{"id":3570,"date":"2012-09-12T12:06:22","date_gmt":"2012-09-12T10:06:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3570"},"modified":"2023-01-17T13:36:18","modified_gmt":"2023-01-17T12:36:18","slug":"645-risolto-il-mistero-sulle-ossa-sono-dellanno-1000-cadono-i-sospetti-sui-partigiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/645-risolto-il-mistero-sulle-ossa-sono-dellanno-1000-cadono-i-sospetti-sui-partigiani\/","title":{"rendered":"Risolto il mistero sulle ossa: sono dell&#8217;anno 1000. Cadono i sospetti sui partigiani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>SAN GIOVANNI IN PERSICETO (BO) &#8211;<\/strong> Non fu opera dei partigiani. Il ritrovamento di ossa appartenenti a decine di cadaveri. Una voce popolare che li collega a una &#8220;corriera fantasma&#8221; e al presunto eccidio di un gruppo di repubblichini compiuto dai partigiani.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anni di polemiche. Alla fine, un esame che grazie al radiocarbonio chiude la partita: quei corpi appartengono a persone vissute a cavallo dell&#8217;anno Mille e le vicende dell&#8217;ultimo dopoguerra non possono proprio entrarci nulla. Tutto comincia nell&#8217;ottobre del 1962, quando a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, all&#8217;interno di un campo agricolo vengono ritrovate le ossa di un consistente numero di scheletri. Qualcuno ne \u00e8 certo: sono i passeggeri di una corriera partita da Brescia e transitata per San Giovanni, dove i partigiani tesero un&#8217;imboscata e uccisero gli occupanti perch\u00e9 fascisti. L&#8217;anno dopo si svolgono funerali solenni e gli scheletri, raccolti in 32 cassette, vengono seppelliti nel cimitero cittadino. Nel frattempo viene portata avanti un&#8217;inchiesta e i cadaveri vengono esaminati da un istituto di medicina legale che, in base alle possibilit\u00e0 tecniche dell&#8217;epoca, non esclude che i cadaveri possano risalire al secondo dopoguerra. Una sentenza del tribunale di Bologna, per\u00f2, nel 1965 mette nero su bianco: non si riscontrano eventi traumatici e, di conseguenza, non si tratta di fascisti uccisi dai partigiani. Le voci, per\u00f2, continuano. Tanto che l&#8217;Anpi, recentemente, chiede di riesaminare i corpi. I campioni prelevati da tre cassette passano all&#8217;esame degli esperti dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna e del museo archeologico ambientale di Persiceto, prima di essere inviati al Centro di datazione e diagnostica (Cedad) dell&#8217;Universit\u00e0 del Salento, a Lecce. Due gli individui sottoposti al test radiometrico: emerge che uno \u00e8 vissuto tra l&#8217;890 e il 1050, l&#8217;altro tra il 990 e il 1160. Un dato &#8220;assolutamente affidabile&#8221;, assicura Maria Giovanna Belcastro, docente di antropologia dell&#8217;Alma Mater ed esperta negli aspetti forensi della disciplina, &#8220;perch\u00e9 affidabile \u00e8 il metodo ed affidabile \u00e8 il Cedad&#8221;. Il protocollo, in casi del genere, prevede comunque un secondo esame in un altro laboratorio: i campioni, in questo caso, andranno a Oxford per essere ricontrollati. Non dovrebbe essere necessario, invece, estendere il test agli altri scheletri: lo stato di conservazione delle ossa, infatti, fa ritenere che si tratti di un gruppo &#8220;omogeneo&#8221; di reperti escludendo, dunque, che nelle cassette possano esserci corpi risalenti a diverse epoche storiche.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SAN GIOVANNI IN PERSICETO (BO) &#8211; Non fu opera dei partigiani. Il ritrovamento di ossa appartenenti a decine di cadaveri. 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