{"id":37622,"date":"2014-10-30T11:52:21","date_gmt":"2014-10-30T10:52:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/arriva-l-inverno-ma-le-uova-delle-tartarughe-ancora-non-si-schiudono\/"},"modified":"2023-01-17T13:00:29","modified_gmt":"2023-01-17T12:00:29","slug":"16581-arriva-l-inverno-ma-le-uova-delle-tartarughe-ancora-non-si-schiudono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/16581-arriva-l-inverno-ma-le-uova-delle-tartarughe-ancora-non-si-schiudono\/","title":{"rendered":"Arriva l&#8217;inverno, ma le uova delle tartarughe ancora non si schiudono"},"content":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA &#8211; Nella tarda serata di ieri sono state trasferite da Pizzo a Napoli, le uova di tartaruga non schiusesi a rischio di perdita, a causa dell\u2019abbassamento delle temperature.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>La nidificazione di una Tartaruga marina sul litorale di Pizzo ha rappresentato un evento eccezionale che non ha mancato di suscitare l\u2019attenzione degli studiosi, dei volontari del WWF e della gente comune che hanno atteso la schiusa delle uova, per oltre due mesi, a partire dal 21 agosto, data della deposizione. Da parte sua il Comando della Capitaneria di Porto di Vibo, sin dal primo momento, ha manifestato concretamente il proprio impegno per la tutela del nido. <strong>Secondo gli esperti, quello di Pizzo \u00e8 stato, sin dal principio, un nido a rischio, proprio a causa della data tardiva in cui erano state deposte le uova (86 in tutto), con conseguente maturazione degli embrioni in un periodo che coincideva con la fine dell\u2019estate e l\u2019inizio dell\u2019autunno<\/strong>. Inoltre, nel corso di questi mesi il nido era stato investito da due mareggiate che hanno rischiato di compromettere in maniera irreparabile la schiusa delle uova. Per fortuna, a cominciare da domenica scorsa, quattordici tartarughine hanno avuto la forza di sgusciare via e di prendere il mare, sotto il controllo dei volontari del WWF e della locale Guardia Costiera di Pizzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per\u00f2 con il passare dei giorni le speranze di poter vedere tutti o buona parte degli embrioni completare lo sviluppo e fare capolino tra la sabbia, si sono affievolite. Da qui la decisione, adottata dal responsabile del Progetto TartaCare dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, Prof. Antonio Mingozzi, di operare il prelievo di tutto il materiale contenuto nel nido e trasferirlo presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Il trasferimento degli esemplari, \u00e8 stato richiesto dall\u2019Universit\u00e0 della Calabria e dal WWF al Comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia. Un\u2019operazione delicata, una delle poche mai compiute in Italia, che ha visto impiegati i militari della Guardia Costiera di Vibo Valentia, i quali prima hanno assistito il personale dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria e del WWF, nella delicata operazione di prelevamento delle uova non schiuse e del posizionamento delle stesse in appositi contenitori e successivamente hanno preso in consegna e trasportato i preziosi contenitori. <strong>Il prezioso carico, trentacinque uova non ancora schiuse, dodici piccoli nati, ma con evidenti segni di immaturit\u00e0 e ventuno piccoli ancora nel guscio, \u00e8 stato cos\u00ec trasferito dal litorale di Pizzo, fino all\u2019ultimo comune a nord della Provincia di Potenza<\/strong>, confine territoriale del vasto Compartimento Marittimo di Vibo, dove \u00e8 stato preso in consegna dal personale della stazione Zoologica partenopea. Giunto infine, in serata, senza alcun problema, presso la struttura, per l\u2019adozione delle dovute cure.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA &#8211; Nella tarda serata di ieri sono state trasferite da Pizzo a Napoli, le uova di tartaruga non schiusesi a rischio di perdita, a causa dell\u2019abbassamento delle temperature.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":37623,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-37622","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37622","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37622"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37622\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/37623"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}