{"id":3977,"date":"2012-09-20T05:38:14","date_gmt":"2012-09-20T03:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=3977"},"modified":"2023-01-17T13:37:05","modified_gmt":"2023-01-17T12:37:05","slug":"1102-lazio-fiorito-denuncia-altri-consiglieri-pdl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1102-lazio-fiorito-denuncia-altri-consiglieri-pdl\/","title":{"rendered":"Lazio: Fiorito denuncia altri consiglieri Pdl"},"content":{"rendered":"<p>(AGI) &#8211; <strong>ROMA<\/strong> &#8211; &#8220;Io non ho rubato nulla di quello che mi viene addebitato&#8221;. E&#8217; la difesa dell&#8217;ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito, sentito ieri per oltre sette ore dai magistrati della Procura di Roma nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta per peculato sulla gestione dei fondi del partito. Nella seconda parte dell&#8217;atto istruttorio, invece, l&#8217;ex capogruppo del Pdl ha attaccato gli altri consiglieri regionali, puntando il dito contro spese e gestione di denaro a suo dire irregolari: &#8220;L&#8217;ho fatto perche&#8217; mi hanno accusato ingiustamente quando invece io so di essere pulito&#8221;. Dal canto suo, l&#8217;avvocato Carlo Taormina, difensore di Fiorito, ha aggiunto: &#8220;Abbiamo prodotto una corposa memoria e almeno due casse di documenti ed ora e&#8217; giusto che gli investigatori facciano i loro riscontri. Personalmente ho eccepito la qualificazione giuridica del reato. Il peculato, per me, non ha motivo di sussistere perche&#8217; i gruppi e i partiti sono soggetti privati, mentre si puo&#8217; discutere sull&#8217;appropriazione indebita.<br \/>&nbsp; In ogni caso, riteniamo di avere chiarito la situazione&#8221;.<\/p>\n<p>Stando a quanto si e&#8217; appreso in ambienti investigativi, Fiorito rimane al momento l&#8217;unico indagato in questa vicenda anche se e&#8217; probabile che gli accertamenti della procura si estendano presto ad altri soggetti politici. Ieri sera, alla fine di una giornata convulsa, in cui si sono rincorse le voci di imminenti dimissioni, Renata Polverini ha lascitoa il ministero dell&#8217;Interno dove, come aveva annunciato, si e&#8217; recata per parlare con il Ministro Anna Maria Cancellieri e &#8220;capire i tempi&#8221; che le dimissioni e le conseguenti nuove elezioni richiederebbero. Prima di questo, pero&#8217;, un colloquio con Silvio Berlusconi avrebbe rassicurato Polverini sul fatto che l&#8217;ex presidente del consiglio e tutto il Pdl sono con lei. Le certezze sul futuro della giunta del Lazio rimangono tuttavia scarse. La governatrice avrebbe infatti condizionato la sua permanenza a viale Colombo alle risposte che attende da Silvio Berlusconi: mani libere sul Consiglio Regionale e, soprattutto, sul futuro di Francesco Battistoni, capogruppo del Pdl di cui Polverini chiede da giorni le rimozione. Questa la condizione che, stando a quanto si apprende da fonti del Pdl romano, avrebbe posto la Presidente per rinunciare alle dimissioni e, di conseguenza, evitare al partito nuove elezioni nel bel mezzo della campagna elettorale per le politiche. Anche perche&#8217; l&#8217;articolo 44 dello statuto regionale parla chiaro: le dimissioni volontarie del Presidente comportano le dimissioni della giunta e lo scioglimento del consiglio regionale.<\/p>\n<p>Meno semplice, invece, la destituzione del presidente del Consiglio Regionale Mario Abruzzese, altra condizione richiesta inizialmente da Polverini. Troppo lunghi i tempi e tortuoso l&#8217;iter per rimuovere il numero uno alla Pisana. Su questo punto, quindi, la governatrice avrebbe fatto un passo indietro. Berlusconi, durante un colloquio con la governatrice, avrebbe preso in mano la situazione, assicurando alla Polverini tutto il suo sostegno e quello del partito e chiedendole di non dimettersi, di attendere ed evitare decisioni affrettate.<br \/>&nbsp; E dire che, proprio ieri, la conferenza dei presidenti dei gruppi alla Pisana aveva convocato una seduta straordinaria, da tenersi venerdi&#8217;, per l&#8217;approvazione della drastica &#8216;spending review&#8217; chiesta dalla Polverini.<\/p>\n<p>A far scattare l&#8217;aut aut della Presidente e&#8217; stata, riferiscono le stesse fonti, la consapevolezza che rimanere al suo posto senza voce in capitolo sul gruppo consiliare del Lazio, avrebbe significato lasciarsi travolgere dal fango che tutta la vicenda Fiorito porta con se&#8217; e che fa tremare il partito a livello nazionale. Anche perche&#8217; nel rincorrersi delle voci, alla Pisana come a Montecitorio, c&#8217;e&#8217; gia&#8217; qualcuno che parla di assessori regionali, tre in particolare, che starebbero per essere direttamente toccati dall&#8217;inchiesta. Su questo Polverini sarebbe stata netta con lo stesso Berlusconi al quale, nel corso di un colloquio avrebbe detto: &#8220;Non ci sto&#8221;. La governatrice, d&#8217;altra parte, non ha mai negato di voler mettersi alla prova anche a livello nazionale.<br \/>&nbsp; Se la rottura con il Pdl dovesse consumarsi con le dimissioni dalla Presidenza della Regione, Polverini non avrebbe alcun problema ad avvicinarsi al progetto di Grande Centro a cui lavora Casini, portando come dote la sua Citta&#8217; Nuove, la lista civica presentata in occasione delle ultime amministrative.<\/p>\n<p>Con il leader dell&#8217;Udc il rapporto e&#8217; ottimo, come confermato nei giorni scorsi dallo stesso Casini che, dopo il duro intervento della governatrice alla Pisana, ha detto: &#8220;Polverini ha tutto il mio consenso, e&#8217; stata coraggiosa&#8221;. .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(AGI) &#8211; ROMA &#8211; &#8220;Io non ho rubato nulla di quello che mi viene addebitato&#8221;. 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