{"id":3844,"date":"2012-09-17T13:37:12","date_gmt":"2012-09-17T11:37:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3844"},"modified":"2023-01-17T13:36:50","modified_gmt":"2023-01-17T12:36:50","slug":"954-gioia-tauro-denuncia-di-giuseppe-gentile-fp-cgil-sulla-malasanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/954-gioia-tauro-denuncia-di-giuseppe-gentile-fp-cgil-sulla-malasanita\/","title":{"rendered":"Gioia Tauro, denuncia di Giuseppe Gentile (Fp-Cgil) sulla malasanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>GIOIA TAURO &#8211;<\/strong> Quella sanit\u00e0 che, a volte, anzi troppo spesso, non salva le vite. A lanciare l&#8217;allarme sul sistema sanitario sempre pi\u00f9 malato, \u00e8<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Giuseppe Gentile, segretario generale dell&#8217;Fp-Cgil. Ieri sera intorno alle ore 20,30 si \u00e8 sfiorata la tragedia: la famosa vecchia ambulanza, consegnata agli Autisti Soccorritori disoccupati per i trasporti secondari, veniva comandata dalla centrale operativa del 118 di Reggio Calabria, per un codice rosso. Il paziente si trovava in gravissime condizioni al Pronto Soccorso dell\u2019Ospedale di Gioia Tauro e doveva essere trasferito con urgenza alla Chirurgia Vascolare dell\u2019Ospedale Riuniti di Reggio Calabria. L\u2019anziana ambulanza, appena uscita dall\u2019ennesimo ricovero in officina, si apprestava ad effettuare un servizio che non le competeva (doveva fare soltanto trasporti secondari \u2013 su Gioia Tauro era presente in postazione l\u2019Ambulanza dedicata all\u2019Emergenza), un codice rosso \u2013 chiamata in estrema urgenza emergenza medica. Pur, tuttavia, senza attrezzature sanitarie a bordo, prendeva il paziente e si apprestava a percorrere l\u2019autostrada da Gioia Tauro a Reggio Calabria con destinazione la Chirurgia Vascolare dell\u2019Ospedale Riuniti. Purtroppo, il vecchio automezzo incominciava ad essere sofferente dopo pochi chilometri di autostrada e, 3 Km prima dello svincolo di uscita per Palmi, sbuffava emettendo fumo nero dal vano motore. L\u2019autista soccorritore si fermava per capire la natura del guasto ma, niente da fare. Informava la centrale operativa del 118 sull\u2019accaduto e decideva di proseguire con cautela per guadagnare l\u2019uscita di Palmi (era pericoloso fermarsi sull\u2019autostrada con i familiari del paziente al seguito dell\u2019ambulanza). Fu cos\u00ec che, a passo d\u2019uomo usciva a Palmi e si fermava nel primo spazio utile. Nel contempo la centrale operativa del 118 assicurava l\u2019invio di un\u2019altra ambulanza proveniente dalla postazione di S. Eufemia d\u2019Aspromonte. Un\u2019interminabile attesa di oltre mezz&#8217;ora, vissuta tra le proteste dei familiari, fortunatamente contenute e le grida dell\u2019ammalato in barella. Alla fine la vicenda si concludeva con un ritardo complessivo di circa 2 ore. Meno male che nessuno dei familiari \u00e8 andato in escandescenza, altrimenti, come gi\u00e0 avvenuto in altre circostanze (vedi porte sfondate al pronto soccorso di Polistena), bisognava pensare non solo all\u2019ammalato grave, ma anche a come mettere in sicurezza l\u2019intera equipe dell\u2019ambulanza. Tuttavia, la singolarit\u00e0 dell\u2019accaduto, seguito da ben due denunce pubbliche della scrivente F.P. CGIL, devono far riflettere, sia la Direzione Generale dell\u2019ASP di Reggio Calabria, sia i Sindaci dell\u2019intero territorio della Piana di Gioia Tauro, sia la massima autorit\u00e0 sanitaria regionale e, conseguentemente assumere, ai vari livelli di gestione, le giuste determinazioni per evitare di far morire i cittadini ammalati per errate programmazioni o inefficienza dei mezzi di soccorso. Di sicuro, da un simile evento, possiamo affermare con forza che non vogliamo pi\u00f9 pagare l\u2019alto prezzo di un altro caso \u201cScutell\u00e0\u201d; la sopportazione ha raggiunto il picco pi\u00f9 alto, sia in termini di ingiustizie sociali, sia di negazione di diritti. Adesso basta, non \u00e8 pi\u00f9 sopportabile l\u2019assurdo letargo dei Sindaci, primi responsabili della salute dei cittadini. Questi devono avere il coraggio di contrapporre il bene comune all\u2019appartenenza e alzarsi dalle poltrone per assicurare un servizio sanitario normale a tutela della salute dei loro cittadini. Le chiacchiere e le parate della Squillacioti non garantiscono i diritti degli ammalati, servono i fatti, altro che dialogo per affrontare i problemi della sanit\u00e0, qui bisogna rimboccarsi le maniche e ridare quello che serve per curare gli ammalati e non ambulanze scassate che si fermano in codice rosso. La sanit\u00e0 della Piana di Gioia Tauro non \u00e8 pi\u00f9 negoziabile, non siamo al mercatino dell\u2019usato, serve un intervento serio, strutturale e di qualit\u00e0 per salvare vite umane e ridare dignit\u00e0 alle persone, uomini e donne, bambini e anziani, disabili e ammalati cronici, lasciati allo sbando e alla merc\u00e9 di una classe dirigente inadeguata a governare il Servizio Sanitario Pubblico. Questa condizione di non vita, ha raggiunto il limite di tutti i profili di sopportabilit\u00e0. Adesso bisogna far capire con forza e determinazione l\u2019esistenza di un territorio dimenticato da tutti e dare un segnale di forte ribellione. Non si pu\u00f2 continuare a morire di malasanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIOIA TAURO &#8211; Quella sanit\u00e0 che, a volte, anzi troppo spesso, non salva le vite. 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