{"id":32885,"date":"2014-05-08T11:03:30","date_gmt":"2014-05-08T09:03:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/donne-e-lavoro-in-italia-i-dati-sono-allarmanti\/"},"modified":"2023-01-17T12:52:55","modified_gmt":"2023-01-17T11:52:55","slug":"14123-donne-e-lavoro-in-italia-i-dati-sono-allarmanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14123-donne-e-lavoro-in-italia-i-dati-sono-allarmanti\/","title":{"rendered":"Donne e lavoro in Italia, i dati sono allarmanti"},"content":{"rendered":"<p>In Italia abbiamo un problema mjolto grande che riguarda le donne.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>In realt\u00e0 pi\u00f9 di uno, ma la risoluzione di uno in particolare, potrebbe &#8211; nel tempo &#8211; capovolgere la nostra situazione finanziaria. Attualmente l\u2019Italia fa troppo poco per incentivare e aumentare l\u2019occupazione femminile. Dalle statistiche risulta che di tutte le donne fra i 16 e i 64 anni solo il 47 per cento ha un\u2019occupazione. Quasi 11 punti sotto la media europea. Se poi diamo uno sguardo alla fetta di donne che diventano mamme, la situazione peggiora: quasi una donna su due non torna al lavoro dopo il parto a causa della difficolt\u00e0 di conciliazione tra carriera e maternit\u00e0. Un disastro. Come incentivare l\u2019occupazione femminile in Italia E pensare che basterebbe davvero cos\u00ec poco per sfruttare l\u2019occupazione femminile come un\u2019arma proprio in questo particolare momento storico.Perch\u00e9? Semplicemente perch\u00e9 con l\u2019avvento della crisi sempre pi\u00f9 donne cercano lavoro per supplire alla mancanza di lavoro dei mariti ribaltando la tradizione che vedeva l\u2019uomo come capofamiglia e unico percettore di reddito. Alla donna spettavano i compiti di casa. Quali potrebbero essere le soluzioni? La prima che viene in mente \u00e8 la legge delega sul lavoro appena presentata in Parlamento e che prevede numerosi interventi sia di sostegno alla maternit\u00e0 sia per la conciliazione tra famiglia e lavoro. Aumentare il numero di asili nido e dei congedi parentali graverebbe troppo sulla spesa pubblica, mentre potrebbe essere sufficiente rivedere le regole sull\u2019organizzazione del lavoro o sugli orari di apertura degli uffici pubblici, degli asili e delle scuole: un intervento sostanziale con un costo pari a zero. Ma spesso le rivoluzioni pi\u00f9 efficaci sono quelle silenziose che partono dal basso. Perch\u00e9 aspettare un aiuto da parte dello Stato se l&#8217;Italia siamo noi? Donne pi\u00f9 serene al lavoro e quindi pi\u00f9 produttive sarebbero il valore aggiunto per le aziende. Perch\u00e9 quindi non investire veramente nelle risorse umane e nella loro tranquillit\u00e0? Niente idee impossibili da realizzare n\u00e9 utopistiche ma soluzioni reali gi\u00e0 messe in pratica da alcune multinazionali a partire dal 2009 (Corriere Economia 2009). Controlli regolari sulle differenze retributive tra generi e sul peso delle donne nei diversi livelli &#8211; un&#8217;ode alla meritocrazia a discapito degli stereotipi e del fantomatico gender gap, telelavoro con totale flessibilit\u00e0, spesa on line e commissioni sul luogo di lavoro grazie a una figura simile a un \u201cmaggiornomo aziendale\u201d, l\u2019asilo nido aziendale. Azioni semplici che regalerebbero alle donne lavoratrici la serenit\u00e0 di cui hanno bisogno per produrre di pi\u00f9 migliorando anche l&#8217;ambiente di lavoro. Le aziende trarrebbero il maggior beneficio da un investimento del genere. Niente dispendiose azioni di pubblicit\u00e0 per un anno magari, ma queste sarebbero le migliori azioni di marketing per aumentare i profitti. In fondo le aziende sono fatte di persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia abbiamo un problema mjolto grande che riguarda le donne.<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":32886,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,41,34],"tags":[],"class_list":["post-32885","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-intrattenimento","category-magazine"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32885","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32885"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32885\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32886"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32885"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32885"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32885"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}