{"id":39760,"date":"2015-01-13T08:47:38","date_gmt":"2015-01-13T07:47:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/estorsione-onoranze-funebri\/"},"modified":"2023-01-17T12:31:13","modified_gmt":"2023-01-17T11:31:13","slug":"17642-estorsione-onoranze-funebri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/17642-estorsione-onoranze-funebri\/","title":{"rendered":"Tentata estorsione ad un&#8217;azienda di onoranze funebri"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;REGGIO CALABRIA &#8211; I fatti sarebbero avvenuti circa otto mesi fa.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Tre persone sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria per tentata estorsione aggravata dalla modalit\u00e0 mafiosa. I tre, secondo l&#8217;accusa, avrebbero cercato di estorcere denaro al proprietario di un&#8217;agenzia di onoranze funebri nel maggio dello scorso anno.<\/p>\n<p> Il &#8216;sollecito di pagamento&#8217; sarebbe stato compiuto colpendo il titolare con calci e pugni ed intimandogli di pagare duemila euro per un preteso credito vantato e dicendo di dover esaudire una richiesta da alcuni detenuti. A finire in manette sono stati Francesco Ollio, 44 anni, Giovanni Spratico (45), e Giovanni Dario Valentino (38), tutti gi\u00e0 noti alle forze dell&#8217;ordine.   Le indagini dei carabinieri hanno riscontrato quanto era stato denunciato dalla vittima grazie all&#8217;analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell&#8217;esercizio commerciale ed ai tabulati telefonici delle utenze degli interessati. I tre, secondo l&#8217;accusa, hanno chiesto il denaro dicendo che era destinato a soggetti ristretti nel carcere di Reggio in cui era stato recluso il figlio di uno degli indagati. In seguito alle pressioni ricevute dai responsabili dell&#8217;intimidazione, la vittima aveva provato anche a rimettere la querela presentata, possibilit\u00e0 non accordata dal codice penale alla luce della procedibilit\u00e0 d&#8217;ufficio del reato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;REGGIO CALABRIA &#8211; I fatti sarebbero avvenuti circa otto mesi fa.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":39761,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-39760","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39760","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39760"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39760\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39761"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}