{"id":3501,"date":"2012-09-11T13:26:51","date_gmt":"2012-09-11T11:26:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3501"},"modified":"2023-01-17T13:36:10","modified_gmt":"2023-01-17T12:36:10","slug":"573-carcere-e-tortura-dalla-salute-alla-liberta-negata-dibattito-del-cpoa-rialzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/573-carcere-e-tortura-dalla-salute-alla-liberta-negata-dibattito-del-cpoa-rialzo\/","title":{"rendered":"&#8220;Carcere e tortura &#8211; dalla salute alla libert\u00e0 negata&#8221;: dibattito del Cpoa Rialzo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Per la gente, con la gente, tra la gente. Il Cpoa, centro popolare okkupato autogestito di Cosenza, da sempre vicino alle tematiche sociali ha organizzato per venerd\u00ec, con inizio alle 17.30, in piazza dei Pesci, nel cuore del centro storico cittadino, l&#8217;ennesimo appuntamento solidale. <\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questa volta al centro dell&#8217;iniziativa, moderata dal gionalista Claudio Dionesalvi, interverranno <\/span><span style=\"font-family: Calibri;\">Laura Corradi &#8211; docente di genere, salute e ambiente. Dip. Sociologia e Scienze politiche &#8211; UniCal <\/span><span style=\"font-family: Calibri;\">Sandra Berardi &#8211; CPOA Rialzo <\/span><span style=\"font-family: Calibri;\">Italo Di sabato &#8211; Osservatorio sulla repressione<\/span><span style=\"font-family: Calibri;\">,&nbsp; ci sar\u00e0 un dibattito aperto su: &#8220;<\/span><span><span>Carcere e tortura &#8211; dalla salute alla libert\u00e0 negata&#8221;. Il momento di confronto e dialogo &#8211; spiegano gli organizzatori &#8211; \u00abvuole essere un momento di confronto pubblico su alcuni degli aspetti pi\u00f9 inquietanti legati all&#8217;istituzione carceraria. Quello che emerge dai numeri, a cominciare dagli oltre 66.000 detenuti a finire ai morti dall&#8217;inizio dell&#8217;anno fino ad oggi, ben 109 di cui 42 suicidi, \u00e8 allarmante non tanto per una mera questione di sovraffollamento quanto per l\u2019ipertrofia penale dello stato italiano che risponde con il carcere alle ingiustizie sociali. Il ricorso massivo alla reclusione di fasce sociali sempre pi\u00f9 larghe, l&#8217;allargamento dei comportamenti che vengono classificati e perseguiti come crimini, la mancanza di politiche riabilitative reali e la mancata applicazione delle misure alternative sono tra le cause principali della drammatica situazione carceraria. Migranti, tossicodipendenti ed esclusi che vivono ai margini della \u201clegalit\u00e0\u201d, costituiscono la percentuale pi\u00f9 alta dei reclusi. Reclusione fine a se stessa che ha come unico scopo quello di punire e privare decine di migliaia di uomini, donne e accidentalmente bambini, della libert\u00e0 in uno Stato che considera la carcerazione quale unico sistema di risarcimento delle &#8220;vittime&#8221; per i danni subiti e quale unico deterrente per evitare la recidiva. Il carcere-discarica \u00e8 il non luogo che meglio rappresenta l&#8217;iniquit\u00e0 di uno Stato forte con i deboli e debole con i forti. Alcune vicende, in particolare, danno la misura di una Giustizia Ingiusta e di uno Stato che si autoassolve e che diventa complice di violenze, abusi ed efferati omicidi commessi da chi, invece, dovrebbe tutelare l&#8217;inolumit\u00e0 pubblica e garantire pari diritti e dignit\u00e0 a tutti i cittadini. Almeno sulla carta. Da Carlo Giuliani a Gregorio Durante, passando per Marcello Lonzi, Stefano Chucchi, Gabriele Sandri, Federico Aldovrandi, Giuseppe Uva, Mastrogiovanni, giusto per fare qualche esempio, ci siamo trovati, impotenti di fronte torture ed omicidi di Stato rimasti impuniti, prescritti, archiviati o al massimo lievi condanne per \u201ceccesso di difesa\u201d. Le situazioni sono differenti: dalle piazze alle carceri, dai fermi di polizia alle caserme dei carabinieri, ma hanno in comune l&#8217;essersi ritrovati in mano allo Stato e da questi torturati e uccisi. Ed in Italia il reato di tortura non esiste creando un vulnus giuridico a danno dei cittadini che per qualsiasi motivo si possano trovare nelle mani delle forze dell&#8217;ordine. L&#8217;appello lanciato dai familiari delle vittime di Stato per l&#8217;introduzione del reato di tortura \u00e8 finalizzato a fornire almeno uno strumento di difesa contro la licenza di uccidere che tacitamente viene garantita ai vari corpi di polizia. \u00c8 tortura lasciare un detenuto gravemente ammalato in carcere o, peggio ancora, in 41 bis che di per se \u00e8 un regime di tortura che colpisce non solo il condannato ma viene esteso anche ai familiari. \u00c8 tortura lasciare un uomo a marcire in galera fino alla morte con una condanna all&#8217;ergastolo. I condannati alla pena della morte viva, condannati che non hanno nessuna possibilit\u00e0 di uscire dal carcere se non da morti oppure mettendo un altro al posto loro collaborando. L&#8217;ergastolo \u00e8 una condanna perpetua che viola il principio costituzionale della rieducazione considerando il condannato colpevole per sempre con fine pena mai. Se non \u00e8 tortura questa! La campagna per l&#8217;abolizione dell&#8217;ergastolo, lanciata da Carmelo Musumeci e sostenuta da diversi soggetti della cultura, dell&#8217;associazionismo, della politica e da tantissimi cittadini comuni, mette un tassello importante verso un processo generale di depenalizzazione e di cancellazione dello Stato penale vigente che, dall&#8217;epoca fascista ad oggi, si \u00e8 andato configurando grazie alle modifiche apportate da vari governi al Codice Rocco. Modifiche che, anzich\u00e9 liberarci dal codice fascista, hanno avuto la capacit\u00e0 di comprimere ulteriormente le libert\u00e0 e di inasprire il regime carcerario.<\/span><br \/><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Per la gente, con la gente, tra la gente. 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