{"id":38859,"date":"2014-12-12T14:08:50","date_gmt":"2014-12-12T13:08:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/operai-in-sciopero-della-fame-de-masi-moriro-per-colpa-delle-banche-non-delle-ndrine\/"},"modified":"2023-01-17T13:01:38","modified_gmt":"2023-01-17T12:01:38","slug":"17215-operai-in-sciopero-della-fame-de-masi-moriro-per-colpa-delle-banche-non-delle-ndrine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/17215-operai-in-sciopero-della-fame-de-masi-moriro-per-colpa-delle-banche-non-delle-ndrine\/","title":{"rendered":"Operai in sciopero della fame, De Masi: &#8216;Morir\u00f2 per colpa delle banche, non delle &#8216;ndrine&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>GIOIA TAURO &#8211; &#8216;Mi hanno sparato 44 colpi di&nbsp;kalashnikov nell&#8217;ultimo attentato, ma chiuder\u00f2 per dei soggetti pi\u00f9 pericolosi della mafia&#8217;.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Antonino De Masi non sopporta i soprusi. Il 31 Dicembre chiuder\u00e0 battenti lasciando a casa 150 dipendenti. Tre di loro sono da 72 ore barricati in un capannone in sciopero della fame. Protestano contro le banche che hanno strangolato l&#8217;azienda, in sostegno del proprio titolare che ha fatto di tutto per sopravvivere. Sacrificando la propria esistenza. E&#8217; lui stesso a dirlo: &#8220;i<span style=\"font-size: 11.8181819915771px; line-height: 10.9090909957886px;\">o vivo una vita che non \u00e8 una vita. <\/span>Credo di essere l&#8217;unico imprenditore &#8211; afferma De Masi &#8211; nel mondo occidentale che <strong>lavora con il presidio dell&#8217;esercito davanti la porta dell&#8217;azienda. Non ho da anni una vita n\u00e8 privata n\u00e8 sociale vivendo sotto protezione e scortato dai carabinieri. <\/strong>Non esco. E&#8217; il prezzo che pago per cercare di dare un futuro migliore a tutti: a me stesso, ai miei figli, a questa terra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho subito diversi attentati. La storia della mia famiglia \u00e8 la storia di quarant&#8217;anni di aggressioni criminali. <strong>Bombe e minacce di ogni genere possibile e immaginabile. Le &#8216;ndrine probabilmente vogliono prenderci l&#8217;azienda, ma questa \u00e8 tutta un&#8217;altra storia. Stranamente, non morir\u00f2 per la &#8216;ndrangheta. <\/strong>Io morir\u00f2 per colpa delle banche e della giustizia &#8216;ritardataria&#8217;.<span style=\"font-size: 11.8181819915771px; line-height: 10.9090909957886px;\"> La mia azienda<\/span>&nbsp;potrebbe passare da 150 dipendenti odierni a circa 200 nello spazio di pochi mesi. Si tratta di una realt\u00e0 florida con margini di crescita importanti. Eravamo leader mondiali nella vendita di macchine utilizzate nella raccolta dei frutti pendenti (olive, mandorle, nocciole, pistacchi). Esportavamo in Messico, Turchia, Grecia, Francia, Libia, Iran, Australia, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna. Quando abbiamo fatto nel 2000 investimenti nell&#8217;area industriale di Gioia Tauro dopo una serie di disguidi, anomalie, stranezze <strong>per dei ritardi burocratici siamo stati costretti a ricorrere al credito bancario.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su delle linee di credito sotto forma di anticipazioni <strong>ci sono stati addebitati sei milioni di euro di oneri finanziari<\/strong> su un importo di circa dodici milioni di euro. Abbiamo detto alle banche avete sbagliato. Mi hanno dato del pazzo, detto che i conti erano giusti. Ho fatto fare una verifica contabie e avviato un&#8217;azione legale per il costo eccessivo del denaro che oltrepassava la soglia tale da definirsi usura. Mi hanno quindi chiuso tutti i conti. <strong>Le tre banche che ho portato in giudizio (Monte dei Paschi di Siena Banca Antonveneta, Banca Nazionale del Lavoro, Banca UniRoma Unicredit) sono state condannate per usura<\/strong> e la sentenza \u00e8 stata confermata anche in Cassazione. Sono stato costretto a svendere tutti i beni di famiglia, tutto ci\u00f2 che avevo per garantire liquidit\u00e0 ai fornitori e ai dipendenti. Ci siamo riusciti, vendendo alcune aziende, salvandone altre e restando ad oggi con 150 posti di lavoro anzich\u00e8 280.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per arrivare a ci\u00f2 abbiamo venduto la merce chiedendo ai nostri clienti il pagamento contante e anticipato. Esausti abbiamo massacratro i mercati perch\u00e8 non si pu\u00f2 fare nessuna politica espansionistica chiedendo il pagamento in anticipo, bisogna lavorare sui prezzi. <strong>Lo scorso anno anche in funzione di alcuni attentati criminali che avevamo subito, stavolta da parte della &#8216;ndrangheta, abbiamo deciso di chiudere le aziende.<\/strong> Il ministero dello Sviluppo Economico \u00e8 quindi intervenuto aprendo un tavolo per discutere della situazione De Masi. Abbiamo perci\u00f2 presentato al governo il nostro piano industriale mostrando che invece di chiudere potremmo continuare a crescere a condizione che, come in ogni paese normale, il nostro piano industriale venga finanziato.&nbsp;<strong>Le banche rispondono ponendomi di fronte a un ultimatum: o rinunciare al risarcimento o morire.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siccome non riesco a sopportare le prevaricazioni da parte di nessuno il 31 Dicembre chiuder\u00f2 le aziende perch\u00e8 non ho pi\u00f9 la forza di continuare a combattere contro un potere che \u00e8 al di sopra delle leggi e di tutto.&nbsp;Non chiedo n\u00e8 elemosine, n\u00e8 cortesie. n\u00e8 favori, n\u00e8 aiuti: solo giustizia. Ho subito da parte delle banche 69 episodi di usura chi doveva vigilare su queste porcherie non ha vigilato consentendo che questi soggetti criminali rubassero il mio denaro. <strong>Se mi ridanno i miei soldi, quelli di cui si sono appropriati, che mi hanno rubato, io non ho bisogno di nulla. Continuo con le mie gambe, come ho sempre fatto. <\/strong>Certamente chiedo che come tutti gli imprenditori che hanno un piano industriale e lo presentano agli istituti di credito questo venga valutato per quello che \u00e8 per poi continuare a fare impresa e non scappare e andare via costringendomi a farlo altrove&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GIOIA TAURO &#8211; &#8216;Mi hanno sparato 44 colpi di&nbsp;kalashnikov nell&#8217;ultimo attentato, ma chiuder\u00f2 per dei soggetti pi\u00f9 pericolosi della mafia&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":38860,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-38859","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38859","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38859"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38859\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38860"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38859"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38859"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38859"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}