{"id":38775,"date":"2014-12-10T09:28:08","date_gmt":"2014-12-10T08:28:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/trucidarono-il-padre\/"},"modified":"2023-01-17T13:01:34","modified_gmt":"2023-01-17T12:01:34","slug":"17171-trucidarono-il-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/17171-trucidarono-il-padre\/","title":{"rendered":"Testimone di giustizia si incatena in Prefettura, attende da mesi lo sblocco di due milioni di euro"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Nel 2002 trucidarono il padre mentre era dal barbiere a Reggio Calabria. Insieme al fratello si costitui come testimone di giustizia.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Entrambi vennero trasferiti in una localit\u00e0 protetta con una nuova identit\u00e0. Un luogo in cui iniziarono una nuova vita aprendo aziende e dando lavoro a diverse famiglie. Il tutto per\u00f2 si infranse quando per una fatale superficialit\u00e0 un agente di polizia rivel\u00f2 ad un pentito reggino i nomi veri dei due fratelli, come venivano ora identificati all&#8217;anagrafe e il volto che avessero. Terrorizzati i nipoti di Filippo Barreca, l&#8217;uomo che fu uno dei primi pentiti della &#8216;ndrangheta, chiusero tutte le loro attivit\u00e0 chiedendo di essere trasferiti per scongiurare ogni tipo di vendetta e tutelare le proprie famiglie. Filippo e Santo, senza lavoro, tentano quindi di acquisire i beni di loro propriet\u00e0 abbandonati nella localit\u00e0 protetta: circa due milioni di euro. Ottenute tutte le autorizzazioni per vendere tutto allo Stato attendono da Maggio che l&#8217;Avvocatura dia il nullaosta per la conclusione della pratica. Ma sinora nessun segnale. Esausto Filippo Barreca ieri \u00e8 tornato a Reggio Calabria e si \u00e8 incatenato davanti il palazzo della Prefettura in attesa di risposte. Il Prefetto si \u00e8 quindi reso disponibile ad adoperarsi per risolvere la vicenda e permettere ai due fratelli di riappropriarsi dei propri averi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Nel 2002 trucidarono il padre mentre era dal barbiere a Reggio Calabria. Insieme al fratello si costitui come testimone di giustizia.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":38776,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-38775","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38775"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38775\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38776"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}