{"id":39296,"date":"2014-12-29T13:09:36","date_gmt":"2014-12-29T12:09:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/bollicine-made-in-calabria-per-brindare-all-arrivo-del-2015\/"},"modified":"2023-01-17T13:02:05","modified_gmt":"2023-01-17T12:02:05","slug":"17436-bollicine-made-in-calabria-per-brindare-all-arrivo-del-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/17436-bollicine-made-in-calabria-per-brindare-all-arrivo-del-2015\/","title":{"rendered":"Bollicine &#8216;made in Calabria&#8217; per brindare all&#8217;arrivo del 2015"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 11.8181819915771px; line-height: 1;\">CATANZARO &#8211; San Silvestro da bere. Con spumanti calabresi doc.<\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Calabria e bollicine, un legame gi\u00e0 intenso che si rinsalda in occasione dei brindisi per il Capodanno 2015. E&#8217; ormai in costante crescita, tanto qualitativa quanto quantitativa, la produzione di spumanti nella regione. Sono tante le etichette &#8220;made in Calabria&#8221;, frutto della sapiente coltivazione di vitigni autoctoni come gaglioppo, magliocco e greco, che si possono spendere con onore sul mercato dei brindisi per l&#8217;anno che verr\u00e0. Dietro questi prodotti che cominciano a farsi strada, c&#8217;\u00e8, per\u00f2, l&#8217;impegno di aziende che, sebbene abbiano alle spalle un nome gi\u00e0 affermato nel panorama enoico calabrese e non solo, hanno comunque deciso di mettersi in gioco e di sperimentare in un segmento di mercato assolutamente non tradizionale che, anzi, spesso a torto, fa arricciare il naso a tanti, esperti e non, dal Pollino allo Stretto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marchi blasonati del panorama regionale come Ferrocinto, cui si deve il &#8220;Dov\u00ec brut&#8221;, anche in versione ros\u00e9, o iGreco (Gran cuv\u00e9 brut); e ancora Librandi (Almaneti brut e Rosaneti brut ros\u00e9), Santa Venere (SP1 brut ros\u00e9), Serracavallo (Alta quota, brut) e Statti (Ferdinando 1938) sono alcune delle cantine calabresi ad aver &#8220;spumantizzato&#8221; vitigni autoctoni misurandosi egregiamente con il metodo classico. Un percorso che sintetizza e racconta una cultura che fa leva su 11 mila ettari di vigneto sparsi sul territorio calabrese, a dimostrazione dei passi in avanti compiuti da una viticoltura che solo fino a un decennio addietro era considerata la cenerentola italiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una prima, incoraggiante, riprova della bont\u00e0 della strada intrapresa dai &#8220;magnifici sei&#8221;, si \u00e8 avuta in occasione dell&#8217;evento &#8220;Magna Grecia metodo classico&#8221;, presentato lo scorso autunno, agli operatori del settore e alla stampa specializzata, nello spazio espositivo di &#8220;Profondo Food&#8221; nel Padiglione 3F di Slow Food Calabria in occasione dell&#8217;ultima edizione del Salone del Gusto e di Terra Madre. Un&#8217;iniziativa promozionale in una vetrina internazionale importante realizzata insieme alla Regione Calabria e ad Unioncamere. &#8220;Si tratta di vini di ottima forma e crescita &#8211; ha commentato in quella occasione Giancarlo Gariglio, curatore di Slow Wine, la guida specializzata data alle stampe annualmente da Slow Food &#8211; che promettono di suscitare un certo interesse da parte del mercato&#8221;. Insomma le bollicine calabresi sembrerebbero pronte a puntare anche ai mercati internazionali per contribuire a raccontare, attraverso il gusto e la cultura del buon bere, le evoluzioni del vigneto Calabria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; San Silvestro da bere. 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