{"id":40062,"date":"2015-01-22T05:16:16","date_gmt":"2015-01-22T04:16:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/operazione-medical-market-ci-vai-alla-conferenza\/"},"modified":"2023-01-17T12:31:32","modified_gmt":"2023-01-17T11:31:32","slug":"17802-operazione-medical-market-ci-vai-alla-conferenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/17802-operazione-medical-market-ci-vai-alla-conferenza\/","title":{"rendered":"Truffa, corruzione e infanticidio: operazione a Cosenza, coinvolte 144 persone"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Avrebbero provocato falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni provocando la morte di un nascituro.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>L&#8217;operazione Medical Market scattata all&#8217;alba di stamane ha portato alla notifica di sette ordinanze di custodia cautelare. I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Polizia Stradale di Cosenza insieme alle Fiamme Gialle bruzie sulla base delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Castrovillari che hanno consentito di accertare una truffa ordita ai danni di alcune assicurazioni e dell&#8217;INPS da due milioni di euro. Nell&#8217;inchiesta sono state coinvolte ben 144 persone, 99 per falsi incidenti e 45 per invalidit\u00e0 fittizie. Quattro sono state poste agli arresti domiciliari, due all&#8217;obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre un avvocato coinvolto nell&#8217;attivit\u00e0 criminale \u00e8 stato sospeso dalla professione forense. Gli indagati sono accusati a vario titolo di omicidio volontario, falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il sodalizio criminale composto da medici, legali, tecnici di laboratorio e semplici cittadini si avvaleva della struttura dell&#8217;Ospedale di Corigiliano Calabro per truffare assicurazioni ed INPS attraverso false certificazioni mediche. I profitti dell&#8217;attivit\u00e0 fraudolenta venivano poi spartiti tra i complici. Gli arrestati posti alla detenzione domiciliare sono accusate di infanticidio. Nel 2012 pare infatti che Stefania Russo una trentasettenne di Corigliano , al settimo mese di gravidanza, abbia intenzionalmente, con l&#8217;aiuto di un&#8217;amica del posto, la 42enne Nunziatina Falcone, <strong>provveduto a far fuoriuscire il feto attraverso pinzamento per poi recarsi d&#8217;urgenza al Pronto Soccorso dichiarando di essere vittima di un incidente stradale.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il medico di turno, il 54enne Saverio Garasto, avrebbe indotto la paziente al parto prematuro e <strong>nonostante il bimbo fosse nato vivo, cosa testimoniata da un ginecologo presente in sala che avrebbe dichiarato di aver visto che il neonato muoveva le manine, non avrebbe provveduto a tagliare il cordone ombelicale, dare ossigeno ed assistenza per causarne volontariamente, con il consenso della partoriente, il decesso.&nbsp;<\/strong>Lo stesso medico avrebbe poi fatto presente che gli ematomi sul corpo della donna sembravano verosimilmente compatibili con percosse e non con ferite riportate a seguito di incidenti stradali. Percosse di un&nbsp;Il tutto sotto la supervisione e coordinamento di Pietro Andrea Zagaro un procacciatore d&#8217;affari pregiudicato 33enne di Corigliano il quale si sarebbe speso per fornire tutta la documentazione per ottenere il risarcimento bloccato invece dall&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine. Un episodio agghiacciante, confermato dall&#8217;autopsia, che sintetizza il modus operandi dell&#8217;organizzazione criminale. Non si tratterebbe infatti di un caso isolato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo quanto emerso dalle intercettazioni, pare che alcune gestanti, tutte italiane, proseguissero la propria gravidanza per poi abortire fingendo di essere state coinvolte in incidenti stradali. Ovviamente pi\u00f9 le donne erano prossime al parto, maggiore era il risarcimento. L&#8217;alto numero di casi verificatisi nella sibaritide in un breve arco temporale ha insospettito le forze dell&#8217;ordine che a seguito di una collaborazione interforze hanno sventato il macabro business. Il medico ortopedico P. L. ed il radiologo D. P. G., sottoposti oggi ad obbligo di firma, avrebbero invece contribuito attraverso studi legali di Mesoraca e Corigliano a <strong>certificare incidenti mai avvenuti attribuendo a pazienti sani, nonch\u00e8 casalinghe vittime di incidenti domestici, patologie invalidanti con l&#8217;utilizzo di radiografie e referti archiviati in ospedale di altre persone completamente estranee ai fatti.<\/strong> I due medici ricevevano del denaro per attestare ricoveri in Pronto Soccorso mai avvenuti, mentre l&#8217;avvocatessa 45enne B. F., oggi sospesa dall&#8217;albo, si occupava di far andare le pratiche a buon fine ed ottenere risarcimenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Affetti apparentemente da patologie psichiatriche e traumatologiche, invece, ben 45 persone avrebbero ottenuto illegittimamente dall&#8217;INPS dopo dei ricorsi gestiti da un patronato coriglianese ed un creativo avvocato, pensioni di invalidit\u00e0 ed accompagnamento non dovute. Malattie certificate da un medico in forze anch&#8217;egli presso l&#8217;ospedale di Corigliano il quale<strong> pur risultando essere presente in struttura, grazie a qualcuno che per suo conto timbrava il cartellino, in pi\u00f9 occasioni \u00e8 stato sorpreso in altri luoghi. In un episodio il professionista sarebbe stato individuato addirittura in casa propria a guardare le partite di calcio in tv. <\/strong>Le visite specialistiche attestanti le false patologie avvenivano in strutture pubbliche ad un prezzo variabile dai 50 ai 600 euro.<strong><br \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>VIDEO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"k2_video\">\n<div class=\"k2_video_caption\">VIDEO DELL&#8217;OPERAZIONE<\/div>\n<p> {mp4}17802{\/mp4}<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Avrebbero provocato falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni provocando la morte di un nascituro.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":40063,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-40062","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40062","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40062"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40062\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40063"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}