{"id":3892,"date":"2012-09-18T12:36:12","date_gmt":"2012-09-18T10:36:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3892"},"modified":"2025-07-09T11:31:06","modified_gmt":"2025-07-09T09:31:06","slug":"1007-la-difesa-del-suolo-in-calabria-non-puo-piu-attendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1007-la-difesa-del-suolo-in-calabria-non-puo-piu-attendere\/","title":{"rendered":"&#8216;La difesa del suolo in Calabria non pu\u00f2 pi\u00f9 attendere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito nota di Verdi Ecologisti: \u201cLa stagione estiva sta per volgere al termine e con l\u2019avvento dell\u2019autunno-inverno avremo anche le piogge. Ma in questi ultimi mesi \u2013 chiediamo \u2013 \u00e8 stato fatto qualcosa da parte delle autorit\u00e0 nazionali, regionali e locali, al fine di evitare eventuali disastri scaturenti dal dissesto idrogeologico? Poniamo questo interrogativo \u2013 dichiara Aurelio Morrone, Commissario regionale dei Verdi Calabria ed esperto del Settore &#8211; poich\u00e9 il problema del dissesto idrogeologico non \u00e8 secondario al resto dei problemi che incombono sul territorio e, quindi, sulla Comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nE anche perch\u00e9 \u2013 afferma ancora Morrone &#8211; senza la messa in sicurezza del territorio \u00e8 inutile un serio progetto di sviluppo.<br \/>\nSiamo sempre pi\u00f9 convinti\u00a0 che occorra varare una normativa regionale che si ispiri al principio di stop al consumo di suolo, che possa essere recepita, anche attraverso l\u2019assegnazione di risorse finanziare, a partire dai comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi riteniamo \u2013 sostiene convinto Aurelio Morrone &#8211; che la messa in sicurezza del territorio, \u00e8 un investimento serio, sia per evitare disastri alle cose e alle persone, sia per creare posti di lavoro. Ma purtroppo, registriamo, e i dati sono inconfutabili, che questa semplice formula non trova una concretezza nelle azioni politiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da anni, infatti, si preferisce aspettare che si consumano gli eventi disastrosi per intervenire in questo settore, sprecando\u00a0 ingenti risorse, che il pi\u00f9 delle volte non bastano nemmeno a riportare le aree colpite alle condizioni pre-disastro, e che, tra l\u2019altro, non incidono per\u00a0 nulla sulle cause reali del disastro.<br \/>\nI Verdi calabresi sostengono che fino a quando si seguir\u00e0 la logica dell\u2019emergenza, anzich\u00e9 quella della pianificazione, si continuer\u00e0 a sperperare\u00a0 denaro pubblico inutilmente e si continuer\u00e0\u00a0 a mantenere nella paura milioni di persone.<br \/>\nEppure basterebbe poco per far diventare la formula territorio-lavoro una formula vincente e convincente, soprattutto in questo periodo di crisi delle produzioni e dei consumi.<br \/>\nAnzi, lo poteva essere gi\u00e0 da prima, se solo si fosse evitato di disseminare il territorio di opere pubbliche, altamente dispendiose, inutili, inutilizzate e in molti casi incompiute e pensato di canalizzate le risorse sulla messa in sicurezza del territorio.<br \/>\nSi conoscono\u00a0 i dati delle aree ad alto rischio, l\u2019entit\u00e0 delle risorse che servirebbero per mettere in sicurezza\u00a0 il territorio, ma allora perch\u00e9 non si interviene? \u00c8 solo una questione di risorse o c\u2019\u00e8 dell\u2019altro?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A\u00a0 Scrutare il Passato, Emerge\u00a0 Superficialit\u00e0 di Valutazione del Fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, dal\u00a0 1989, data in cui \u00e8 stato emanata la legge sulla difesa del suolo ad oggi sono passati 23 anni, e la situazione anzich\u00e9 migliore \u00e8 in continuo peggioramento, anche a causa di eventi atmosferici estremi e alla costante urbanizzazione del territorio legale e illegale. Ventitre anni fa, appunto, fu varata\u00a0 la\u00a0 legge n. 183\/1989 sulla difesa del suolo che\u00a0 conteneva\u00a0 \u201cle attivit\u00e0 di pianificazione per limitare gli effetti negativi sulle persone e sulle cose dovute agli eventi atmosferici naturali e al dissesto\u201d.<br \/>\nMa abbiamo dovuto aspettare altri dieci anni e altri\u00a0 eventi disastrosi per accelerare questo processo di mitigazione. Solo dopo il disastro di Sarno del 1998, che a fatto 160 vittime, si \u00e8 avuta un\u2019accelerazione della pianificazione in direzione della sicurezza delle persone, e ci\u00f2 \u00e8 avvento con l\u2019emanazione del Decreto Legge\u00a0 n. 180\/1998, che ha disposto la \u201crapida approvazione di Piani Straordinari\u201d.<br \/>\nPiani,questi,contenenti, sia la perimetrazione delle aree esposte a rischio idrogeologica, sia\u00a0 l\u2019adozione di misure idonee di salvaguardia con effetto immediato. Successivamente al disastro di Sarno le Regioni e le autorit\u00e0 di bacino regionali hanno redatto i PAI (Piani di Assetto Idrogeologico) attraverso i quali si \u00e8 definito il quadro conoscitivo della maggior parte dei dissesti regionali e nazionali.<br \/>\nInoltre, sulla base di dati PAI, nel 2008 la Direzione Generale della difesa del suolo del Ministero dell\u2019Ambiente\u00a0 del Territorio e del Mare, ha redatto uno studio dettagliato sul rischio idrogeologico nel nostro paese, dal titolo: \u201cle aree ad alta criticit\u00e0 idrogeologica in Italia\u201d.<br \/>\nLo studio in questione comprende, sia le aree a rischio (territori con la presenza di persone e cose) che soggette a pericolosit\u00e0 (territori a prescindere dalla presenza di insediamenti) di frana, alluvione o di valanga. Lo studio comprende solo le aree caratterizzate da livello elevato e molto elevato di rischio ed esclude le altre a basso rischio.<\/p>\n<p>La Calabria: Regione Sempre pi\u00f9 Esposta alle Criticit\u00e0 Ambientali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal Rapporto emerge che l\u2019intero Paese \u00e8 interessato da questi fenomeni franosi e alluvionali con scostamenti, in alcuni casi, molto significativi a livello regionale. \u00c8 interessato circa il 10% del territorio Italiano,\u00a0\u00a0 pari a 30 mila Kmq, distribuiti in circa 6500\u00a0 comuni. Inoltre, il fenomeno coinvolge\u00a0 6 milioni di persone\u00a0 e circa 1,2 milioni di edifici, di cui circa 6 mila sono scuole e oltre 500 gli ospedali.<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019aspetto economico-statisco, dal 1944 ad 2009, si sono spesi 52 miliardi di euro per il dissesto, mentre ne basterebbero solo 40 miliardi di euro per mettere in sicurezza tutto il territorio nazionale (dati riportati nel primo rapporto sullo stato del territorio italiano realizzato dal centro studi del CNG (Consiglio nazionale dei geologi in collaborazione con il Cresme, 2010).<br \/>\nSe nelle altre regioni i comuni interessati sono solo una parte, in la Calabria, cos\u00ec come Valle d\u2019Aosta, Umbria e Basilicata\u00a0 sono interessati a entrambi i fenomeni\u00a0 il 100% dei comuni.\u00a0 In particolare la superficie territoriale\u00a0 interessata da alluvioni e frane in Calabria \u00e8 di circa 1200 kmq su i 15 mila kmq dell\u2019intera superficie calabrese.<br \/>\nQuesti dati trovano conferma nel Pai Calabria e nel \u201cpiano stralcio per l\u2019assetto idrogeologico &#8211; Regione Calabria,si evidenzia\u201celevato indice di franosit\u00e0 regionale e la particolare concentrazione delle frane, soprattutto in taluni distretti idrologici\u201d. Il Piano, pur non avendo censito\u00a0 tutte le frane presenti sul territorio regionale, ne ha contato 8 mila solo\u00a0 nei comuni capoluoghi e nelle frazioni\u00a0 con popolazione superiore a 200 abitanti. Inoltre, nella stessa relazione, si sottolinea \u201cl\u2019esistenza di un elevato numero di centri abitati sui quali incombe il pericolo di frana, ma anche il perdurare di una situazione di emergenzialit\u00e0\u201d, che come prima riferito ,\u201c\u00e8 fonte di dispendio di risorse finanziarie che molto spesso si \u00e8 tradotto in interventi di ripristino delle funzionalit\u00e0 senza alcuna rimozione delle cause di pericolo.<br \/>\nGuardando in dettaglio i dati relativi alla nostra regione emerge un quadro ancora pi\u00f9 sconfortante, se si considera\u00a0 che\u00a0 le amministrazioni comunali che hanno risposto al questionario sono 76 su 409 comuni, il che deve far riflettere sul\u00a0 rischio che si corre se non si prendono provvedimenti.<br \/>\nAnche se i dati regionali si scostano di poco rispetto a quelli nazionale (anche se parziali) permane un livello di attenzione alto. Infatti, nell\u201989% de comuni nelle aree ad alto rischio idrogeologico ci sono abitazioni, nel 40%\u00a0 nelle stesse aree\u00a0 insistono interi quartieri, nel 66% sono presenti industrie opifici ecc., nel 21% strutture sensibili, come scuole ospedali, mentre\u00a0 in 29%\u00a0 si trovano strutture turistico- ricettive ( ricordiamo il camping le Giare).<br \/>\nDallo stesso rapporto emerge che solo nel 17% dei Comuni figurano opere di mitigazione del rischio idrogeologico (delocalizzazione di abitazioni, strutture produttive e recettive, abbattimento di strutture abusive, rinaturalizzazione degli argini \u00e8 positivo, opere di consolidamento), mentre risulta essere scoperta la stragrande maggioranza delle comunit\u00e0 (83%),il che presuppone interventi massicci e urgenti.<br \/>\nI Verdi Calabresi, per non dimenticare,ricordano i disastri calabresi degli ultimi anni: il Camping \u201cLe Giare\u201d, Cavallerizzo, Vibo Valentia, il crollo a Falerna della collina soprastante l\u2019A3, e tutte le altre tragedie che hanno interessato insediamenti abitativi e che hanno determinato anche vittime.-<\/p>\n<p>Dott. Enzo Pianelli<br \/>\nResponsabile Comunicazione Verdi Ecologisti e Reti Civiche<br \/>\nVerdi Europei \u2013 Calabria<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito nota di Verdi Ecologisti: \u201cLa stagione estiva sta per volgere al termine e con l\u2019avvento dell\u2019autunno-inverno avremo anche le piogge. Ma in questi ultimi mesi \u2013 chiediamo \u2013 \u00e8 stato fatto qualcosa da parte delle autorit\u00e0 nazionali, regionali e locali, al fine di evitare eventuali disastri scaturenti dal dissesto idrogeologico? 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