{"id":3823,"date":"2012-09-17T09:58:59","date_gmt":"2012-09-17T07:58:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3823"},"modified":"2023-01-17T13:36:47","modified_gmt":"2023-01-17T12:36:47","slug":"928-arte-sgarbi-a-cosenza-per-la-mostra-il-divino-nellarte-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/928-arte-sgarbi-a-cosenza-per-la-mostra-il-divino-nellarte-contemporanea\/","title":{"rendered":"Arte, Sgarbi a Cosenza per la mostra &#8220;Il Divino nell&#8217;arte contemporanea&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span itemprop=\"description\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> La citt\u00e0 di Cosenza, ritorna prepotentemente a candidarsi sempre pi\u00f9 come capitale della cultura. Lo fa, ospitando nella sede del Museo dei Bretti e degli Enotri, con la collaborazione di Giovanni Intra Sidola, il ribelle e contraddittorio Vittorio Sgarbi, chiamato ad inaugurare la mostra \u00abIl Divino nell\u2019arte contemporanea\u00bb.La mostra aprir\u00e0 i battenti il 27 settembre. <br \/><\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span itemprop=\"description\">Nel corso della mostra, Vittorio Sgarbi presenter\u00e0 gli artisti in mostra attraverso il suo libro \u00abL\u2019ombra del Divino nell\u2019arte contemporanea\u00bb. Con quest&#8217;iniziativa &#8211; si legge in una nota degli organizzatori &#8211; si vuole \u00abc<\/span>ontinuare il percorso iniziato con la mostra \u00abDa Picasso a Warhol, opere dalla collezione Bilotti\u00bb (2005), che ha portato a Cosenza i massimi esponenti internazionali dell\u2019arte del XX secolo, nella stessa sede, viene presentata la mostra di artisti che hanno aperto il XXI secolo facendo rivivere, con la loro arte, antiche basiliche ricostruite dopo devastanti terremoti.Recentemente la Fondazione Roma (a L\u2019Aquila) e la Fondazione Mediterraneo (a Noto), protagoniste dell\u2019attuale mecenatismo nazionale, hanno rilanciato il grande tema della committenza religiosa nei luoghi di culto con giovani artisti, di straordinaria capacit\u00e0 tecnica ed interpretativa, che oggi espongono a Cosenza. Essi hanno dovuto rapportarsi con una complessa totalit\u00e0 composta da architettura, religione e storia, facendo combaciare tutti questi aspetti. In alcuni casi hanno avuto libert\u00e0 d\u2019invenzione, in altri, una committenza fortemente pilotata. Questi artisti hanno saputo restituire equilibrio spirituale agli antichi luoghi di culto riattualizzandone la memoria, si sono saputi inserire in una storia interpretandola e continuandola. Per la ricostruita Cattedrale di Noto, gli interventi di pittura sono stati affidati a Roberto Ferri (Via Crucis) e Francesco Mori (vetrate); gli interventi di scultura a Giuseppe Ducrot (altare e ambone). Ducrot ha anche realizzato la monumentale statua di S. Benedetto per la ricostruita abbazia di Montecassino, la statua di S. Annibale per la basilica di San Pietro in Vaticano e il S. Giovanni Battista in S. Maria degli Angeli. La prima chiesa recuperata del centro storico de L\u2019Aquila \u00e8 San Giuseppe (attualmente sostituisce la vicina cattedrale per le funzioni liturgiche) dove sono state appena collocate le pale d\u2019altare di Giovanni Gasparro.Cosenza ha riscoperto la committenza religiosa contemporanea con la cattedra vescovile di Maurizio Orrico (2011) nell\u2019abside del Duomo recentemente restaurata. Gi\u00e0 nel Novecento alcuni artisti presenti a Cosenza nel MAB, come Manz\u00f9 e Greco, avevano realizzato importanti committenze di tema sacro come, rispettivamente, la Porta della Morte e il monumento a Giovanni XXIII nella Basilica di San Pietro in Vaticano (1964), e le porte della Cattedrale di Orvieto (1964)\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019argomento del Divino come fonte di ispirazione per l\u2019arte contemporanea si interroga anche Vittorio Sgarbi nel suo nuovo libro: in che modo gli artisti contemporanei percepiscono il rapporto con il Divino? Da dove nasce la difficolt\u00e0 di rappresentare oggi i temi della Cristianit\u00e0, che per secoli sono stati la prima fonte di ispirazione artistica? Vittorio Sgarbi indaga con occhio critico alcune prove realizzate da architetti, pittori e scultori, mettendone in luce limiti e slanci per scoprire che \u201cL\u2019ombra del Divino\u201d \u00e8 la condizione in cui gli artisti si muovono quando si confrontano con il Sacro. La decorazione per la Cattedrale di Noto, ricostruita dopo il crollo del 1996, ha rappresentato l\u2019occasione per tornare a parlare di arte sacra in un\u2019epoca che sembra aver rinunciato al cielo. Ricordando la condizione privilegiata dell\u2019artista, l\u2019autore suggerisce la strada per ripensare al Divino come impulso vitale per l\u2019arte contemporanea, punto di partenza e suo compimento. \u00abEspongono &#8211; riprede la nota sull&#8217;inziativa &#8211; in mostra tre artisti cosentini: oltre a Maurizio Orrico, anche Adele Ceraudo (di cui Sgarbi pubblica due opere nel suo libro) e Niccol\u00f2 De Napoli, che hanno partecipato all\u2019ultima edizione della Biennale di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi.La mostra e la presentazione del libro sono state pensate insieme per dare visibilit\u00e0 a un fenomeno crescente nel panorama dell\u2019arte contemporanea in Italia, quello di un numero sempre maggiore di artisti di qualit\u00e0 che praticano un\u2019arte figurativa aperta alle istanze umanistiche e del Sacro. Per questo motivo, agli artisti che hanno partecipato alla ricostruzione della cattedrale di Noto e alla chiesa di san Giuseppe a L\u2019Aquila, sono stati affiancati artisti che hanno partecipato alle ultime edizioni della Biennale di Venezia e alcuni vincitori (Andrea Mariconti \u2013 1\u00b0 premio e Riccardo Ajossa \u2013 2\u00b0 ex aequo) e finalisti (Marco Intra Sidola e Arrigo Musti), premiati al Palazzo di Vetro dell\u2019ONU a New York, del Concorso Mondiale di Arte Contemporanea indetto dalla Cattedra UNESCO di Bioetica e Diritti Umani sul tema della vulnerabilit\u00e0 umana, che ha avuto come curatore per l\u2019Italia Giovanni Intra Sidola e ha contato fra i membri della giuria internazionale Fabio De Chirico, Soprintendente per i Beni Storici, artistici ed Etnoantropologici dell&#8217;Umbria, con l&#8217;interim della Calabria, e Roberto Bilotti, membro del Gruppo di Lavoro del MiBAC per lo sviluppo di progetti culturali, componente del Comitato Scientifico del Museo Bilotti all\u2019Aranciera di Villa Borghese e socio onorario della Fondazione Sgarbi.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>GLI ARTISTI IN MOSTRA<\/strong>: Riccardo Ajossa, Alessandro Bazan, Carmelo Carollo, Adele Ceraudo, Giorgio Dante, Niccol\u00f2 De Napoli, Gabriele d\u2019Acquisto, Teresa Emanuele, Roberto Ferri, Gabriele Grones, Marco Intra Sidola, Cecilia Luci, Andrea Mariconti, Andrea Mineo, Francesco Mori, Arrigo Musti, Maurizio Orrico, Justin Peyser, Pietro Palummieri, Eliana Petrizzi, Nicola Pucci, Giacomo Rizzo, Giacomo Rizzo, Pietro Ruffo, Adriano Saccuto, Piera Scognamiglio, Maurizio Scianna, Giuseppe Spinelli, Croce Taravella, Tommaso Spazzini Tindar (le opere provengono in parte dalla collezione Bilotti).<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La citt\u00e0 di Cosenza, ritorna prepotentemente a candidarsi sempre pi\u00f9 come capitale della cultura. 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