{"id":3432,"date":"2012-09-10T14:07:37","date_gmt":"2012-09-10T12:07:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3432"},"modified":"2023-01-17T13:36:02","modified_gmt":"2023-01-17T12:36:02","slug":"500-pescara-maxi-sequestro-di-olive-in-salamoia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/500-pescara-maxi-sequestro-di-olive-in-salamoia\/","title":{"rendered":"Pescara, maxi sequestro di olive in salamoia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">PESCARA &#8211; Quelle olive troppo amare, Non per il sale ma per altro. I carabinieri del Nas di Pescara hanno sottoposto a sequestro sanitario 4.000 fusti contenenti ognuno 150 kg di olive intere e denocciolate in salamoia, destinate alle aziende di confezionamento, per un peso totale di 600 tonnellate di prodotto ed un valore commerciale di 1 milione 200mila euro.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, a cura del competente servizio Asl, e&#8217; stato adottato un provvedimento di immediata chiusura dell&#8217;opificio, esteso su circa 4mila mq, a causa della carente situazione igienico sanitaria riscontrata. Nell&#8217;ambito dei servizi di controllo effettuati nei confronti delle industrie conserviere, i carabinieri del Nas di Pescara hanno individuato un&#8217;azienda abruzzese di grandi dimensioni, specializzata nella lavorazione e commercializzazione di olive in salamoia, che operava in precarie condizioni igieniche e senza garantire la sicurezza della propria produzione. Nel corso dell&#8217;ispezione i militari del Nucleo abruzzese hanno accertato una serie di irregolarita&#8217; di carattere sanitario, quali la massiccia presenza di polvere, unto ed incrostazioni derivanti da precedenti lavorazioni diffusi in tutti gli ambienti produttivi e nelle strutture adibite a magazzino; copiose tracce di escrementi animali e pozzanghere di acqua sporca sono state inoltre rinvenute in uno dei locali aziendali, mentre un altro ambiente era colmo di materiale in disuso non pertinente con l&#8217;attivita&#8217; svolta. Dalla verifica della documentazione e delle procedure di controllo poste in essere dall&#8217;azienda, i carabinieri hanno accertato inoltre che tutte le materie prime ed i prodotti finiti erano privi di rintracciabilita&#8217;, tanto che l&#8217;azienda non e&#8217; stata in grado di esibire la documentazione atta a dimostrare la regolare fornitura delle olive, in corrispondenza delle quali non erano neanche stati apposti cartelli o indicazioni inerenti la data di lavorazione ed il lotto. L&#8217;adozione di un sistema di rintracciabilita&#8217; per le derrate in entrata ed in uscita, obbligatoria ai sensi delle normativa nazionale e comunitaria, e&#8217; necessaria per individuare la provenienza della materia prima e quindi per assicurare la sicurezza degli alimenti oggetto dell&#8217;attivita&#8217; aziendale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PESCARA &#8211; Quelle olive troppo amare, Non per il sale ma per altro. 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