{"id":3389,"date":"2012-09-10T07:31:21","date_gmt":"2012-09-10T05:31:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3389"},"modified":"2023-01-17T13:35:58","modified_gmt":"2023-01-17T12:35:58","slug":"454-la-prevenzione-dei-suicidi-e-il-fattore-p","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/454-la-prevenzione-dei-suicidi-e-il-fattore-p\/","title":{"rendered":"La prevenzione dei suicidi e il \u00abfattore P\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Decima Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Ma \u00e8 possibile arrivare a impedire che chi ha questo impulso lo porti a compimento? In teoria si. Nove suicidi su dieci sono associati ad un disturbo mentale, spesso non diagnosticato. E se si considera che il disturbo bipolare \u00e8 tra le cause principali<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>dietro ad un gesto estremo si comprende perch\u00e8 esiste una maglia larga nella diagnosi e quindi nell&#8217;intercettazione degli aspiranti suicidi, che in Italia si stima possano essere un milione. Tale, infatti, \u00e8 il numero di coloro la cui psiche oscilla tra mania e depressione: il disturbo bipolare appunto. Si stima, essendo i diagnosticati molto meno rispetto alle incidenze registrate in Paesi simili al nostro.<\/p>\n<p>DISTURBO BIPOLARE &#8211; Il disturbo bipolare comporta una tendenza al suicidio 21 volte pi\u00f9 elevata rispetto alla popolazione generale. Non a caso \u00e8 il togliersi la vita la principale causa di morte nei pazienti con tale disturbo:. Uno su 5 arriva al gesto estremo. Inoltre, una diagnosi non corretta e una cura sbagliata aumentano di circa 4 volte il rischio suicidiario. Circa 84 volte in pi\u00f9 rispetto alla popolazione generale. C&#8217;\u00e8 di che allarmarsi. Gli esperti lo sanno e ne hanno dibattuto in tutta Italia durante il ciclo di incontri \u201cAppropriatezza terapeutica e rischio clinico in psichiatria\u201d.<\/p>\n<p>CAMPANELLI D&#8217;ALLERTA &#8211; Tre i \u201ccampanelli d\u2019allerta\u201d da tenere costantemente sotto controllo in queste persone: insonnia prolungata, forte agitazione interiore e cambi repentini di umore. Segnali in grado di rendere praticabile una strategia di prevenzione, di disinnesco dell&#8217;idea suicidaria. \u00abPossono indicare un reale rischio di suicidio nei pazienti bipolari\u00bb, dice Maurizio Pompili, responsabile del Servizio per la prevenzione del suicidio dell\u2019ospedale Sant&#8217;Andrea di Roma. Che continua: \u00abNon va dimenticato che il 70% di questi pazienti riceve una prima diagnosi non corretta. Frequentemente accade, infatti, che vengano curati per depressione maggiore, aumentando il rischio di un gesto estremo. Vanno prescritti i farmaci pi\u00f9 corretti controllando costantemente i cambiamenti del paziente\u00bb.<\/p>\n<p>FATTORE P &#8211; Un farmaco &#8220;bipolare&#8221;, che oscilla come la malattia. Gli esperti pero` sottolineano che, al di la` dei farmaci corretti, non si pu\u00f2 prescindere dal \u201cfattore P\u201d, ossia dalla personalizzazione della malattia. Nel disturbo bipolare, infatti, le variabili individuali hanno un grande peso e ogni paziente risponde ai farmaci in modo differente. \u201cSe provassimo a riassumere con una formula il concetto di appropriatezza terapeutica nel disturbo bipolare &#8211; spiega Massimo Di Giannantonio, psichiatria dell&#8217;universit\u00e0 di Chieti &#8211; dovremmo considerare una riduzione dei tempi della diagnosi, un incremento della personalizzazione dell\u2019intervento terapeutico e aggiungere, infine, il coinvolgimento dei caregiver, cio\u00e8 di parenti e amici, figure fondamentali per supportare il paziente nella quotidianit\u00e0 ed evitare l\u2019interruzione della cura. Nel disturbo bipolare farmaci mirati permettono di abbattere il rischio clinico di suicidio e di comportamento violento. E la giusta terapia pu\u00f2 migliorare la qualit\u00e0 della vita di circa il 70%\u201d. \u00abNel tentativo di prevenire il rischio suicidiario di un paziente bipolare bisogna evitare di cadere in una visione fatalistica\u00bb, commenta Carlo Boscardini, specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni. \u00abLo specialista che riesce a leggere l\u2019intenzione suicidaria del paziente non pu\u00f2 trincerarsi dietro il diritto di privacy, ma deve provare a coinvolgere la rete sociale del malato, evitando che si crei una frattura tra paziente, medico e famiglia\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Decima Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Ma \u00e8 possibile arrivare a impedire che chi ha questo impulso lo porti a compimento? In teoria si. Nove suicidi su dieci sono associati ad un disturbo mentale, spesso non diagnosticato. 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