{"id":3963,"date":"2012-09-19T13:18:03","date_gmt":"2012-09-19T11:18:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3963"},"modified":"2023-01-17T13:37:03","modified_gmt":"2023-01-17T12:37:03","slug":"1084-segreti-e-misteri-della-raccolta-differenziata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1084-segreti-e-misteri-della-raccolta-differenziata\/","title":{"rendered":"Segreti e misteri della raccolta differenziata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha detto che manca una direttiva generale? Eccome se c&#8217;\u00e8! Qualunque cosa ti venga in mente di buttare, ma proprio ogni singola cosa e frazione di cosa, sappi che dal momento in cui la fai diventare immondizia ha un suo codice che determiner\u00e0 il suo destino e tutte le lavorazioni che pu\u00f2 o deve subire da quel momento in poi. Un esempio? Facile! Il 200301 (tanto per dirne uno) corrisponde al rifiuto urbano non differenziato, e da questo numero ne discendono altri per le sue frazioni: carta, vetro, plastica, metallo e via cos\u00ec, fino a voci particolari, come i &#8220;rifiuti da mercati&#8221;. Sono i <span color=\"#ffa500\">codici CER<\/span>, ossia &#8220;Catalogo Europeo dei Rifiuti&#8221;&#8230; S\u00ec, europeo. Pi\u00f9 generale di cos\u00ec! Tutto a posto allora?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UNA SPORCA FACCENDA <br \/>No, non \u00e8 tutto a posto. Come per i francobolli, le monete e i calciatori, abbiamo un catalogo europeo anche per i rifiuti e un indirizzo di politica europea sul recupero, il riutilizzo, il riciclo e il trattamento della spazzatura. Ma sta agli stati membri fare i conti con quello che possono fare della incredibile quantit\u00e0 di rifiuti urbani che produciamo, in media, in tutta Europa: tra i 500 e i 600 chili per abitante all&#8217;anno. In pratica, dieci di noi, ogni anno, producono immondizia equivalente al peso di un elefante africano. Siamo pi\u00f9 o meno 800 milioni&#8230; fate un po&#8217; voi i conti. <br \/>Dove vanno a morire gli elefanti. Sono 400 milioni di tonnellate l&#8217;anno che dovrebbero finire in quantit\u00e0 sempre minore in discarica, che \u00e8 il vero cimitero della spazzatura perch\u00e9 quello che finisce l\u00ec non pu\u00f2 pi\u00f9 essere recuperato n\u00e9 trasformato in qualcos&#8217;altro. L&#8217;alternativa alla discarica comprende tutto quello che riusciamo a ottenere <span color=\"#ffa500\">anche con la raccolta differenziata<\/span>, che permette di recuperare materie prime come l&#8217;alluminio, di riutilizzare la plastica, di ottenere nuova carta, di produrre fertilizzanti e addirittura prodotti molto efficaci nelle operazioni di bonifica di aree inquinate da varie lavorazioni industriali o, alla fine, tolto tutto quello che pu\u00f2 essere recuperato e riciclato, permette di avere del materiale da bruciare in un inceneritore che in questo modo produce calore (per il teleriscaldamento) o energia elettrica per le nostre case.<\/p>\n<div>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">A CHE PUNTO SIAMO <br \/> L&#8217;Europa ha dato degli obiettivi di massima per la gestione dei rifiuti urbani e la media nazionale dell&#8217;Italia (ignorando cio\u00e8 le differenze tra regione e regione) \u00e8 oggi abbastanza in linea con le indicazioni del 40% di raccolta differenziata. Per pura curiosit\u00e0, ci sono Paesi che ancora portano in discarica non il 60%, ma pi\u00f9 del 90% del loro pattume (Lituania, Polonia, Repubblica Ceca), ma ce ne sono altri fermamente attestati tra lo 0 e il 5% (Svizzera, Svezia, Olanda, Germania, Danimarca, Belgio). Come migliorare le nostre performance? Da una parte scegliendo il riutilizzo ogni volta che \u00e8 possibile: per l&#8217;acqua, \u00e8 meglio il vetro della plastica; per la spesa, meglio la borsa in cotone (o almeno il riutilizzo degli stessi sacchetti); per frutta e verdura, meglio quella sfusa di quella confezionata. Comportamenti pi\u00f9 attenti, insomma, permetterebbero di ridurre la quantit\u00e0 di spazzatura. <br \/> Ogni cosa al suo posto. Infine, tutto quello che va buttato, va attentamente separato. Non \u00e8 facile, perch\u00e9 spesso manca una vera informazione su perch\u00e9 e come trattare e separare i rifiuti di casa. Se ci fosse pi\u00f9 informazione, sarebbe facile capire che &#8220;un tovagliolo sporco non \u00e8 pi\u00f9 riciclabile?&#8221; non \u00e8 la domanda giusta: il tovagliolo sporco (e la carta usata per avvolgere il pesce, il sacchetto della frutta e via dicendo) non possono pi\u00f9 essere recuperati come carta perch\u00e9 sono &#8220;contaminati&#8221; (il termine \u00e8 forse un po&#8217; forte, ma \u00e8 quello in uso) da residui alimentari che compromettono il processo di riciclo. Possono per\u00f2 essere bruciati e recuperati come energia&#8230; <\/p>\n<p> In queste pagine vi raccontiamo le caratteristiche e la destinazione di alcune delle cose che sicuramente volete buttare via (tutta la plastica che vi trovate in casa dopo avere consumato la vostra ultima spesa) e perch\u00e9, se viaggiate in lungo e in largo per l&#8217;Italia, non potete fare troppo affidamento sui colori dei cassonetti per sapere dove buttare via il vostro sacchettino di spazzatura. Per tutto il resto&#8230; aspettiamo le vostre segnalazioni e le vostre domande per approfondire questa storia sporca e puzzolente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">www.focus.it<\/p>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha detto che manca una direttiva generale? Eccome se c&#8217;\u00e8! 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