{"id":34403,"date":"2014-07-01T04:39:05","date_gmt":"2014-07-01T02:39:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/ndrangheta-maxi-sequestro-di-beni-tra-roma-e-milano\/"},"modified":"2023-01-17T12:55:53","modified_gmt":"2023-01-17T11:55:53","slug":"14916-ndrangheta-maxi-sequestro-di-beni-tra-roma-e-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/14916-ndrangheta-maxi-sequestro-di-beni-tra-roma-e-milano\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta, maxi sequestro di beni tra Roma e Milano"},"content":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA &#8211; Un&#8217;operazione della guardia di finanza e dei carabinieri dei comandi provinciali di Vibo Valentia \u00e8 in corso in Calabria, Lazio, Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Sequestrati beni per un valore stimato di 45 milioni di euro ritenuti riconducibili a presunti affiliati alla cosca Tripodi di Vibo, indicata come l&#8217;ala economico-imprenditoriale del clan Mancuso di Limbadi. Tra i beni sequestrati figurano due bar situati in pieno centro a Roma, un altro in provincia di Milano, immobili di pregio situati a Roma e Milano oltre a 25 aziende, 42 tra terreni e fabbricati e 16 autoveicoli. Il provvedimento eseguito stamani sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro tra le province di Vibo Valentia, Roma, Milano, Bologna, Monza, Padova e Messina, emesso dal Tribunale di Vibo Valentia, costituisce la prosecuzione dell&#8217;operazione &#8220;Libra Money&#8221; portata a termine nel maggio 2013. In quella occasione erano state arrestate 20 persone e sequestrati beni per 40 milioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I particolari delle indagini <\/strong><\/p>\n<p>La cosca Tripodi di Portosalvo di Vibo Valentia era una vera e propria holding alla quale, stamani, finanzieri e carabinieri dei Comandi provinciali di Vibo hanno sequestrato beni per 45 milioni di euro. Tra questi anche i bar &#8220;La dolce vita&#8221; e &#8220;Sweet and food&#8221;, situati entrambi a Roma, in via Giulio Cesare, nella zona del Vaticano, oltre ad un altro locale della Dolce vita in piazza Risorgimento. La cosca, colpita lo scorso anno da un&#8217;operazione, denominata &#8220;Libra&#8221;, che port\u00f2 all&#8217;arresto di 20 tra presunti capi ed affiliati, secondo le indagini di finanzieri e carabinieri avrebbe esercitato le proprie attivit\u00e0 illecite con l&#8217;infiltrazione, attraverso societ\u00e0 operanti perlopi\u00f9 nel settore edile direttamente riconducibili ad esponenti della cosca od intestate a prestanome, nei lavori pubblici lungo la costa vibonese e in opere pubbliche realizzate anche in altre zone d&#8217;Italia. Inoltre le attivit\u00e0 illecite portate avanti riguardano l&#8217;usura e le estorsioni ai danni di altri operatori economici attuate anche attraverso l&#8217;imposizione del pagamento di fatture per prestazioni in realt\u00e0 mai eseguite e l&#8217;acquisto di beni e prestazioni d&#8217;opera dalle ditte riconducibili al sodalizio. La cosca Tripodi, secondo l&#8217;accusa, avrebbe pure tentato di acquisire appalti pubblici nel Lazio anche attraverso il promesso sostegno elettorale ad un candidato, poi eletto e non indagato, alle elezioni del Consiglio regionale del 2010. Oltre al sequestro dei beni, per dieci persone \u00e8 stata chiesta l&#8217;applicazione di misure di prevenzione personali. Dagli accertamenti economici-patrimoniali-finanziari, eseguiti congiuntamente dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e del Reparto operativo &#8211; Nucleo investigativo dei carabinieri di Vibo Valentia, \u00e8 emersa la riconducibilit\u00e0 alla cosca di 25 aziende, 42 tra terreni e fabbricati e 16 autoveicoli, tutti sequestrati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA &#8211; Un&#8217;operazione della guardia di finanza e dei carabinieri dei comandi provinciali di Vibo Valentia \u00e8 in corso in Calabria, Lazio, Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna.<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":34404,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-34403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34403"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34403\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34404"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}