{"id":31676,"date":"2014-03-29T13:13:50","date_gmt":"2014-03-29T12:13:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/latitanti-bruzzese-e-lanzino-in-cella-secondo-l-antimafia-resta-tutto-uguale\/"},"modified":"2023-01-17T12:51:29","modified_gmt":"2023-01-17T11:51:29","slug":"13502-latitanti-bruzzese-e-lanzino-in-cella-secondo-l-antimafia-resta-tutto-uguale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/13502-latitanti-bruzzese-e-lanzino-in-cella-secondo-l-antimafia-resta-tutto-uguale\/","title":{"rendered":"Geografia della malavita bruzia. Bruzzese e Lanzino in cella? &#8216;Tutto uguale&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; I sodalizi criminali del cosentino resistono al tempo e agli arresti. Nulla scalfisce il potere sul territorio delle &#8216;ndrine bruzie.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>A confermarlo \u00e8 l&#8217;ultimo report della Direzione Investigativa Antimafia che disegna la mappa della spartizione della provincia cosentina tra le cosche. Dallo Jonio al Tirreno, o meglio, dai Morf\u00f2 ai Muto. Secondo la Dia gli assetti locali fotografati anni addietro non sembrano aver subito ripercussioni dalla cattura avvenuta nel 2012 dei presunti boss delle due cosche che &#8216;governano&#8217; la provincia: il gruppo Lanzino e il gruppo Bruzzese. I due presunti boss ai vertici delle omonime cosche che latitavano sfuggendo ai provvedimenti di detenzione carceraria sono stati consegnati alla giustizia nel 2013, ma ci\u00f2 non ne avrebbe per nulla variato l&#8217;influenza sui propri sodali. &#8216;Ettaruzzu&#8217; rientro&#8217; in carcere dopo quattro anni di latitanza, mentre il Bruzzese\u00a0 federato con i clan rom di Cassano riusc\u00ec a darsi alla macchia per non pi\u00f9 di otto mesi. I due tornano in cella, ma &#8211; secondo la Dia &#8211; il loro ruolo non si discute. Assetti invariati, crimini perpetrati. L&#8217;estorsione resta il reato pi\u00f9 diffuso sull&#8217;intero territorio. Un particolare che contraddistingue Cosenza rispetto alle altre province calabresi. Un marchio che pesa fortemente sull&#8217;economia bruzia sempre pi\u00f9 condizionata dalla &#8216;protezione&#8217; resa a suon di banconote. Tra intimidazioni e falsi sorrisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riportiamo la fedele riproduzione della spartizione del territorio tra cosche stilata dalla Direzione Investigativa Antimafia. Si tratta di dati ufficiali redatti dalle Forze dell&#8217;Ordine che rendono conto delle infiltrazioni criminali sinteticamente e in maniera approssimativa. Lo schema proposto di seguito non intende rendere il quadro esaustivo della presenza delle &#8216;ndrine del cosentino, ma solo riportare gli ultimi rilievi resi noti dalla Dia.<\/p>\n<p>Castrovillari: RECCHIA &#8211; IMPIERI<\/p>\n<p>Cassano allo Jonio Lauropoli Timpone Rosso: BRUZZESE &#8211; BEVILACQUA<\/p>\n<p>Cassano allo Jonio: FORASTEFANO &#8211; PORTORARO &#8211; FAILLACE<\/p>\n<p>Corigliano Calabro: ABRUZZESE<\/p>\n<p>Rossano Piana di Sibari: GALLUZZI &#8211; ACRI &#8211; MORFO&#8217;<\/p>\n<p>Versante tirrenico (da Praja a Mare a Diamante): MUTO<\/p>\n<p>Paola: SERPA &#8211; MARTELLO &#8211; DITTO &#8211; SCOFANO<\/p>\n<p>Cosenza, Montalto, Taverna: PERNA &#8211; LANZINO &#8211; CICERO &#8211; PATITUCCI &#8211; DI PUPPO<\/p>\n<p>Cosenza: BRUNI &#8211; ABBRUZZESE<\/p>\n<p>Amantea: AFRICANO &#8211; GENTILE &#8211; BESALDO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; I sodalizi criminali del cosentino resistono al tempo e agli arresti. 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