{"id":40233,"date":"2015-01-28T07:49:04","date_gmt":"2015-01-28T06:49:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sgoimbero-canossiane-lettera-dei-cattolici-assemblea-domani\/"},"modified":"2023-01-17T12:31:41","modified_gmt":"2023-01-17T11:31:41","slug":"17889-sgoimbero-canossiane-lettera-dei-cattolici-assemblea-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/17889-sgoimbero-canossiane-lettera-dei-cattolici-assemblea-domani\/","title":{"rendered":"Le suore vogliono sgomberare le Canossiane, i cattolici cosentini chiedono spiegazioni"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Non importa se in pieno inverno oltre cento persone, tra cui donne e bambini, saranno costrette a vivere in strada. Le &#8216;sorelle&#8217; dell&#8217;Ordine delle Figlie della Carit\u00e0 rivogliono il palazzo che avevano abbandonato. Subito.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>I cattolici cosentini chiedono il perch\u00e8 di questa violenta presa di posizione in una lettera aperta. &#8220;La nostra radice \u00e8&nbsp; &#8211; scrive il gruppo religioso &#8211; nell\u2019associazionismo ecclesiale, cui gran parte di noi aderisce fin dalla propria infanzia. Nel nostro impegno sociale per\u00f2 <strong>ci siamo trovati varie volte ed in vari campi (attenzione verso i poveri, gli immigrati, beni comuni, economia solidale e finanza etica) a collaborare con diversi tra gli occupanti dell\u2019istituto di vostra propriet\u00e0 a Cosenza.<\/strong> \u00c8 innegabile che l\u2019occupazione dello stabile sia riuscita a porre in evidenza un problema reale e profondo nella nostra citt\u00e0, l\u2019emergenza abitativa, provando a fornire una risposta concreta ad esigenze immediate di oltre cento persone. Ci\u00f2 al di l\u00e0 delle opinioni sul metodo di lotta scelto e delle modalit\u00e0 di gestione dell\u2019occupazione, rispetto alle quali tra noi stessi esistono punti di vista non concordi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, stiamo ricevendo da pi\u00f9 parti richieste di <strong>adesione ad appelli di solidariet\u00e0 a questa esperienza di occupazione, che rischia di terminare bruscamente con uno sgombero da parte delle forze dell\u2019ordine. In tutti questi appelli non manca un passaggio di denuncia verso il ruolo che il vostro Ordine riveste in questa vicenda.<\/strong> <strong>In sostanza vi si accusa di schierarvi dalla parte dei \u201cmercanti\u201d, imprenditori desiderosi di trasformare l\u2019istituto in una clinica privata.<\/strong> Saprete senz\u2019altro che quello della sanit\u00e0 privata \u00e8 un settore molto delicato nella nostra regione, per molti aspetti considerato un grande affare sul quale mettere le mani. Noi conosciamo la storia delle Figlie della Carit\u00e0, cui apparteneva anche Santa Giuseppina Bakita (la quale proveniva dal Sudan, la stessa terra di origine di molti rifugiati e richiedenti asilo), e de<strong>ll\u2019istituto di Cosenza, al cui sostentamento nel corso degli anni hanno contribuito molti cosentini.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sentiamo l\u2019esigenza di <strong>chiedervi di esporre i motivi delle vostre scelte e delle vostre prese di posizione in questa vicenda. Vi chiediamo di farlo pubblicamente, perch\u00e9 la questione sollevata \u00e8 pubblica, ed investe ed interroga la comunit\u00e0 credente della nostra citt\u00e0.<\/strong> Siamo certi che coglierete l\u2019esigenza di una testimonianza di carit\u00e0 chiara, non adducendo a motivo delle vostre scelte discorsi legalitari, anche perch\u00e9 <strong>il solo fatto che torni sulla strada gran parte delle persone attualmente accolte presso il vostro istituto violerebbe diversi tra i pi\u00f9 elementari diritti costituzionali<\/strong>. N\u00e9 si rivelerebbero utili soluzioni tampone come quelle messe in atto al termine di un\u2019altra recente <strong>e triste esperienza di occupazione di un ex-istituto religioso a Cosenza, quello del Sacro Cuore del Verbo Incarnato.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riteniamo che l\u2019imminente apertura di un tavolo presso la Prefettura abbia ampie possibilit\u00e0 di concludersi positivamente, se tutte le parti in causa porranno davvero al centro l\u2019attenzione verso gli ultimi e riusciranno ad unire gli sforzi verso l\u2019obiettivo di una reale accoglienza.<strong> A Torino, l\u2019occupazione da parte di profughi di una palazzina in disuso di propriet\u00e0 dell\u2019ordine dei Salettiani ha condotto proprio in questi giorni alla creazione di una cordata di solidariet\u00e0 che riunisce, tra gli altri, curia e centri sociali.<\/strong> Siamo convinti che da questa vicenda sia possibile trarre frutti molto positivi per una terra, una citt\u00e0 che ha grandissimi problemi e contraddizioni, ma che nella storia ha spesso mostrato di sapere cosa significhi la parola \u201caccoglienza\u201d&#8221;.&nbsp; Intanto in attesa della riunione che si terr\u00e0 Venerd\u00ec alla presenza del Prefetto \u00e8 stata indetta dagli occupanti un&#8217;assemblea pubblica che si terr\u00e0 <strong>domani a partire dalle 17.300 presso l&#8217;ex istituto Canossiane di viale della Repubblica<\/strong> per discutere delle minacce di sgombero che da giorni preoccupano gli abitanti dello stabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Un anno e mezzo fa &#8211; si legge in una nota di Prendocasa Cosenza &#8211;<strong> circa 100 persone senza casa, di tutte le nazionalit\u00e0, hanno occupato l\u2019istituto delle canossiane abbandonato da circa 3 anni.<\/strong> Una risposta dal basso alla disperazione di non avere una casa, un tetto, un semplice posto dove potere \u201cvivere\u201d. Single e famiglie che rappresentano solo una minuscola parte di quell\u2019esercito di oltre 700 mila persone che avrebbe diritto ad una casa popolare, mentre si susseguono giornalmente scandali ed inchieste che svelano la gestione clientelare e criminale delle risorse destinate all\u2019edilizia pubblica e sociale in Calabria. <strong>Dal basso, senza chiedere favori al signorotto della politica locale che da anni controlla l\u2019aterp, senza pagare soldi a qualche ramo della malavita, i senza casa di questa citt\u00e0 si sono organizzati nel comitato Prendocasa e si sono ripresi un pezzo di vita, dignit\u00e0 e reddito.<\/strong> Chiss\u00e0 quanti, in questi anni feroci della crisi economica, non possono pi\u00f9 permettersi l\u2019affitto o il mutuo e vivono nella disperazione e solitudine la loro condizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tutti questi <strong>la politica non ha dato risposte o, peggio, ha preferito rassicurare costruttori e grandi proprietari garantendo che qualsiasi occupazione, anche in presenza di condizioni di necessit\u00e0, debba essere punita, sanzionata e si debbano negare perfino residenza, acqua e corrente<\/strong> (piano casa Lupi accolto anche da Occhiuto)<strong>. Eppure basterebbe poco: destinare i tanti immobili pubblici vuoti a scopo abitativo, investire in edilizia pubblica, requisire qualche palazzone vuoto lasciato costruire ai ras del cemento locale.<\/strong> Cose semplici ma che presuppongono un\u2019autonomia della politica locale dal cemento e dai palazzinari, cose rare a queste latitudini. Nel cuore di una citt\u00e0 ipercementificata come Cosenza, in cui gran parte degli immobili sono vuoti per permettere la proliferazione della speculazione immobiliare, sono nati piccoli fiori resistenti, <strong>case abitate da chi altrimenti sarebbe su una strada, in sintonia anche con quel messaggio cattolico radicale e forte che fece dire a Bergoglio&#8221;I conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi&#8221;, &#8220;non sono nostri, sono per la carne di Cristo che sono i rifugiati. Il Signore chiama a vivere con generosit\u00e0 e coraggio l&#8217; accoglienza nei conventi vuoti&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sappiamo bene che la garanzia del diritto alla casa spetta alla politica e alle istituzioni, non abbiamo mai chiesto alla Chiesa di sopperire alle mancanze della politica. Per tutto ci\u00f2, ormai da anni, chiediamo l\u2019apertura di una tavolo straordinario sull\u2019emergenza abitativa in questa regione, per sbloccare le graduatorie e riscrivere le regole dell\u2019assegnazioni includendo le nuove povert\u00e0 sorte durante la crisi. Questo venerd\u00ec ci ritroveremo allo stesso tavolo con la Prefettura, l\u2019amministrazione comunale e quella regionale per iniziare questo difficile percorso<strong>. Tuttavia troviamo assurdo che chi ha scelto un percorso di fratellanza, povert\u00e0 e amore, come recitano i dettami cattolici, non solo ignorano il monito del Papa ma facciano anche pressioni per una soluzione violenta non tenendo neanche conto dalla volont\u00e0 gi\u00e0 espressa, da parte di alcune istituzioni, di acquisire lo stabile per permettere ai senza casa di conquistare finalmente un loro sacrosanto diritto.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi l\u2019ordine del<strong>le Canossiane, come ieri quello del Verbo incarnato, si schierano dalla parte dei mercanti, dalla parte di qualche imprenditore cosentino che sembra voglia coprire di milioni d\u2019euro le sorelle per trasformare l\u2019ex istituto in una bella clinica privata.<\/strong> <strong>Nella citt\u00e0 delle inchieste sull\u2019Aterp e sull\u2019ex giunta regionale per la \u201cmala gestione\u201d dell\u2019edilizia sociale il problema sono gli occupanti delle Canossiane?<\/strong> A questa citt\u00e0, da sempre accogliente e solidale, chiediamo di darci una mano, di esprimerci la solidariet\u00e0 con una semplice firma e attraverso la condivisione degli hashtag<span class=\"fsl\"><span class=\"text_exposed_show\">: #IoStoConLeCanossianeOccupate e #NoAlloSgombero<\/span><\/span>. Noi, da parte nostra, continueremo la lotta per il diritto ad una casa e contro lo spreco delle risorse ed il clientelismo e chiediamo che la soluzione debba essere una soluzione politica. <strong>Servono case e non nuovi senza casa&#8221;.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Non importa se in pieno inverno oltre cento persone, tra cui donne e bambini, saranno costrette a vivere in strada. Le &#8216;sorelle&#8217; dell&#8217;Ordine delle Figlie della Carit\u00e0 rivogliono il palazzo che avevano abbandonato. 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