{"id":4064,"date":"2012-09-23T06:51:57","date_gmt":"2012-09-23T04:51:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=4064"},"modified":"2023-01-17T13:37:15","modified_gmt":"2023-01-17T12:37:15","slug":"1192-sidney-fissato-ad-aprile-il-processo-a-giuseppe-di-cianni-il-mostro-di-sidney","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1192-sidney-fissato-ad-aprile-il-processo-a-giuseppe-di-cianni-il-mostro-di-sidney\/","title":{"rendered":"Sidney, fissato ad aprile il processo a Giuseppe Di Cianni: il &#8220;mostro&#8221; di Sidney"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Quel killer del Sud. Giuseppe Di Cianni, il 66enne nativo di San Marco Argentano, trapiantato da una vita in Autralia, soprannominato dai giornali autraliani &#8220;il mostrro di Sidney&#8221; verr\u00e0 processato nel prossimo mese di &lt;aprile. Insieme a lui, sotoo la lente d&#8217;ingrandimento della polizia, \u00e8 finita anche Josephine Pintabona,. I due sono accusati di aver ucciso i fratelli Mario e Albert Frisoli, imprenditori e soci in affari di Di Cianni, assassinati nella loro villetta di Rozzelle, un sobborgo di Sidney.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA CATTURA:<\/strong> Come in un labirinto, i fili d\u2019una inchiesta australiana su un duplice omicidio portavano in Italia, nel Cosentino, fino ad annodarsi attorno a San Marco Argentano, nella Valle dell\u2019Esaro. Era l\u00ec che bisognava cercare il sessantaquattrenne Giuseppe Di Cianni. Ed \u00e8 l\u00ec che lo hanno effettivamente trovato i poliziotti del questore Alfredo Anzalone. Da alcuni giorni, i detective della Sezione criminalit\u00e0 straniera della Mobile lo stavano braccando dopo aver ricevuto la segnalazione dall\u2019Interpol. La caccia all\u2019uomo, diretta dal commissario capo Antonio Miglietta, s\u2019\u00e8 conclusa il 19 agosto del 2010, di primo mattino, quando gl\u2019investigatori hanno bussato all\u2019uscio di casa Di Cianni per notificargli il mandato di cattura internazionale. L\u2019uomo ha aperto e ha subito capito, consegnandosi senza opporre resistenza. Dopo le formalit\u00e0 di rito \u00e8 stato rinchiuso nel carcere di Cosenza, in attesa che la Corte d\u2019appello di Catanzaro definisca la pratica di estradizione. Di Cianni era tornato al paese poco pi\u00f9 d\u2019un anno fa, avviando una piccola azienda agricola. Agli amici aveva semplicemente raccontato d\u2019essersi stancato della vita in Australia, la terra che l\u2019aveva accolto da bambino e che gli aveva consentito anche un discreta carriera imprenditoriale. Ma del resto non aveva detto nulla. Nessuno sapeva a San Marco che Giuseppe era scappato subito dopo l\u2019omicidio del suo ex socio in affari, Albert Frisoli e del fratello Mario. A tre giorni dalla scoperta di quel duplice delitto, il sessantaquattrenne s\u2019imbarc\u00f2 su un aereo in partenza da Sydney per l\u2019Italia e spar\u00ec. Ufficialmente avrebbe dovuto sottoporsi ad una cura contro il cancro, a Roma. Una terapia lunga tre mesi. Quindi, sarebbe rientrato. In quei giorni, per la polizia australiana, Di Cianni era solo una persona d\u2019interesse investigativo. Non c\u2019era nulla contro di lui per trattenerlo. Solo sospetti. Poi, per\u00f2, l\u2019inchiesta \u00e8 approdata all\u2019ipotetica verit\u00e0 e il sessantaquattrenne \u00e8 stato formalmente incriminato per quel duplice delitto. Giuseppe Di Cianni e, una delle vittime, Albert Frisoli divennero soci in affari nel 1998 costituendo un gruppo di societ\u00e0 nel settore dell\u2019edilizia. Il rapporto tra i due, per\u00f2, si sarebbe inasprito dopo appena due anni e un patrimonio di circa quattro milioni di dollari fu sbriciolato dai debiti. Di Cianni, per\u00f2, non la prese bene e trascin\u00f2 in giudizio, davanti alla Corte federale, l\u2019ex partner, accusandolo di frode. L\u2019imprenditore imputava ad Albert Frisoli la falsificazione delle firme sui documenti che trasferivano la propriet\u00e0 delle societ\u00e0 gestite in compartecipazione e finite il liquidazione. Una battaglia giudiziaria, cominciata nel 2006. In quello stesso anno Frisoli intent\u00f2 una causa contro Di Cianni e il figlio Robert. Il 15 giugno dello scorso anno avrebbe dovuto deporre in aula il ricercato. Qualche mese prima, invece, il giudice Reginald Barret, che stava trattando il processo contro Albert Frisoli, pur riconoscendo l\u2019esistenza di \u201ccircostanze sospette\u201d aveva anticipato di non essere ancora in grado di determinarsi in un giudizio conclusivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ACCUSA:<\/strong> Secondo gl\u2019inquirenti australiani, Di Cianni non aveva perdonato a Frisoli d\u2019avergli portato via il suo patrimonio. E cos\u00ec, la sera del 6 maggio dello scorso anno, l\u2019uomo si sarebbe recato a casa di Albert Frisoli per quello che, probabilmente, doveva essere un chiarimento. E, invece, fu una strage. Di Cianni avrebbe ucciso, a distanza di qualche ora, Albert e il fratello Mario. I due furono massacrati a Rozelle, una citt\u00e0 che sorge a ovest di Sydney. Di Cianni raggiunse l\u2019abitazione dei Frisoli in Goodsir street, poco prima delle 19. In casa trov\u00f2 Albert, gli parl\u00f2, rivoleva le sue propriet\u00e0. Sconvolto dalla rabbia, avrebbe afferrato un coltello da cucina e ammazz\u00f2 il rivale. Neanche il tempo di comprendere quello che era appena accaduto che arriv\u00f2 Mario Frisoli. L\u2019uomo vide il fratello disteso sul pavimento in una pozza di sangue ma non ebbe il tempo di reagire perch\u00e8 Di Cianni accoltell\u00f2 anche lui. La polizia giunse nella casa degli orrori, solo il giorno dopo. Era stato un vicino a scoprire i cadaveri e a lanciare l\u2019allarme. Gl\u2019investigatori rinvennero sulla scena del delitto un coltello e una teste raccont\u00f2 che uno dei suoi figli aveva trovato in un parco vicino al luogo del massacro, una maglietta insanguinata. I detective guidati guidati da Peter Bailey cercarono l\u2019assassino tra gli amici delle vittime, indagando pure nei loro affari e nella loro vita privata. Un\u2019inchiesta che ha finito per puntare su un unico responsabile: Giuseppe Di Cianni, appunto. La storia dei Frisoli era stata segnata da altre tappe dolorose. Nel maggio del 1958, Nicke Frisoli, il padre di Albert e Mario, uccise il cugino, Leonardo Di Biccari, durante una lite per motivi d\u2019interesse. Lo stesso Nick fu ucciso nel 1998. Il suo corpo senza vita venne gettato nel fiume Murrumbidgee, vicino a Wagga Wagga. Un delitto che \u00e8 rimasto senza colpevoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Quel killer del Sud. Giuseppe Di Cianni, il 66enne nativo di San Marco Argentano, trapiantato da una vita in Autralia, soprannominato dai giornali autraliani &#8220;il mostrro di Sidney&#8221; verr\u00e0 processato nel prossimo mese di &lt;aprile. Insieme a lui, sotoo la lente d&#8217;ingrandimento della polizia, \u00e8 finita anche Josephine Pintabona,. I due sono accusati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":2049,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42,5],"tags":[],"class_list":["post-4064","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza","category-old"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4064"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4064\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2049"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}