{"id":4022,"date":"2012-09-20T11:40:36","date_gmt":"2012-09-20T09:40:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=4022"},"modified":"2023-01-17T13:37:10","modified_gmt":"2023-01-17T12:37:10","slug":"1148-reggio-ass-ardua-reggio-ormai-e-citta-perduta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1148-reggio-ass-ardua-reggio-ormai-e-citta-perduta\/","title":{"rendered":"Reggio, ass. Ardua: &#8221;Reggio ormai \u00e8 citt\u00e0 perduta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">REGGIO CALABRIA &#8211; Di seguito nota dell&#8217;associazione Arua: Terra di infanti, affamati, corrotti, governanti impiegati di agrari, prefetti codini, avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti, tra case coloniali scrostate ormai come chiese. (P.P.Pasolini, Alla mia Nazione)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sensazione di meraviglia \u00e8 tanta. Sembra di essere stati improvvisamente catapultati in una realt\u00e0 virtuale. Reggio, oggi, \u00e8 pi\u00f9 che mai una citt\u00e0 perduta e questa, per molti, \u00e8 una verit\u00e0 pagata a prezzi altissimi. Perch\u00e9 essere costretti a pensare di dovere lasciare casa e affetti non \u00e8 solo triste ma \u00e8 una angoscia che opprime ogni giorno.<br \/>In passato la citt\u00e0, per le condizioni di degrado morale e culturale cui era arrivata, \u00e8 stata definita \u201cdolente\u201d, \u201cimplosiva\u201d. <br \/>Nessuno avrebbe mai pensato, per\u00f2, di assistere ad un giorno in cui da questo stato di cose, probabilmente il livello pi\u00f9 basso che la citt\u00e0 abbia mai raggiunto nella sua storia recente, si potesse pensare di uscirne dando un colpo di spugna alle ragioni che ne sono state causa. Addirittura prendendosi per mano, tutti insieme, indistintamente. Una realt\u00e0, quella di Reggio, che non \u00e8 figlia di illazioni, invenzioni mediatiche, millanterie da bottega ma, al contrario, \u00e8 un quadro ignobile certificato anche da istituzioni terze e imparziali.<br \/>Non si pu\u00f2 insultare l\u2019intelligenza e la dignit\u00e0 di quanti le conseguenze, di questa drammatica condizione, le stanno ancora subendo e pagando sulla propria pelle. Da anni.<br \/>Quel manifesto ci appare una operazione surreale. Come se, all&#8217;indomani della seconda guerra mondiale, la classe dirigente della Germania nazista, sopravvissuta al conflitto, avesse sottoscritto un appello contro la criminalizzazione dello stato tedesco insieme agli alleati e ai rappresentanti delle comunit\u00e0 ebraiche, dei rom, degli omosessuali&#8230;Non funziona cos\u00ec. Noi pensiamo che bisogna essere di parte, come affermava Gramsci. Vittime e carnefici possono stare insieme solo dopo un processo di assunzione di responsabilit\u00e0 di questi ultimi. Mai facendo finta che nulla sia accaduto, o come se il nemico sia tutto fuori di noi. Perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, ne risulterebbe una operazione culturale di cancellazione della memoria collettiva, la distruzione di un patrimonio di storia; una frattura nel continuum della vita di una comunit\u00e0 millenaria. Un&#8217;altra frattura, l&#8217;ennesima, che rischia di incrinare qual poco che resta di tessuto connettivo fra le diverse componenti del villaggio reggino. Perch\u00e9, secondo noi, non \u00e8 solo la &#8216;ndrangheta l&#8217;oggetto di discussione, ma anche il livello morale e civile di una societ\u00e0. La nostra.<br \/>Vogliamo aggrapparci ad una, ormai, sempre pi\u00f9 esile speranza: quella che ci vuole far vedere un lato positivo nel manifesto di qualche giorno fa e nelle centinaia di nomi che lo hanno sottoscritto. Vogliamo sforzarci di pensare che molti altri, come noi, si siano interrogati, lo stiano ancora facendo, su contenuti, forma, tempi, opportunit\u00e0, convenienze, buona fede, ragioni personali, interessi, che hanno portato a quel documento e a quelle firme. Da piccola Associazione culturale che si sforza di operare in ambito Educativo, vorremmo prendere quel documento come un inizio per un serio confronto sulla citt\u00e0. Distinguendo per\u00f2 le storie di ciascuno, tutte rispettabili, ma non uguali. Non vogliamo appropriarci di nessuno ma non siamo sicuri che avremmo trovato il nome di don Milani sotto quel manifesto. E anche noi, come il Priore di Barbiana, vorremmo provare, umilmente, a seminare contrasti, discussioni, opposti schieramenti di pensiero&#8230;nel tentativo di elevare il livello degli argomenti e di conversazione del nostro popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Strill.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Di seguito nota dell&#8217;associazione Arua: Terra di infanti, affamati, corrotti, governanti impiegati di agrari, prefetti codini, avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! 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