{"id":31156,"date":"2014-03-13T05:41:56","date_gmt":"2014-03-13T04:41:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/max-sequestro-di-beni-colpiti-potenti-clan-del-reggino\/"},"modified":"2023-01-17T12:50:23","modified_gmt":"2023-01-17T11:50:23","slug":"13226-max-sequestro-di-beni-colpiti-potenti-clan-del-reggino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/13226-max-sequestro-di-beni-colpiti-potenti-clan-del-reggino\/","title":{"rendered":"Maxi sequestro di beni, colpiti i potenti clan del Reggino"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Beni per un totale di 420 milioni di euro, riconducibili alle cosche di &#8216;ndrangheta della provincia di Reggio Calabria, sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e dello Scico di Roma.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Le fiamme gialle in particolare, stanno procedendo al sequestro di beni mobili, immobili, attivit\u00e0 commerciali e disponibilit\u00e0 finanziarie nei confronti di 40 presunti affiliati alla &#8216;ndrangheta. Nei loro confronti le indagini coordinate dalla locale Dda, hanno evidenziato la rilevante sperequazione tra redditi dichiarati e l&#8217;incremento patrimoniale registrato, negli ultimi quindici anni, nei confronti di 40 persone ritenute essere affiliate alle piu&#8217; pericolose cosche della &#8216;ndrangheta. Complessa l&#8217;attivit\u00e0 di ricostruzione effettuata dai finanzieri che ha consentito, alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, di emettere i provvedimenti di sequestro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In particolare sono stati posti sotto sequestro complessi turistici, societ\u00e0 per la costruzione e la gestione degli stessi complessi, veicoli commerciali, sette auto di lusso e conti correnti e disponibilit\u00e0 finanziarie: sono i beni, per un valore complessivo di 420 milioni, sequestrati dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria, dello Scico di Roma e del Gruppo di Locri a 40 persone ritenute legate alle cosche Aquino e Morabito operanti ad Africo e Marina di Gioiosa Ionica. Le indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria, sono state avviate nell&#8217;ambito dell&#8217;Operazione &#8220;Metropolis&#8221; nel corso della quale, il 5 marzo scorso, erano state arrestate 20 persone reati associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e reimpiego di capitali illeciti. Le indagini avevano consentito di accertare come le cosche Morabito ed Aquino, attraverso un&#8217;articolata e complessa rete di societ\u00e0 italiane ed estere, fossero riuscite a garantirsi, con la forza dell&#8217;intimidazione mafiosa, la gestione, il controllo e la realizzazione di decine di importanti e noti complessi immobiliari turistico &#8211; residenziali, situati nelle pi\u00f9 belle zone balneari della Calabria. Dopo l&#8217;operazione, la Dda ha delegato il Nucleo di polizia tributaria di Reggio, lo Scico di Roma ed il Gruppo di Locri a fare indagini patrimoniali nei confronti dei soggetti arrestati, dei loro familiari e di altre persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli accertamenti hanno portato all&#8217;individuazione di alcuni prestanomi. Una scelta, definita &#8220;particolarmente incisiva&#8221; dagli investigatori, si \u00e8 rivelata essere la predisposizione ed acquisizione delle tavole ortografiche e fotogrammetrie satellitari su tutti i beni immobili oggetto di investigazione. Quindi, con un&#8217;accurata rielaborazione, sono stati confrontati i numerosi dati acquisiti, mettendo in risalto l&#8217;aspetto della sperequazione tra redditi dichiarati e l&#8217;incremento patrimoniale accertato, per poi procedere ad una nuova e definitiva analisi contabile, che ha consentito, secondo l&#8217;accusa, di evidenziare un eccezionale arricchimento patrimoniale dei soggetti attenzionati, realizzato nel corso degli ultimi quindici anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Beni per un totale di 420 milioni di euro, riconducibili alle cosche di &#8216;ndrangheta della provincia di Reggio Calabria, sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e dello Scico di Roma.<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":31157,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-31156","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31156","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31156"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31156\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}