{"id":35326,"date":"2014-08-06T09:42:32","date_gmt":"2014-08-06T07:42:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/i-fantasmi-dei-bella-bella-fanno-tremare-le-ndrine-bruzie\/"},"modified":"2023-01-17T12:57:31","modified_gmt":"2023-01-17T11:57:31","slug":"15392-i-fantasmi-dei-bella-bella-fanno-tremare-le-ndrine-bruzie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/15392-i-fantasmi-dei-bella-bella-fanno-tremare-le-ndrine-bruzie\/","title":{"rendered":"I fantasmi dei &#8216;Bella-Bella&#8217; fanno tremare le &#8216;ndrine bruzie"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Gli equilibri della malavita cosentina potrebbero, a breve, frantumarsi.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Un&#8217;ipotesi che emerge dall&#8217;ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicata da poche ore sul sito ufficiale della Dia. Nella provincia di Cosenza, secondo l&#8217;antimafia, le parole di Edyta Kopaczynka, la bionda 32enne polacca moglie del defunto boss Michele Bruni, potrebbero svelare verit\u00e0 tali da rompere l&#8217;apparente &#8216;pax mafiosa&#8217; che si registra in citt\u00e0. L&#8217;armonia delle &#8216;ndrine operanti nel cosentino, cui potere e suddivisione del territori, resta sostanzialmente invariata rispetto allo scorso anno, per\u00f2 &#8216;potrebbe &#8211; si legge nella relazione della Dia &#8211; subire dei mutamenti in conseguenza delle dichiarazioni che la vedova dell&#8217;elemento di vertice della cosca Bruni sta rilasciando all&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria, a seguito della sua decisione di collaborare. La donna, che avrebbe avuto un ruolo di primo piano negli affari della cosca, potrebbe infatti fornire nuovi elemeti di valutazione sulla criminalit\u00e0 organizzata&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La bionda dagli occhi di ghiaccio, condannata a sei anni di reclusione, dai rilievi della magistratura, pare sia l&#8217;unica persona rimasta in vita di quella che fu la cosca dei Bella &#8211; Bella. Un sodalizo criminale nato, tra le celle dei penitenziari, grazie al reclutamento avviato da Francesco Bruni, con la benedizione del mammasantissima Antonio Sena, per far breccia nel &#8216;vuoto di potere&#8217; creatosi a Cosenza a seguito dei numerosi arresti scattati con le operazioni Garden e Galassia. Al &#8216;rais Buni&#8217;, all&#8217;indomani della sua uccisione, successe proprio il figlio Michele, marito di Edyta poi deceduto nel carcere di Livorno. A prendere le redini della &#8216;ndrina fu poi il fratello Luca, lupara bianca a circa un mese dalla morte di Michele.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Sinora le rivelazioni pi\u00f9 &#8216;scottanti&#8217;, fornite dalla Kopaczynka, riguardano l&#8217;omicidio di Francesco Marincolo, &#8216;U Biondo&#8217;. Un uomo che Michele Bruni odiava profondamente. Secondo il boss Maricolo sarebbe stato legato all&#8217;eccidio del padre. Uno sgarro che gli sarebbe costato la condanna a morte. E cos\u00ec fu. Davanti ai pm Pierpalo Bruni e Vincenzo Luberto, la collaboratrice di giustizia polacca avrebbe spiegato che, essendo all&#8217;epoca latitante, il marito non pot\u00e8 eseguire tutto l&#8217;iter per l&#8217;uccisione del &#8216;biondo&#8217;. Lo fece quindi pedinare per giorni, sinch\u00e8, un mattino, raccont\u00f2 Edyta, usc\u00ec con una tuta da motociclista e rientrato per pranzare le confess\u00f2 che aveva provveduto ad eseguire l&#8217;agguato in prima persona facendo poi sparire tutto: moto, tuta e pistola. Con lui a festeggiare la morte di Maricolo, i vertici dei Serpa, la temuta cosca paolana. Ma ad oggi, resta ancora tutto da verificare.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Gli equilibri della malavita cosentina potrebbero, a breve, frantumarsi.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":35327,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-35326","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35326","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35326"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35326\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35326"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35326"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35326"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}