{"id":3793,"date":"2012-09-17T06:02:39","date_gmt":"2012-09-17T04:02:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3793"},"modified":"2023-01-17T13:36:43","modified_gmt":"2023-01-17T12:36:43","slug":"896-stroncato-da-distrofia-muscolare-aveva-7-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/896-stroncato-da-distrofia-muscolare-aveva-7-anni\/","title":{"rendered":"Stroncato da distrofia muscolare, aveva 7 anni."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">TREVISO &#8211; \u00abMio figlio ha cominciato a vivere il giorno in cui \u00e8 morto\u00bb. A parlare \u00e8 Annanunzia Palladino, 32 anni, mamma di Alex Di Sette, il bambino di sette anni stroncato da una distrofia muscolare congenita che si era manifestata in tutta la sua gravit\u00e0 circa sei mesi dopo la nascita. Da quel giorno per questa mamma coraggio \u00e8 iniziata una vera e propria battaglia contro una malattia che non dava speranze.<\/p>\n<p> A farla andare avanti la grande fede e l&#8217;aiuto di tante persone. Anche se un po\u2019 in ritardo si erano messe in gioco pure le istituzioni che le hanno assicurato, dopo anni di battaglie, un appartamento popolare al pianterreno in via Toronto a Caonada di Montebelluna e un supporto assistenziale ed economico per l&#8217;utilizzo di macchinari molto sofisticati e delicati. \u00abDa quando ci eravamo trasferiti in via Toronto, in un appartamento al primo piano, mio figlio aveva trovato una certa tranquillit\u00e0. Sentiva le voci dei bambini che giocavano nel cortile e gli si illuminavano gli occhi. Perch\u00e8 Alex parlava con gli occhi. Era il suo unico mezzo di comunicazione, io ero le sue braccia, le sue gambe e la sua voce. La sua mente era prigioniera in un corpo che non gli trasmetteva segnali. Voleva soprattutto sentire le voci dei suoi coetanei che evidentemente lo stimolavano sopra ogni cosa, come se si sentisse partecipe dei loro giochi\u00bb. <\/p>\n<p> La mamma, con la voce rotta dal pianto, ricorda: \u00abUn giorno chiusi la porta finestra dell&#8217;appartamento pensando che le grida dei bambini potessero dargli fastidio e lui come risposta si \u00e8 messo a piangere disperatamente, non era mai successo prima. Ho capito che aveva bisogno di comunicare e i suoi occhi, cos\u00ec vivi, sereni, mi hanno dato la forza di lottare e di affrontare una battaglia gi\u00e0 persa in partenza\u00bb.<\/p>\n<p> Poi, con dolcezza: \u00abCome tutti i bambini amava i cartoni animati e la musica\u00bb. La mamma, che in queste ore drammatiche vive con la presenza costante e assidua dei suoi genitori, dice: \u00abPer quasi otto anni mi sono sentita, se mi si passa l&#8217;affermazione, una donna agli arresti domiciliari. Per un figlio si fanno tutti i sacrifici di questo mondo. La mia per\u00f2 alla fine \u00e8 stata una battaglia che non ha portato i frutti sperati\u00bb. <\/p>\n<p> Ci tiene, per\u00f2, a ringraziare tutti coloro che le sono stati vicini. \u00abUna menzione particolare vorrei rivolgerla ai medici del reparto di rianimazione dell&#8217;ospedale di Montebelluna. Sono stati meravigliosi, hanno seguito Alex, che ormai non riusciva pi\u00f9 a respirare con il supporto delle macchine, fino all&#8217;ultimo secondo della sua vita. Sono stati di una bont\u00e0 e di una disponibilit\u00e0 incredibili. Grazie di tutto a questi angeli che spesso vengono dimenticati\u00bb. L\u2019ultimo addio ad Alex, oggi alle 15.30 nella chiesa di Caonada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IlGazzettino.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TREVISO &#8211; \u00abMio figlio ha cominciato a vivere il giorno in cui \u00e8 morto\u00bb. 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