{"id":3837,"date":"2012-09-17T12:38:41","date_gmt":"2012-09-17T10:38:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3837"},"modified":"2023-01-17T13:36:49","modified_gmt":"2023-01-17T12:36:49","slug":"947-paola-la-battaglia-di-verita-di-antonella-politano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/947-paola-la-battaglia-di-verita-di-antonella-politano\/","title":{"rendered":"Paola, la battaglia di verit\u00e0 di Antonella Politano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times;\"><strong>PAOLA &#8211;<\/strong> Antonella Politano e quel caso ancora invisibile. La storia riguarda una famiglia di Paola \u201csterminata\u201d dal cancro, causato da quelle velenose soatanze nocive che, per anni, abitando vicini ad una centralina telefonica, hanno respirato. <\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Times;\">L\u2019unica superstite, Antonella Politano, da dieci anni si batte per mantenere la promessa che fece al padre in punto di morte: ottenere giustizia per i genitori, per la zia e per le sue tre sorelle, Gabriella, Annamaria, Patrizia che, una dopo l\u2019altra, sono decedute dopo laceranti sofferenze per un tumore terribile che ne ha devastato i corpi fino a distruggerli. La superstite, ma anche gli organi di informazione e indagini giudiziarie, hanno fatto una ricostruzione puntuale di quanto accaduto. Secondo queste ricostruzioni, Vincenzo Politano, lavorava come custode nella vicina \u00abAzienda di Stato per i Servizi Telefonici\u00bb (poi diventata Iritel, poi ancora Telecom ed ora Poste Italiane). La famiglia viveva in una casa posta all\u2019interno di un enorme caseggiato, adiacente alla centralina telefonica; nel caseggiato abitavano anche altri dipendenti. Nella zona si respirava per anni un\u2019aria pesante, molto forte, chiaramente non era aria pulita. Ma sembrava normale e nessuno si lamentava pi\u00f9 di tanto. Anche i genitori di Antonella pensavano che i cattivi odori fossero prodotti dalle turbine. Non avrebbero mai potuto sapere che si trattava, con ogni probabilit\u00e0, di sostanze altamente nocive, forse veri e propri veleni, che nel giro di pochi anni sarebbero stati causa di tanti morti. Nessuno, del resto, sembra fosse a conoscenza del fatto che quei fumi, che fuoriuscivano da una centralina telefonica, posta a qualche metro da civili abitazioni, rappresentavano un pericolo mortale per decine di persone;<\/span><span style=\"font-family: Times;\"> <span>nel 1984 muore la mamma di Antonella, Natalina; il 6 agosto del 1988, a soli 39 anni, muore per carcinoma alle ovaie anche la sorella pi\u00f9 grande, Gabriella; l\u20198 dicembre del 1998 muore la seconda sorella, Annamaria; nel 2000 muore anche Patrizia; negli anni successivi moriranno, pure, il padre Vincenzo e la zia Bernardina;<\/span> <span>Antonella Politano, si dedica cos\u00ec ad una lunga battaglia giudiziaria, combattuta senza risparmio di energie, per ottenere giustizia. Nel 1992 quella centralina venne smantellata. La procura di Paola avvia un\u2019inchiesta da cui emerse che all\u2019interno della centralina esistevano ben 226 accumulatori di piombo sottoposti giornalmente a manutenzione ordinaria; da questi accumulatori si sprigionavano sostanze tossiche e nocive, quali il solfato di piombo, che diventavano ancora pi\u00f9 nocive sotto l\u2019azione dell\u2019acido solforico, sostanze classificate dallo Iarc, cancerogeno umano, gruppo 1, nonch\u00e9 vapori tossici provenienti dai raddrizzatori al selenio; dall\u2019inchiesta vennero fuori anche altre gravissime inadempienze da parte dell\u2019azienda. Il 30 novembre del 2007 sono stati rinviati a giudizio due dirigenti della centralina. Processati, vennero dichiarati non colpevoli con non luogo a procedere nei loro confronti, ma il danno ambientale prodotto fu riconosciuto e questo ha permesso alla famiglia Politano e a quanti sono rimasti vittima di quelle esalazioni di intentare una causa civile contro l\u2019azienda, ora di propriet\u00e0 delle Poste Italiane. Resta il dramma di questa donna, coraggiosa, che in tutta solitudine lotta per raggiungere una verit\u00e0 che tutti ben conosciamo. Una verit\u00e0 che non deve essere rivelata, che deve essere tenuta nascosta . Cos\u00ec come tenevano nascoste nel giardino della sua abitazione, un pozzo pieno di accumulatori in disuso, che dal chiuso del pozzo emanavano odori e vapori pericolosissimi.&nbsp; Ma la famiglia di Antonella non \u00e8 stata la sola ad essere colpita da quei veleni. In tutto il suo quartiere sono decine e decine le persone ammalate e morte per tumori vari. Antonella ha scritto quei nomi in un quadernetto che porta sempre con se. Vorrebbe che tutte quelle persone si affiancassero a lei nella lotta per il riconoscimento civile e penale dei danni subiti. Ed invece si ha paura, timore, quasi vergogna per le malattie subite. Devo solo sperare che l\u2019eco sulle condanne dei responsabili della diffusione dell\u2019eternit, possa essere da stimolo e dare coraggio a tutti quegli invisibili malati che girano in solitudine con il proprio male. Antonella Politano deve essere un esempio, non solo per le donne, a non aver soggezione del proprio malessere e delle proprie condizioni di salute , che mai \u00e8 personale, ma che proprio perch\u00e9 sociale, diventi sempre pi\u00f9 pubblico , perch\u00e9 tutti i malati diventino un problema , non delle sole famiglie, ma di tutti e tornino ad essere visibili. Solo cos\u00ec fatti gravi come quelli accaduti alla famiglia Politano non succedano pi\u00f9.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PAOLA &#8211; Antonella Politano e quel caso ancora invisibile. 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