{"id":38998,"date":"2014-12-18T05:45:17","date_gmt":"2014-12-18T04:45:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/operazione-ultima-spiaggia-smantellata-la-cosca-paviglianiti-attiva-nel-reggino-52-arresti\/"},"modified":"2023-01-17T13:01:49","modified_gmt":"2023-01-17T12:01:49","slug":"17285-operazione-ultima-spiaggia-smantellata-la-cosca-paviglianiti-attiva-nel-reggino-52-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/17285-operazione-ultima-spiaggia-smantellata-la-cosca-paviglianiti-attiva-nel-reggino-52-arresti\/","title":{"rendered":"Operazione &#8216;Ultima Spiaggia&#8217;: smantellata la cosca Paviglianiti, 52 arresti (VIDEO)"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; E&#8217; scattata all&#8217;alba l&#8217;operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria per l&#8217;esecuzione di 52 ordinanze di custodia cautelare.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>I provvedimenti, sono stati emessi dal gip su richiesta della Dda, nei confronti di persone ritenute appartenenti e contigue alla cosca di &#8216;ndrangheta Paviglianiti operante nei comuni di San Lorenzo e Bagaladi. Dalle indagini \u00e8 emerso come il comprensorio fosse interamente sotto il controllo della cosca della quale \u00e8 stato ricostruito l&#8217;intero organigramma con l&#8217;individuazione dei ruoli dei singoli affiliati. Diversi i reati contestati nell&#8217;inchiesta, denominata &#8220;Ultima spiaggia&#8221;.<\/p>\n<p>Gli indagati, infatti, sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, illecita concorrenza con minaccia o violenza, falsit\u00e0 ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, corruzione per un atto contrario ai doveri d&#8217;ufficio, intestazione fittizia di beni, estorsione &#8211; reati aggravati dall&#8217;aver favorito un sodalizio di tipo mafioso &#8211; truffa aggravata ai danni dello Stato, detenzione e porto illegale di armi, furto aggravato ed indebito utilizzo di carte di pagamento, associazione finalizzata alla produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio di droga.<\/p>\n<p><strong>Tra gli arrestati<\/strong> anche il <strong>capo ufficio tecnico del Comune di San Lorenzo<\/strong> ed altri <strong>due dipendenti<\/strong> dell&#8217;Ente risultano tra gli arrestati nell&#8217;operazione condotta dai carabinieri contro la cosca Paviglianiti. I tre, secondo l&#8217;accusa, avrebbero <strong>agevolato l&#8217;associazione mafiosa<\/strong> con una serie di omissioni soprattutto nel rilascio di <strong>licenze nel settore commerciale<\/strong>. Il Comune di San Lorenzo \u00e8 commissariato dal luglio 2013, dopo le dimissioni del sindaco e alle recenti elezioni comunali del maggio scorso non sono state presentate liste di candidati. L&#8217;inchiesta dei carabinieri, coordinati dalla Dda di Reggio Calabria, si riferisce ad un periodo antecedente allo scioglimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 investigativa scaturita dalle dichiarazioni di un affiliato al clan Iamonte<\/strong><\/p>\n<p>Giuseppe Ambrogio a circa un mese dal suo arresto maturato avrebbe svelato i nomi di boss e gregari della cosca Paviglianiti dato anche dal legame di parentela che Ambrogio ha con personaggi di primo piano della cosca: In primis Lorenzo Marino; Ambrogio infatti ha sposato la nipote, e Consolato Mariaspina, cugino della madre, che \u00e8 anche cognato di Vincenzo Paviglianiti. Le redini della cosca sono state storicamente rette da Domenico Paviglianiti che rappresenta il vertice indiscusso dell\u2019omonima cosca, attualmente recluso presso la casa circondariale di Ascoli Piceno. In considerazione del regime carcerario cui si trova sottoposto pertanto, gli interessi della cosca vengono curati principalmente dai fratelli Angelo e Settimo Paviglianiti ai quali si riconoscono poteri direttivi e di gestione dei traffici illeciti. Degni di nota sono i rapporti che i vertici della cosca hanno sempre intrattenuto con i rappresentanti di maggior livello delle altre famiglie mafiose, in primis la cosca Iamonte, i cui interessi economici sono inevitabilmente destinati ad intrecciarsi. Il concetto unitario di &#8216;ndrangheta \u00e8 avvalorato, oltre che dall\u2019attivit\u00e0 investigativa effettuata, anche da alcuni riscontri oggettivi da cui si evince il forte legame stretto dai Paviglianiti con affiliati di primo piano della cosca Tegano &#8211; De Stefano, egemone nel quartiere Archi del capoluogo reggino. Gli interessi della cosca vanno dall\u2019esercizio della pratica estorsiva, mediante la quale si assicurano il controllo del territorio;al controllo degli appalti pubblici, che vengono di norma affidati a ditte compiacenti riconducibili alla cosca; ed anche il traffico di stupefacenti che i sodali pongono in essere servendosi di una nutrita schiera di giovani affiliati. Gli introiti derivanti dal traffico di sostanze stupefacenti vengono reinvestiti in attivit\u00e0 commerciali, della cui gestione si incaricano direttamente gli esponenti della cosca Paviglianiti o prestanome ai quali viene intestata l\u2019attivit\u00e0. L\u2019azzeramento della concorrenza \u00e8 uno degli obiettivi che il sodalizio si prefigge di perseguire in maniera tale da avere piena libert\u00e0 d\u2019azione e per il raggiungimento del quale si assiste ad un frequente ricorso ad azioni intimidatorie e danneggiamenti, la cui esecuzione mette il suggello al predominio della cosca sul territorio. Nell\u2019estate del 2010 vede i natali il Lido \u201cLa Cubana\u201d di propriet\u00e0 di Luca Bruno Cannizzaro, ma realmente riconducibile al cognato, Settimo Paviglianiti. \u201cLa cubana\u201d \u00e8 uno stabilimento balneare, i cui titolari, sin dalla prima stagione estiva, riescono a sbaragliare la concorrenza ricorrendo ad azioni intimidatorie continue (vedi i ripetuti atti intimidatori e danneggiamenti di cui nel corso degli anni \u00e8 stato vittima Carmelo Serran\u00f2, un operatore turistico della zona del comune di San Lorenzo). Si assiste inoltre ad un frequente passaggio del testimone tra prestanome della cosca che si avvicendano nella propriet\u00e0 del Bar \u201cPunto Centosei\u201d (questa l\u2019attuale sua denominazione) che si trova in contrada Arcina del comune di San Lorenzo frazione Marina: da Vincenzo Marino a Giuseppe Muscianisi, fino all\u2019attuale intestatario, Vincenzo Abenavoli, tutti riconoscono in Settimo Paviglianiti il reale proprietario al quale, come emerso a chiaramente nel corso di una conversazione ambientale intercettata, devono essere corrisposti i proventi. La pervasivit\u00e0 del fenomeno mafioso \u00e8 tale che nemmeno le istituzioni locali riescono a liberarsi dal giogo della cosca e la sottile linea di demarcazione tra affiliati ed amministratori pubblici conniventi diviene sempre pi\u00f9 flebile: l\u2019attivit\u00e0 d\u2019indagine esperita ha infatti dimostrato come la cosca abbia collocato nei punti nevralgici delle amministrazioni locali uomini di fiducia, attraverso i quali \u00e8 stato possibile condizionare il regolare svolgimento della vita politico\/amministrativa, nonch\u00e9 stravolgere le regolari procedure di assegnazione dei lavori pubblici diventati quindi appannaggio di una ristretta cerchia di imprenditori affiliati e\/o contigui alla cosca. Il sostegno fornito da amministratori e funzionari del comune di San Lorenzo, al servizio della cosca, si riveler\u00e0 determinante: in seno al comune di San Lorenzo, Marco Antonio Sergi e Rocco Giovanni Maesano, rispettivamente responsabile dell\u2019area tecnica e dell\u2019area amministrativa &#8211; finanziaria, giocheranno un ruolo determinante permettendo che Cannizzaro, in violazione della normativa vigente, possa ottenere le autorizzazioni necessarie all\u2019edificazione della struttura, pur in assenza di nulla osta paesaggistico. L\u2019importanza delle figure cardine di Sergi e Maesano si denota anche nella discutibile gestione dei lavori pubblici ed in un eccessivo ricorso alle somme urgenze che divengono appannaggio di una ristretta cerchia di imprese: nel settore edile e del movimento terra a farla da padrone sono l\u2019impresa individuale RUSSO Antonio, il cui titolare \u00e8 genero di Angelo Paviglianiti e l\u2019impresa Carmelo Iacopino. La cosca si \u00e8 rivelata molto attiva nel settore del traffico di stupefacenti allacciando rapporti con personaggi attivi in un sodalizio operante nella Locride dai quali erano soliti rifornirsi di marijuana e facente capo a esponenti della cosca Morabito-Palamara-Scriva operante nel comprensorio di Africo Nuovo e dei comuni limitrofi. L\u2019attenzione investigativa focalizzatasi verso il predetto sodalizio ha evidenziato come la predetta organizzazione gestisca un fiorente traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina anche con le provincie siciliane. Contestualmente all\u2019esecuzione del provvedimento restrittivo, \u00e8 stato eseguito un decreto di sequestro preventivo di 5 imprese (tra cui uno stabilimento balneare ed un frantoio oleario) riconducibili alle cosca Paviglianiti, per un valore complessivo di 10 milioni di Euro circa. Nel corso dell\u2019operazione sono stati impiegati oltre 250 Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, supportati dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori edell\u20198\u00b0 Nucleo Elicotteri.<\/p>\n<p>  {imageshow sl=197 sc=3 \/}<\/p>\n<div class=\"k2_video\">{wmv}17285{\/wmv}<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; E&#8217; scattata all&#8217;alba l&#8217;operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria per l&#8217;esecuzione di 52 ordinanze di custodia cautelare.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":38999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-38998","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38998","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38998"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38998\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}