempo gli studiosi si sono <strong>interrogati sull\u2019origine della sua caratteristica struttura a reticolo esagonale<\/strong>. Secondo le ricerche scientifiche richiamate da Barone, queste tracce potrebbero essere collegate all\u2019attivit\u00e0 di scavo di piccoli crostacei marini, ma restano aperti interrogativi sul significato della particolare geometria e sulla sua funzione.<\/p>\n<p>La <strong>scoperta lungo l\u2019Ortiano<\/strong> conferma quanto il <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/comune.longobucco\" rel=\"noopener\">territorio di Longobucco<\/a> possa ancora riservare sorprese a chi lo esplora con attenzione e competenza. Il reperto rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 per approfondire lo studio degli antichi fondali marini e per promuovere la conoscenza di un patrimonio geologico che affianca il valore naturalistico a quello storico e culturale.<\/p>\n<p>Come sottolinea Barone nella sua prefazione, \u00abil territorio di Longobucco \u00e8 uno scrigno di tesori ben lontano ancora da essere completamente svelato\u00bb. Una considerazione che accompagna il significato della scoperta del fossile: preservare queste testimonianze, studiarle e renderle accessibili attraverso il museo significa investire nella<strong> memoria geologica del territorio e nella sua valorizzazione per le future generazioni.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il reperto \u00e8 stato individuato da Mario De Simone lungo il torrente Ortiano e richiama il misterioso Paleodictyon problematicus, una traccia fossile che da oltre 150 anni incuriosisce gli studiosi. La scoperta sar\u00e0 valorizzata nel Museo di Longobucco, nel Parco Nazionale della Sila<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":306990,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-306989","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306989","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=306989"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/306989\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/306990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=306989"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=306989"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=306989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}