{"id":40998,"date":"2015-02-19T11:55:28","date_gmt":"2015-02-19T10:55:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/per-usura-a-novembre-gli-furono-sequestrati-beni-per-4-milioni-di-euro-arrestato-a-livorno-il-69enne-mike-fedele\/"},"modified":"2023-01-17T12:32:25","modified_gmt":"2023-01-17T11:32:25","slug":"18288-per-usura-a-novembre-gli-furono-sequestrati-beni-per-4-milioni-di-euro-arrestato-a-livorno-il-69enne-mike-fedele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/18288-per-usura-a-novembre-gli-furono-sequestrati-beni-per-4-milioni-di-euro-arrestato-a-livorno-il-69enne-mike-fedele\/","title":{"rendered":"Per usura a Novembre gli furono sequestrati beni per 4 milioni di euro. Arrestato a Livorno Mike Fedele"},"content":{"rendered":"<p>LIVORNO &#8211; A distanza di poco pi\u00f9 di 3 mesi dalla parziale conclusione dell\u2019attivit\u00e0 investigativa, alle prime ore di questa mattina i carabinieri di Livorno lo hanno tratto in arresto, su ordine di custodia cautelare emesso dal Gip. &nbsp;&#8216;Potrebbe colpire ancora&#8217;.&nbsp;20 anni fa considerato vicino ai Piromalli<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>E&#8217; stato arrestato stamani dai carabinieri di Livorno per usura, Michelangelo &#8216;Mike&#8217; Fedele, 69 anni di Rizziconi (Reggio Calabria) al quale nel novembre 2014, al termine dell&#8217;operazione &#8216;Mike Real estate&#8217;, furono sequestrati beni per oltre 4 milioni di euro e gli fu applicata la misura di divieto di dimora nella provincia di Livorno. Il provvedimento di arresto e&#8217; stato eseguito dai militari su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, per il pericolo concreto che l&#8217;uomo possa reiterare il reato ed avvicinare le vittime dell&#8217;usura. La trappola usuraia messa in piedi da Fedele, era nascosta dentro al contratto preliminare di vendita dell\u2019immobile che chi era in difficolt\u00e0 economiche offriva, o veniva indotto ad offrire, a garanzia del patto stipulato con Fedele, da dieci al centro delle indagini di diverse Procure. Era all\u2019interno di questo accordo che si sarebbe celato il trucco &#8211; almeno agli occhi della giustizia &#8211; del patto criminale che l\u2019imprenditore di origini calabresi stringeva con le sue vittime fino a strangolarle economicamente nel momento in cui l\u2019accordo non veniva rispettato.<\/p>\n<p>La misura \u00e8, aggravata anche dal divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi. Fedele, secondo indagini di carabinieri e guardia di finanza, avrebbe prestato denaro a tassi usurai (solitamente pari al 100%) attraverso un meccanismo apparentemente lecito: i prestiti erano infatti dissimulati con preliminari di vendita di uno o pi\u00f9 immobili di propriet\u00e0 di chi aveva richiesto il denaro, facendo figurare la somma prestata come caparra e prevedendo la restituzione del doppio della caparra, oppure inserendo una penale come clausola dell&#8217;eventuale recesso. Nella maggior parte dei casi accertati dai militari, le vittime, non riuscendo a restituire il prestito entro i termini, finivano con il perdere la propriet\u00e0 della loro abitazione che veniva cos\u00ec acquisita illecitamente da Fedele nel proprio patrimonio. Gi\u00e0 negli anni &#8217;90 &#8216;Mike&#8217; Fedele, considerato almeno all&#8217;epoca vicino al clan calabrese dei Piromalli, fu coinvolto in un&#8217;inchiesta della Dda di Firenze per un vasto giro di usura nel Livornese promosso da un&#8217;organizzazione di cui era punto di riferimento e che era collegata alla &#8216;ndrangheta. Nel 1983 Fedele fu mandato in soggiorno obbligato a Donoratico (Livorno), dove divent\u00f2 residente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LIVORNO &#8211; A distanza di poco pi\u00f9 di 3 mesi dalla parziale conclusione dell\u2019attivit\u00e0 investigativa, alle prime ore di questa mattina i carabinieri di Livorno lo hanno tratto in arresto, su ordine di custodia cautelare emesso dal Gip. &nbsp;&#8216;Potrebbe colpire ancora&#8217;.&nbsp;20 anni fa considerato vicino ai Piromalli<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":40999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-40998","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40998","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40998"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40998\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}