{"id":36785,"date":"2014-09-25T04:47:34","date_gmt":"2014-09-25T02:47:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/inchiesta-why-not-de-magistris-condannato-ad-1-anno-e-tre-mesi\/"},"modified":"2023-01-17T12:59:42","modified_gmt":"2023-01-17T11:59:42","slug":"16147-inchiesta-why-not-de-magistris-condannato-ad-1-anno-e-tre-mesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/16147-inchiesta-why-not-de-magistris-condannato-ad-1-anno-e-tre-mesi\/","title":{"rendered":"Inchiesta &#8216;Why Not&#8217;, De Magistris condannato ad 1 anno e tre mesi"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris \u00e8 stato condannato per abuso d&#8217;ufficio, ad un anno e tre mesi di reclusione, cos\u00ec come il consulente informatico Gioacchino Genchi.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>La condanna \u00e8 arrivata a conclusione del processo sull&#8217;acquisizione di utenze telefoniche di alcuni parlamentari relative al periodo in cui De Magistris era pm a Catanzaro ed \u00e8 stata emessa dalla X sezione penale del Tribunale di Roma. I giudici hanno disposto anche l&#8217;interdizione dai pubblici uffici per un anno per i due imputati e contestualmente la sospensione della pena principale e di quella accessoria. Per Luigi De Magistris, che non era presente in aula, il pm Roberto Felici aveva sollecitato l&#8217;assoluzione. De Magistris e Genchi dovevano rispondere di abuso d&#8217;ufficio per aver acquisito nell&#8217;inchiesta Why Not, tra il 2006 e il 2007, senza le necessarie autorizzazioni i tabulati delle utenze di 5 parlamentari: Romano Prodi, Francesco Rutelli, Clemente Mastella, Marco Minniti e Antonio Gentile. L&#8217;inchiesta avviata nel 2009, e durata tre anni, aveva visto coinvolte un centinaio di persone tra le quali politici di primo piano a livello nazionale, a cominciare dall&#8217;allora presidente del Consiglio Romano Prodi, oltre a presidenti e assessori delle Giunte regionali calabresi di centrosinistra e centrodestra. L&#8217;allora pm De Magistris, ipotizzava una serie di illeciti nella gestione di fondi statali, regionali e comunitari con la complicit\u00e0 e la partecipazione dei politici. Dell&#8217;ipotesi accusatoria, per\u00f2, alla fine, dopo anni di processi, da un punto di vista giudiziario \u00e8 rimasto ben poco. Tra proscioglimenti, archiviazioni, assoluzioni e prescrizioni, la quasi totalit\u00e0 degli indagati alla fine ne \u00e8 uscita indenne. In piedi \u00e8 rimasta soltanto un&#8217;ipotesi di associazione per delinquere a carico di sei imputati per la quale il processo \u00e8 ancora in corso davanti ai giudici del Tribunale di Catanzaro. L&#8217;inchiesta Why not per\u00f2 aveva generato una bufera nella politica provocando la caduta del Governo di Romano Prodi, dimessosi il 24 gennaio 2008, dopo che Clemente Mastella &#8211; anche lui indagato e la cui posizione fu poi archiviata &#8211; proprio per quell&#8217;indagine fece venire meno il suo sostegno al Governo del professore. L&#8217;indagine fu poi avocata dalla Procura generale di Catanzaro, con conseguenze che in quel momento erano difficilmente immaginabili. Il magistrato, sottoposto a procedimento disciplinare per l&#8217;acquisizione abusiva di tabulati telefonici di parlamentari, si dimise entrando in politica, diventando subito eurodeputato di Idv e poi riuscendo a farsi eleggere sindaco di Napoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DE MAGISTRIS: &#8220;LA MIA VITA E&#8217; SCONVOLTA&#8221; <\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Sento di aver subito la peggiore delle ingiustizie, ma non ceder\u00f2 alla tentazione di perdere completamente la fiducia nello Stato. Rifarei tutto, ho giurato sulla Costituzione ed ho sempre pensato che un magistrato abbia il dovere di indagare ad ogni livello, anche quello che riguarda la politica&#8221;. Luigi de Magistris ha affidato a Facebook il suo sfogo, dopo la condanna. Una tegola inattesa, dopo che a maggio la procura capitolina aveva avanzato richiesta di assoluzione nei suoi confronti. I reati che gli vengono contestati? Per de Magistris sono &#8220;fatti insussistenti&#8221;. &#8220;In Italia, credo, non esistano condanne per abuso di ufficio non patrimoniale. Sono stato condannato per avere acquisito tabulati di alcuni parlamentari, pur non essendoci alcuna prova che potessi sapere che si trattasse di utenze a loro riconducibili. Prima mi hanno strappato la toga, con un processo disciplinare assurdo e clamoroso, ed ora mi condannano, a distanza di anni, per aver svolto indagini doverose su fatti gravissimi riconducibili anche ad esponenti politici. Non avendo commesso alcun reato, ho la speranza che si possa riformare, in appello, questo gravissimo e inaccettabile errore giudiziario&#8221;. &#8220;Con questa sentenza, di fatto &#8211; ha proseguito il sindaco di Napoli &#8211; mi viene detto che non avrei dovuto indagare su alcuni pezzi di Stato, che avrei dovuto fermarmi. Rifarei tutto, perch\u00e9 ho agito con coscienza e rispettando solo la Costituzione. Vado avanti con onest\u00e0 e rettitudine. La giustizia \u00e8 pi\u00f9 forte della legalit\u00e0 formale intrisa di ingiustizia profonda&#8221;, conclude il sindaco di Napoli. Sul suo profilo Facebook, i commenti sono divisi in due: c&#8217;\u00e8 chi lo incoraggia ad andare avanti (&#8220;resisti, sindaco&#8221;), chi gli chiede di dimettersi. Il governatore campano Stefano Caldoro ricorda di essere &#8220;garantista a 360 gradi&#8221; e sottolinea: &#8220;Fino al terzo grado si \u00e8 sempre innocenti&#8221;. Anche Forza Italia ribadisce la linea del garantismo, ma &#8211; per il coordinatore campano Domenico De Siano &#8211; &#8220;coerenza politica vorrebbe che chi ha quotidianamente chiesto la testa dei politici anche solo indagati, figuriamoci dei rinviati a giudizio o condannati, ne traesse le debite conseguenze&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> REAZIONI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> CLEMENTE MASTELLA<\/strong>: &#8220;Nulla mai potr\u00e0 ripagarmi. Quell&#8217;indagine, condotta in maniera illegale, \u00e8 stata all&#8217;origine di tutte le mie difficolt\u00e0, sul piano umano e sul piano politico. Ha cambiato, fino a stravolgerla, la storia politica italiana. Da allora tutto \u00e8 precipitato&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;AVVOCATO DI GENTILE<\/strong>: &#8220;La decisione del Tribunale di Roma che ha condannato Genchi e De Magistris a risarcire il senatore Antonio Gentile per le attivit\u00e0 di spionaggio ci soddisfa pienamente&#8221;. Queste le dichiarazioni dell&#8217;avvocato Andrea Gentile, legale del parlamentare del Nuovo centrodestra. &#8220;\u00c8 sconcertante apprendere &#8211; aggiunge &#8211; che persone con responsabilit\u00e0 istituzionali cos\u00ec delicate abbiano compiuto attivit\u00e0 illegali ai danni di parlamentari. Il Tribunale di Roma ha duramente sanzionato questo comportamento&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> I DIFENSORI DI DE MAGISTRIS<\/strong>: &#8220;Le sentenze non si commentano; ma questa decisione ci ha lasciati sconcertati. Non tanto e non solo perch\u00e9 difforme dalle richieste assolutorie della procura della Repubblica quanto e soprattutto perch\u00e9 convalida una ipotesi accusatoria che, per come contestata in imputazione, risultava del tutto improponibile, gi\u00e0 sul piano teorico&#8221;, Cos\u00ec gli avvocati Stefano Montone e Massimo Ciardullo, difensori di Luigi de Magistris, che hanno gi\u00e0 annunciato il ricorso in appello.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris \u00e8 stato condannato per abuso d&#8217;ufficio, ad un anno e tre mesi di reclusione, cos\u00ec come il consulente informatico Gioacchino Genchi.<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":36786,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-36785","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36785","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36785"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36785\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36786"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}