{"id":3918,"date":"2012-09-19T05:26:34","date_gmt":"2012-09-19T03:26:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3918"},"modified":"2023-01-17T13:36:59","modified_gmt":"2023-01-17T12:36:59","slug":"1034-altro-che-allegri-che-milan-triste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1034-altro-che-allegri-che-milan-triste\/","title":{"rendered":"Altro che Allegri, che Milan triste!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un disastro su tutta la linea. Uno &#8220;zero&#8221;, come i gol segnati in tre partite a San Siro in quest&#8217;inizio di stagione che pi\u00f9 che dare nuove<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">speranze per il futuro del nuovo Milan sta spingendo i tifosi rossoneri a valutare con rinnovata forza una gita domenicale al posto del caro vecchio stadio. Ma, visto cosa \u00e8 successo marted\u00ec sera, anche il cinema infrasettimanale\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Zero&#8221; \u00e8 una parola che porta con s\u00e9 tanta tristezza e amarezza: esattamente la sensazione che si aveva al Meazza nei 90 e passa minuti di partita contro l&#8217;Anderlecht. I belgi sono poca cosa: descritti come la Cenerentola del girone di Champions League dei rossoneri, affrontavano la partita con la determinazione di una piccola, che ha nella &#8220;X&#8221; la propria massima aspirazione. Fortunamente, perch\u00e9 se i cari amici belgi fossero stati a conoscenza del momento storico del Milan, avrebbero tirato anche fuori il coltello tra i denti, osando di pi\u00f9 e facendo, potenzialmente molto pi\u00f9 male. Un po&#8217; come avevano fatto Sampdoria e Atalanta, per intenderci. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa volta la difesa ha retto: merito di Mexes? Troppo presto per dirlo, anche se il reparto arretrato \u00e8 l&#8217;unico, credeteci proprio l&#8217;unico, aspetto positivo di una partita che, se possibile, ha messo ancora pi\u00f9 a nudo tutti i limiti del Milan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da dove cominciare? Il primo, non stancheremo mai di dirlo, riguarda la qualit\u00e0: senza gente che sia in grado di dare un minimo d&#8217;inventiva alla manovra (non serve tantissimo, un minimo), l&#8217;avversario di turno, che sia l&#8217;Anderlecht o il Casteldisangro (con tutto rispetto) non ti conceder\u00e0 nulla di &#8220;sua sponte&#8221;. Per questo Allegri aspettava i belgi nella propria met\u00e0 campo, per poi ripartire, sperando che con gli spazi si aprisse anche qualche possibilit\u00e0 di fare male in ripartenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi ci vuole la precisione, cosa che nelle partite casalinghe del Milan \u00e8 assolutamente mancata: troppi passaggi sbagliati, troppe giocate individuali, troppi lanci lunghi per nessuno. Tutti figli di una pressione, di una poca tranquillit\u00e0 che non pu\u00f2 che ledere e ritorcersi contro i giocatori stessi, che si sentono responsabilizzati all&#8217;inverosimile. Vero Boateng, numero 10 per caso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza qualit\u00e0 e precisione, serve maggior velocit\u00e0, quella che il Milan, con Nocerino, Antonini e, nella ripresa, El Shaarawy, ha cercato a dare, ma deve essere una soluzione di squadra non di singoli. Altrimenti si perdono le distanze, e il gioco (altrui) \u00e8 fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la cosa che manca di pi\u00f9 in questo momento al Milan \u00e8 uno stramaledetto gol: se si vanno a leggere i tabellini di fine-partita quasi ci si stupisce di quante occasioni il Diavolo riesca a creare, nonostante un gioco quasi inesistente e i pochi nomi altisonanti. Tre reti in quattro partite, tutte nella stessa gara (a Bologna) e tutti da parte dello stesso giocatore, Pazzini. Il Pazzo si danna l&#8217;anima, ma, a meno che non faccia qualche corso da contorsionista, non pu\u00f2 mettere dentro palloni che gli giungono dalla trequarti e non pu\u00f2 improvvisarsi Ibrahimovic dal nulla. Serve un gol: di El Shaarawy, che uno l&#8217;ha sfiorato, di Boateng, che lo prova da tutte le posizioni e in ogni maniera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allegri prova a non tradire agitazione, almeno davanti alle telecamere, ma il suo &#8220;body language&#8221; e le espressioni tirate del suo viso (ormai le rughe le possiamo contare) parlano chiaro. Il suo tempo sta scadendo, ma almeno la prossima partita ce l&#8217;ha assicurata: serve un&#8217;invenzione, una magata. Visto che non arriva dal campo, questa volta ci deve pensare lui. Un cambio di modulo (ieri ci ha provato, non \u00e8 andata), una pozione segreta, a Udine ci deve necessariamente essere un&#8217;inversione di tendenza. Lo scorso anno, con il Milan in difficolt\u00e0 e senza Ibra, ci pensarono le riserve, segnatamente Maxi Lopez ed El Shaarawy. Quest&#8217;anno le riserve sono i titolari\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari tifosi rossoneri, mettetevi il cuore in pace: quest&#8217;anno il calcio non \u00e8 a San Siro. Ma se guardate in alto a destra sul maxi-schermo, ogni tanto potrete godervi un gol dell&#8217;ex rossonero di turno (leggasi Thiago Silva, meno Ibrahimovic, nel caso di marted\u00ec) e, se vorrete, potrete applaudirlo. Con la tristezza nel cuore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">http:\/\/it.eurosport.yahoo.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un disastro su tutta la linea. 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