{"id":36919,"date":"2014-09-30T08:06:10","date_gmt":"2014-09-30T06:06:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/racket-a-rende-alla-sbarra-i-presunti-autori-delle-estorsioni-d-oltrecampagnao\/"},"modified":"2023-01-17T12:59:50","modified_gmt":"2023-01-17T11:59:50","slug":"16216-racket-a-rende-alla-sbarra-i-presunti-autori-delle-estorsioni-d-oltrecampagnao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/16216-racket-a-rende-alla-sbarra-i-presunti-autori-delle-estorsioni-d-oltrecampagnao\/","title":{"rendered":"Racket, alla sbarra i presunti autori delle estorsioni d&#8217;Oltrecampagnano"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La &#8216;protezione&#8217; a Rende si paga. A chi, ancora, non si sa. Almeno a livello formale.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Dal momento dell&#8217;arresto, coloro che erano stati accusati di essere i protagonisti del racket d&#8217;Oltrecampagnano, continuano ad affermare di essere innocenti. Arrestati per estorsione aggravata dal metodo mafioso i presunti affiliati alla cosca Lanzino hanno incassato ieri pesanti richieste di condanna pronunciate dal pm Pierpaolo Bruni. La ricostruzione dei fatti compiuta dagli inquirenti palesa uno scenario di terrore nel quale opera, stretto gi\u00e0 dalla morsa della crisi, quasi la totalit\u00e0 di imprenditori e commercianti di Rende e Cosenza. Cordiali richieste di denaro, si trasformerebbero a queste latitudini, in cruente intimidazioni qualora i pagamenti non dovessero essere versati con puntualit\u00e0 al sodalizio criminale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Minacce sempre pi\u00f9 stringenti, ma con una parvenza di comprensione e disponibilit\u00e0 accertata dalle intercettazioni in cui pare che, <strong>uno degli estorsori, abbia finanche proposto all&#8217;imprenditore vessato di intercedere per suo conto in Provincia e Regione per sollecitare l&#8217;erogazione dei finanziamenti pubblici.<\/strong> Nonostante ci\u00f2 il messaggio, come pi\u00f9 volte ribadito, \u00e8 sempre uguale: &#8216;Non mangiate da soli, se no vi affogate&#8217;. L&#8217;operazione Vulpes che nel Novembre scorso port\u00f2 a diversi arresti tra le fila del clan Lanzino, approdata a processo, ha visto ieri sfilare una serie di richieste di condanna poco clementi nei confronti di coloro che vengono ritenuti gli aguzzini dell&#8217;economia bruzia. Per il 46enne <strong>Adolfo D&#8217;Ambrosio<\/strong>, ritenuto il rais del sodalizio, il pm Bruni chiede 12 anni di carcere, 10 invece per <strong>Francesco Costabile (<\/strong>l&#8217;uomo che telefonava dalla cabina di Rende per imporre il pizzo) e <strong>Alberto Superbo<\/strong> deputato, secondo l&#8217;accusa a tenere i &#8216;conti&#8217; dei proventi dell&#8217;attivit\u00e0 estorsiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sette anni di pena richiesti per <strong>Mario Piromallo<\/strong> e <strong>Walter Gianluca Marsico<\/strong>, sul quale gi\u00e0 gravano pesanti condanne, l&#8217;ultima in ordine cronologico, a 30 anni di reclusione per l&#8217;omicidio di Marchio, meglio noto come il bandito in carrozzella. Otto anni per <strong>Umberto Di Puppo<\/strong> condannato in veste di favoreggiatore della latitanza di Ettore Lanzino e sei per <strong>Mario Potestio<\/strong> anch&#8217;egli inserito nell&#8217;elenco degli amici che avrebbero permesso ad &#8216;Ettaruzzu&#8217; di eludere il carcere per circa quattro anni e mezzo. <strong>Francesco Patitucci e Simone Ferrise, <\/strong>gli unici che hanno scelto di essere processati con il rito ordinario, sono stati rinviati a giudizio e verranno giudicati dal gup Perri il 16 Ottobre giorno in cui si terranno le arringhe per la difesa degli altri imputati rappresentati dagli avvocati Angelo Pugliese, Gianluca Garritano e dal sindaco del Comune di Rende Marcello Manna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La &#8216;protezione&#8217; a Rende si paga. A chi, ancora, non si sa. 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