{"id":36892,"date":"2014-09-29T05:55:23","date_gmt":"2014-09-29T03:55:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/la-storia-di-luca-disabile-che-non-puo-entrare-al-san-vito\/"},"modified":"2023-01-17T12:59:48","modified_gmt":"2023-01-17T11:59:48","slug":"16202-la-storia-di-luca-disabile-che-non-puo-entrare-al-san-vito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/16202-la-storia-di-luca-disabile-che-non-puo-entrare-al-san-vito\/","title":{"rendered":"Disabile di Catanzaro accusa: mi hanno negato il derby. Ma le regole sono per tutti"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; A poche ore dalla gara tra Cosenza e Catanzaro allo stadio San Vito di Cosenza, esplode la polemica per la storia legata a Luca, un giovane disabile al quale sarebbe stato negato l&#8217;ingresso al San Vito da parte della societ\u00e0 sportiva rossoblu.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Il trentasettenne ha reso nota una lettera nella quale &#8216;denuncia&#8217; la sua storia che \u00e8 stata pubblicata da diversi siti d&#8217;informazione del capoluogo. Secondo il racconto fornito dal giovane, &#8216;che dal 2002 \u00e8 tetraplegico, ossia paralizzato dalle spalle in gi\u00f9&#8217;, il suo desiderio era quello di potersi recare a Cosenza per assistere al derby come un normale spettatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di seguito riportiamo la lettera:<\/p>\n<p><em> &#8220;Il 19 settembre &#8211; scrive Luca &#8211; contatto il Cosenza Calcio e parlo con il Sig. Teodoro Gioia, responsabile della biglietteria, al quale spiego la mia situazione e chiedo come debba muovermi per assistere alla partita, manifestando la necessit\u00e0 di raggiungere, con il mio mezzo attrezzato, un\u2019area interna allo Stadio San Vito. Mi si dice di inviare via mail copie del mio certificato di invalidit\u00e0 e dei documenti di identit\u00e0 (mio e del mio accompagnatore), e che poi ricever\u00f2 indicazioni ulteriori per organizzare la mia piccola trasferta. Luned\u00ec 22 invio il tutto e per completezza allego anche le nostre tessere del tifoso. Intanto, prendendo informazioni da un responsabile dello staff sanitario della Societ\u00e0 cosentina, vengo a sapere che la Tribuna A del San Vito \u00e8 perfettamente attrezzata per accogliere disabili con mezzi propri. Non avendo ricevuto risposta, nel pomeriggio di venerd\u00ec 26 richiamo il Cosenza Calcio ed espongo nuovamente le mie ragioni ad un gentile addetto che, non appena capisce che sono catanzarese, mi lascia intendere che difficilmente potr\u00f2 assistere alla partita e che mi passa nuovamente il Sig. Gioia. Quest\u2019ultimo mi informa del fatto che il settore ospiti che accoglier\u00e0 la tifoseria giallorossa non \u00e8 accessibile da sedie a rotelle per cui, nonostante si sia dato un gran da fare, non potr\u00e0 accontentarmi. Non metto in dubbio che si fosse dato un gran da fare (d\u2019altronde non ha neanche avuto il tempo per rispondere alla mia mail), comunque rispondo che potr\u00f2 tranquillamente andare nella zona della Tribuna A destinata alle sedie a rotelle. Il Sig. Gioia mi dice che non se ne parla neanche poich\u00e9 le tifoserie non devono in alcun modo mischiarsi per evitare incidenti. Insisto e, in virt\u00f9 della mia particolare situazione, definisco questa posizione &#8220;assurda&#8221; ma l\u2019atteggiamento \u00e8 fermo e risoluto, io e il mio accompagnatore non possiamo neanche pensare di mettere piede nella Tribuna A. \u00c8 cos\u00ec. Non dipende da lui, dice. Punto. Nessuna proposta alternativa. Questi sono i fatti, che ognuno si faccia la propria idea. Per quanto riguarda il mio punto di vista: io non cerco gente che mi accontenti ma solo professionisti che facciano al meglio il proprio lavoro (nell\u2019organizzare l\u2019evento l\u2019eventualit\u00e0 della presenza di un disabile tifoso della squadra ospite non \u00e8 stata neanche contemplata, n\u00e9 si \u00e8 cercato di rimediare) per cui avrei apprezzato maggiore ragionevolezza o, quantomeno, avrei gradito una qualche proposta alternativa poich\u00e9, nel 2014, accettare acriticamente la parziale inaccessibilit\u00e0 di una struttura e poi arroccarsi dietro la necessit\u00e0 di non fare incontrare Guelfi e Ghibellini non mi sembra l\u2019atteggiamento pi\u00f9 lungimirante del mondo. N\u00e9 penso si possa accettare con falso fatalismo l\u2019idea che sia sempre la parte meno garantita, in questo caso il disabile, a subire gli effetti dei disservizi. Ci tengo a precisare che non parlo soltanto in quanto disabile, ragionavo allo stesso modo anche prima di diventare tale. A chi, leggendo queste mie parole, pensasse che per una questione di sicurezza tutto sommato la situazione sia stata gestita in modo accettabile ricordo che io, prima ancora che disabile, sono un normale cittadino che chiede soltanto di poter pagare un biglietto per accedere ad una struttura aperta al pubblico e che non accetto passivamente limitazioni illegittime alle mie libert\u00e0 individuali. In ultimo, vorrei rassicurare i tifosi che assisteranno al derby dalla Tribuna del San Vito e le forze dell\u2019Ordine: giuro che non avrei picchiato nessuno. Grazie per l\u2019attenzione&#8221;.<br \/><\/em><span style=\"font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>Come redazione di QuiCosenza intendiamo semplicemente esprimerci per commentare questa vicenda, premettendo che siamo accaniti sostenitori dell&#8217;abbattimento di ogni tipo di barriera architettonica. E&#8217; anche vero, per\u00f2, che quella di ieri non era e non poteva mai essere una partita come le altre ed evidentemente, se la societ\u00e0 del Cosenza Calcio ha deciso di negare l&#8217;accesso al giovane Luca in tribuna A, l&#8217;intento non era certo quello di &#8216;discriminare&#8217; ma anzi, garantire l&#8217;incolumit\u00e0 dello stesso e del suo accompagnatore. Esistono (\u00e8 bene saperlo) precise direttive, soprattutto in gare \u201cdefinite a rischio\u201d come era quella di ieri tra Cosenza e Catanzaro, che <strong>impongono ai tifosi ospiti il divieto assoluto d\u2019accesso in altri settori dello stadio se non in quello loro destinato<\/strong>. Il caso \u00e8 certamente particolare, ed \u00e8 giusto evidenziare come ogni settore dello stadio, anche quello ospiti, dovrebbe essere dotato di passerella e spazio dedicato ai disabili. <strong>Ma non si pu\u00f2 assolutamente puntare il dito contro la societ\u00e0 Cosenza Calcio<\/strong> che \u00e8 sempre stata attenta a questo tipo di &#8216;problematiche&#8217;, sensibilizzando costantemente l\u2019opinione pubblica con continue iniziative volte a interessare anche le istituzioni. Il signor Luca, infatti, sottolinea che &#8216;prima di essere un disabile, \u00e8 un normale cittadino&#8217; e in tal caso \u00e8 soggetto a regole specifiche. <strong>Ed allora ci domandiamo e domandiamo al tifoso del Catanzaro: e se gli fosse successo qualcosa, visto che avrebbe assistito all&#8217;incontro da una tribuna dedicata interamente ai supporter di casa? E se accidentalmente i tifosi avessero preso di mira il suo accompagnatore?<\/strong> Ci perdoni il tifoso Luca, ma la tutela dei cittadini, purtroppo, in alcuni casi va oltre la soddisfazione dei desideri dei cittadini stessi. L&#8217;incolumit\u00e0 delle persone viene prima di ogni cosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; A poche ore dalla gara tra Cosenza e Catanzaro allo stadio San Vito di Cosenza, esplode la polemica per la storia legata a Luca, un giovane disabile al quale sarebbe stato negato l&#8217;ingresso al San Vito da parte della societ\u00e0 sportiva rossoblu.<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":36893,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-36892","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36892","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36892"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36892\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36893"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36892"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36892"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36892"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}