{"id":3769,"date":"2012-09-16T09:16:18","date_gmt":"2012-09-16T07:16:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3769"},"modified":"2023-01-17T13:36:41","modified_gmt":"2023-01-17T12:36:41","slug":"872-delitto-festa-il-gup-motiva-la-sentenza-di-condanna-contro-tolmino-omicidio-premeditato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/872-delitto-festa-il-gup-motiva-la-sentenza-di-condanna-contro-tolmino-omicidio-premeditato\/","title":{"rendered":"Delitto Festa, il gup motiva la sentenza contro Tolmino: \u00abOmicidio premeditato\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LUZZI &#8211;<\/strong> Premeditazione. Adriana Festa, la 30enne, uccisa a Luzzi dal suo compagno Emilio Tomino, non fu ammazzata, in un raptus d&#8217;impeto, al termine di una llite furibonda tra i due, ma venne &#8220;annientata&#8221; con premeditazione. Lo ha stabilito il gup del Tribunale di Cosenza, Francesco Luigi Branda, motivando cos\u00ec la sentenza di condanna, a 18 anni di reclusione, nei confronti di Tolmino.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo, 56anni, autista in servizio presso le Ferrovie della Calabria, l&#8217;8 settembre dello scorso anno, all&#8217;interno di un appartamento in via San Francesco a Luzzi, consum\u00f2, secondo il gup, con lucidit\u00e0 e premeditazione il delitto della sua compagna. Per quel delitto, Emilio Tolmino, difeso dagli avvocati Fabio Bonofiglio e Franco Napolitano, penalisti del foro di Cosenza, come detto, \u00e8 stato condannato a 18 anni di reclusione. Il verdetto di colpevolezza a suo carico venne vergato &#8220;in nome del popolo italiano&#8221; lo scorso 7 giugno, con la formula del rito abbreviato. Una condanna che ha lasciato perplesso il pm Paola Izzo che, per il 56ene, aveva chiesto 30 anni di reclusione, per omicidio premeditato, stalking e maltrattamenti sul giovane figlio dell vittima di appena nove anni. Da qust&#8217;ultima accusa, per\u00f2, il giudice per le udienze preliminari l&#8217;aveva assolto, perch\u00e8 il fatto non sussiste. Se la condanna non \u00e8 piaciuta alla pubblica ccusa, ancora di meno \u00e8 andata gi\u00f9 ai dfensori di Tolmino. I due penalisti, infatti, hanno deciso di impugnare la sentenza dinanzi ai giudici della Corte d&#8217;Appello di Catanzaro. I due avvocati, infatti, ritengono che \u00abgi\u00e0 in primo grado \u00e8 stata correttamente ridimensionata l&#8217;ipotesi accusatoria con l&#8217;assoluzione di Tolmino in relazione all&#8217;ipotesi del maltrattamenti sul piccolo figlio di Adriana Festa\u00bb. A detta dei due legali \u00abrestano comunque evidenti contraddizioni nella motivazione del gup, soprattutto per quanto riguarda lo stalking e l&#8217;aggravante della premeditazione contestati al Tolmino e per questo stiasmo gi\u00e0 lavorando all&#8217;Appello, cercando di evidenziare e mettere in risalto la reale dinamica degli eventi e di fare in modo che il nostro assistito possa essere condannato a pagare le sue colpe solo per ci\u00f2 che ha fatto e non per le fantasiose ipotesi di reato, fondate solo sulle dichiarazioni di un soggetto, mosso da evidenti motivi di rancore nei confronti di Tolmino e &#8211; concludono i due penalisti &#8211; prive di alcun riscontro oggettivo\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL GRANDE ACCUSATORE: <\/strong>E&#8217; l&#8217;uomo con il quale Adriana Festa aveva deciso di intraprendere una nuova relazione. Nel corso delle indagini questo teste ha dichiarato agli inquirenti che Tolmino aveva pesantemente minacciato sia lui che la Festa. Il teste, dichiarando che aveva conosciuto Adriana in casa della sorella di lei, e confermando che i due avevano intenzione di intraprendere un percorso di convivenza per poi sposarsi, ha riferito di aver assistito a numerosi litigi telefonici tra Tolmino e la vittima e a pesanti minacce di morte che lo stesso aiutista avrebbe rivolto nei confronti dlela Festa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;OMICIDIO: <\/strong>Erano circa le undici quando Emilio Tolmino, 55 anni di Luzzi, autista delle Ferrovie della Calabria, in preda ad un raptus di follia spar\u00f2 tre colpi mortali all\u2019ex convivente Adriana Natalia Festa, 30, di origini argentine con nazionalit\u00e0 italiana. L\u2019omicidio si consum\u00f2 in un appartamento di via San Francesco di Paola numero 94, nel Rione Alfia, alle porte del centro storico del paese, ubicato al pianterreno e in uso all\u2019assassino, dove la coppia aveva vissuto per un paio di anni. Poi la decisione, da parte di lei pare, di interrompere la relazione. Tolmino, separato e padre di due figli, dopo aver ucciso la donna era rimasto sul luogo dell\u2019omicidio; aveva telefonato ad un suo amico carabiniere e poi al suo avvocato di fiducia, Luigi Antonio Ippolito, del foro di Cosenza. Proprio l&#8217;avvocato giunto per primo ha trovato il portone del palazzo aperto e la porta d\u2019accesso dell\u2019abitazione socchiusa. Poi sono arrivati i carabinieri i quali entrati, hanno trovato il dipendente delle Ferrovie della Calabria seduto a margine del letto, con la testa tra le mani e una pistola calibro 7.65 al suo fianco. Poco distante c\u2019era il corpo senza vita della giovane Adriana. Colpita a morte, \u00e8 caduta verso il letto pancia in avanti, rimanendo con le ginocchia piegate sul pavimento. Emilio Tolmino si era cos\u00ec consegnato ai carabinieri che hanno eseguito tutti i controlli del caso, recuperando i bossoli, rilevando le varie tracce ematiche e dattiloscopiche ed effettuando, infine, il classico esame stub. Nel corso di una perquisizione sono stati trovati e posti sotto sequestro, oltre all\u2019arma del delitto, tre fucili da caccia, regolarmente denunciati. Tolmino, infatti, era un appassionato di caccia. Anche la calibro 7.65 era legalmente detenuta. Sulla scena del delitto, i carabinieri recuperarono pure alcuni abiti, in uso al dipendente Fdc, intrisi di sangue. Pare, infatti, che subito dopo l\u2019omicidio l\u2019uomo si fosse cambiato. L\u2019assassino non aveva precedenti penali. Tutti lo descrivono come una brava persona e pare che lui e la vittima si fossero lasciati senza alcun problema. Una tragedia scaturita da una relazione intensa, rafforzata dall&#8217;amore e dal sentimento paterno che Emilio Tolmino ha sempre riservato per il figlioletto della giovane compagna, Adriana, figlia di luzzesi emigrati in Argentina, arrivata a Luzzi una decina di anni fa mentre era ancora in attesa del figlio per stabilirsi insieme ai genitori. Una donna che per guadagnarsi da vivere, non disdegnava il lavoro da operaia agricola e da addetta alle pulizie domestiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019INTERROGATORIO:<\/strong> Era stato sentito per un paio d&#8217;ore dagli inquirenti, Tolmino, il quale&nbsp; aveva raccontato che la donna si era recata da lui con lo scopo di salutarlo per l\u2019ultima volta e riprendersi alcuni oggetti d\u2019oro. Pare infatti che Adriana Festa fosse prossima a trasferirsi a Milano, dove viveva una sorella, e dove aveva conosciuto un\u2019altra persona: \u00abNon \u00e8 stata per\u00f2 questa &#8211; aveva precisato l&#8217;uomo &#8211; la molla scatenante. Adriana stava cercando con insistenza una catenina d\u2019oro, che le aveva regalato la madre. Non la trovava e aveva iniziato a rinfacciarmi che l\u2019avevo presa io. Le risposi che l\u2019aveva gi\u00e0 presa a luglio, quando ci eravamo lasciati. Ma lei era andata a cercarla nell\u2019armadio dove c\u2019erano i fucili e la pistola. Abbiamo litigato, poi non so cosa mi \u00e8 passato per la testa.Ho preso la pistola e ho sparato. E a dire che in camera da letto eravamo entrati tranquilli e abbracciati&#8230;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LUZZI &#8211; Premeditazione. 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