{"id":38349,"date":"2014-11-25T06:00:18","date_gmt":"2014-11-25T05:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/giornata-contro-la-violenza-alle-donne-dati-allarmanti-la-forma-piu-comune-la-violenza-inflitta-dal-partner\/"},"modified":"2023-01-17T13:01:10","modified_gmt":"2023-01-17T12:01:10","slug":"16953-giornata-contro-la-violenza-alle-donne-dati-allarmanti-la-forma-piu-comune-la-violenza-inflitta-dal-partner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/16953-giornata-contro-la-violenza-alle-donne-dati-allarmanti-la-forma-piu-comune-la-violenza-inflitta-dal-partner\/","title":{"rendered":"Giornata contro la violenza alle donne, dati allarmanti. La forma pi\u00f9 comune? La violenza inflitta dal partner"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Una donna vittima di violenza ogni due giorni, 179 donne uccise e i casi di femminicidio aumentano al sud del 27% rispetto al 2013.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Oggi, 25 novembre, tutta l&#8217;Italia si mobilita contro la violenza di genere. La data \u00e8 stata scelta nel 1998 dalle Nazioni Unite per celebrare la Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne. L\u2019occasione \u00e8 stata sancita per ricordare l&#8217;assassinio delle tre sorelle Mirabal avvenuto nel 1960 nella Repubblica Dominicana durante il regime di Rafael Leonidas Trujillo. Un fenomeno devastante che comprende la violenza fisica e quella sessuale. Secondo uno studio del 2013 della World Health Organization, la violenza ha colpito di un terzo delle donne nel mondo (35%), e quella domestica, inflitta dal partner, \u00e8 la forma pi\u00f9 comune (30%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Paese dove le donne sono pi\u00f9 a rischio \u00e8 il Sud-est asiatico, dove pi\u00f9 della met\u00e0 (58,8%) degli omicidi avviene per mano di mariti, fidanzati o compagni. A seguire troviamo i Paesi ad elevato reddito (41,2%), tra questi vi \u00e8 anche l&#8217;Italia, le Americhe (40,5%) e infine l&#8217;Africa (40,1%). Dunque sono milioni le donne che in tutto il mondo subiscono violenze psicologiche e fisiche inaccettabili, frutto di una cultura sessista e manifestazione della globale disparit\u00e0 storica nei rapporti tra uomo e donna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La violenza si nasconde&#8230;&#8217;in casa&#8217;<\/strong><\/p>\n<p>La maggior parte di queste si consuma nelle famiglie in particolare, quelle che vivono un forte disagio sociale; donne che troppo spesso omettono o tacciono per paura, ricatto e omert\u00e0 con una \u201ccultura\u201d della sottomissione di genere che \u00e8 trasversale rispetto gli strati sociali, il Paese di origine, l\u2019et\u00e0 e la componente geografica. Non \u00e8 un bel termine quello del \u2018femminicidio\u2019 ma serve a definire in modo appropriato la categoria criminologica del delitto perpetrato contro una donna semplicemente perch\u00e9 \u00e8 donna. Donne uccise dai fidanzati, mariti, compagni, ma anche dai padri a seguito del rifiuto di un matrimonio imposto o di scelte di vita non condivise.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La parola &#8216;femminicidio&#8217;<\/strong><\/p>\n<p>Questo termine \u00e8 stato lanciato negli anni \u201990 da una antropologa messicana, Marcela Lagarde, che aveva ha analizzato le violenze perpetuate sulle donne messicane individuando le cause della loro marginalizzazione in una cultura maschilista e in una societ\u00e0 che non d\u00e0 tutele dal punto di vista giuridico, con indagini lasciate pendere e con lo stupro coniugale non considerato come reato. Lagarde dunque, \u00e8 la teorica del termine femminicidio: \u201cLa forma estrema di violenza di genere contro le donne \u2013 scrive Lagarde \u2013 prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine che comportano l\u2019impunit\u00e0 tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l\u2019uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I numeri&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p>In Italia dall\u2019inizio del 2013 sono stati contati 73 casi di femminicidio e 38 casi di omicidi generici di donne. Come si uccide? Nella maggior parte dei casi con un\u2019arma da taglio, magari un coltello trovato in cucina oppure a mani nude. Meno usate le armi da sparo e pochi rispetto a quelli citati, i casi di omicidi con corpo contundente. Addirittura per\u00f2 sono 5 casi di donne arse vive. La fascia d\u2019et\u00e0 pi\u00f9 colpita negli ultimi 10 anni \u00e8 quella che va dai 25 ai 54 anni ma anche la geografia preoccupa: Per 10 anni quasi la met\u00e0 dei femminicidi \u00e8 avvenuto al Nord. Dal 2013 c&#8217;\u00e8 invece stata un&#8217;inversione di tendenza sul piano territoriale ed il Sud \u00e8 diventata l&#8217;area a pi\u00f9 alto rischio con 75 vittime ed una crescita del 27,1% sull&#8217;anno precedente. Al Centro sono raddoppiati, da 22 a 44. Il Nord, dove lo scorso anno sono morte ammazzate 60 donne, rimane il territorio dove si verificano pi\u00f9 omicidi in famiglia, 8 su 10. La maglia nera spetta al Lazio e alla Campania, con 20 vittime ciascuno; solo a Roma sono state 11. Ma \u00e8 l&#8217;Umbria a registrare l&#8217;indice pi\u00f9 alto di mortalit\u00e0 (12,9 femminicidi per milione di donne residenti). Ottantuno donne, il 66,4% delle vittime dei femminicidi in ambito familiare, ha trovato la morte per mano del coniuge, del partner o dell&#8217;ex partner.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 la giornata per ricordare le vittime, per sensibilizzare, per parlare e discutere sperando che, questo fenomeno possa trovare una fine, diversa per\u00f2 da quella di <strong>Fabiana Luzzi, Mary Cirillo<\/strong> perch\u00e9 <strong>sono tante le donne calabresi<\/strong> che ogni giorno sono costrette a sopportare la violenza di mariti, fidanzati e compagni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Una donna vittima di violenza ogni due giorni, 179 donne uccise e i casi di femminicidio aumentano al sud del 27% rispetto al 2013.<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":38350,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-38349","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38349","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38349"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38349\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38349"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38349"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}