{"id":39232,"date":"2014-12-26T16:11:19","date_gmt":"2014-12-26T15:11:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/tsunami-2004-dieci-anni-dopo\/"},"modified":"2023-01-17T13:02:02","modified_gmt":"2023-01-17T12:02:02","slug":"17402-tsunami-2004-dieci-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/17402-tsunami-2004-dieci-anni-dopo\/","title":{"rendered":"Tsunami 2004, dieci anni dopo"},"content":{"rendered":"<p>Migliaia di persone hanno partecipato in Indonesia a una cerimonia in ricordo delle oltre 230mila vittime dello tsunami che il 26 dicembre 2004 devast\u00f2 14 Paesi dell&#8217;Oceano Indiano.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Religiosi musulmani, sopravvissuti e soccorritori hanno pregato in un mega-raduno nella provincia di Aceh, vicina all&#8217;epicentro del sisma che provoc\u00f2 lo tsunami. Altre cerimonie sono previste anche in Thailandia e Sri Lanka.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il relitto di una nave da 2.600 tonnellate, trascinata a oltre due km dal litorale, campeggia a Banda Aceh, la capitale della provincia di Aceh, nell&#8217;isola indonesiana di Sumatra, diventata il simbolo dello tsunami che si abbatt\u00e9 dieci anni fa su una quindicina di Paesi affacciati sull&#8217;Oceano Indiano. A distanza di un decennio da quel terribile 26 dicembre, le aree colpite sono state completamente ristrutturate e la cerimonia per l&#8217;anniversario della tragedia offre l&#8217;occasione per fare il punto sui sistemi di sicurezza per evitare che simili catastrofi possano colpire ancora con la stessa intensit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo il tremendo maremoto circa 500 organizzazioni non governative si impegnarono in un gigantesco sforzo di ricostruzione, sostenuto con aiuti complessivi per 14 miliardi di dollari. Centinaia di migliaia di case sono state ricostruite e oggi le poche tracce dello tsunami ancora visibili sono quelle lasciate volontariamente per mantenere vivo il ricordo delle vittime, come il relitto della nave a Banda Aceh. Misure&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;imminente decimo anniversario del maremoto \u00e8 l&#8217;occasione per fare il punto sulle misure prese per cercare di limitare al massimo le perdite umane qualora si verificassero calamit\u00e0 naturali simili. Le autorit\u00e0 locali, soprattutto quelle indonesiane, snocciolano gli interventi di prevenzione effettuati in questi anni: migliori vie di fuga, piantagioni di mangrovie per frenare l&#8217;impatto delle onde, rifugi d&#8217;emergenza e un sistema coordinato di allarme che si avvale di boe collocate nell&#8217;Oceano Indiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questi sistemi di sicurezza, tuttavia, preoccupano gli esperti perch\u00e9 non sono ancora stati testati in situazioni di emergenza. In particolare i dubbi riguardano eventuali intoppi nella manutenzione e delle decisioni che spettano alle autorit\u00e0 locali. Peraltro, l&#8217;unico precedente \u00e8 tutt&#8217;altro che incoraggiante: nell&#8217;aprile 2012, quando un violento terremoto scosse il fondale marino in un punto vicino a quello del 2004, sia in Indonesia sia in Thailandia il sistema acustico di allarme lungo la costa rimase silente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricordiamo che il 26 dicembre 2004 il terzo terremoto pi\u00f9 potente mai registrato provoc\u00f2 un&#8217;onda di maremoto che uccise oltre 230mila persone in 14 Paesi affacciati sull&#8217;Oceano Indiano. Interi tratti di costa furono devastati, ma la zona pi\u00f9 colpita fu l&#8217;isola di Sumatra, la pi\u00f9 vicina all&#8217;epicentro del terremoto. La provincia di Aceh fu investita da onde alte 20 metri che provoc\u00f2 circa 180mila vittime. Da l\u00ec, il maremoto si propag\u00f2 in tutte le direzioni, raggiungendo la Thailandia (ottomila tra morti e dispersi) e poi India, Sri Lanka, Maldive e perfino la costa orientale dell&#8217;Africa. Il mare in alcuni punti penetr\u00f2 fino quasi a dieci km nell&#8217;entroterra, travolgendo qualunque cosa incontrasse sul suo cammino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Migliaia di persone hanno partecipato in Indonesia a una cerimonia in ricordo delle oltre 230mila vittime dello tsunami che il 26 dicembre 2004 devast\u00f2 14 Paesi dell&#8217;Oceano Indiano.<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":39233,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,22],"tags":[],"class_list":["post-39232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-dal-mondo"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39232"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39232\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}