{"id":4108,"date":"2012-09-24T08:47:58","date_gmt":"2012-09-24T06:47:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=4108"},"modified":"2023-01-17T13:37:20","modified_gmt":"2023-01-17T12:37:20","slug":"1237-viaggio-nella-calabria-da-assaggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1237-viaggio-nella-calabria-da-assaggiare\/","title":{"rendered":"Viaggio nella Calabria da &#8220;assaggiare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Mare, montagna e ancora mare, la forma del corpo di una Venere, con i piedi nel Mar Tirreno e la testa nel Mar Ionio. Questa \u00e8 la provincia di Cosenza: un territorio che custodisce tesori, prodotti, culture, popoli, lingue, tanti e tante da poterne fare una nazione. Qui il cuore batte a un ritmo naturale; non come quello folle, incalzante delle citt\u00e0 industrializzate.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In dialetto, per fare un esempio, si dice \u201cstare\u201d, che \u00e8 il restare fermi a pensare; oppure \u201csquietato\u201d, con grande calma interiore; lussi filosofici ereditati dalla grande scuola di Sibari, una delle capitali della Magna Grecia. Anche lavorare in maniera naturale \u00e8 eredit\u00e0 rimasta intatta nel tempo. Per questo esistono gli artigiani del gusto. Qualsiasi calabrese non pu\u00f2 fare a meno \u201cdu pani \u2018i casa \u2026\u201d Il Panificio Pascuzzo, si trova a Parenti \u2013 paesino alle pendici della Sila \u2013 qui si fa il pane con la farina di grano saraceno (del luogo) che poi viene macinato nel mulino di pietra (della casa) aggiungendo l\u2019acqua (della montagna) ed il lievito naturale (una \u201cmadre\u201d pi\u00f9 che centenaria). Nel piccolo villaggio, nel XVII secolo, il potente e ricco barone Ricciulli aveva appeso sul portone del suo palazzo, che era il pi\u00f9 alto di Parenti, una catena detta \u201cdell\u2019immunit\u00e0\u201d; chiunque riusciva a raggiungere il paese arroccato e toccarla, veniva considerato immune da ogni crimine e poteva liberamente circolare in paese. Naturalmente, i briganti trovarono qui fissa dimora; e le storie che si raccontano, su di loro e la loro epopea, ancora oggi sono centinaia. Con il pane ci vuole il companatico. E quindi, senza spostarci di molto, arriviamo a Spezzano della Sila, dove mucche e bufale vivono in condizioni di assoluta naturalit\u00e0. Nel caseificio Paese gli animali sono allevati come un tempo, allo stato semibrado, munti due volte al giorno, in pascoli liberi: dove respirano aria pulita e si nutrono di erba fresca durante il giorno. Poi, alla sera, fieno e cereali prodotti in azienda. Con il latte di queste mucche podoliche nasce il caciocavallo; ed \u00e8 grazie a quel latte che profuma di fiori e di erba.Siamo a Camigliatello Silano e a me viene in mente la faccia simpatica e dispettosa di Pietro Lecce, lo chef della Tavernetta, capace di farti mangiare funghi porcini e carne podolica dall\u2019inizio alla fine del pasto senza stancare, ma una volta qui, assaggiate di tutto partendo dalla cantina dove si serve l\u2019aperitivo a suon di salame (di podolica), vini del territorio e champagne francesi.Terra di maiali la Calabria! A Spezzano Piccolo, il salumificio San Vincenzo, capostipite il mastro salumaio Vincenzo Rota e ora timonata dal \u201cdiscendente\u201d Fernando, lavora quelli neri della Sila. Prosciutti, salsicce, soppressate e capocolli aromatizzati dal \u201cfuoco senza fiamme\u201d, il re di questi luoghi, il peperoncino. Che si mette dappertutto: persino nel gelato! Ma di certo, sulla pasta al pomodoro \u00e8 straordinario. Che pasta ci mettiamo? L\u2019azienda Forte recita : \u201cC\u2019era una volta un mastro pastaio che preparava cavatelli, foglie d\u2019ulivo e maccheroni; noi li facciamo ancora cos\u00ec\u201d. Ma ormai sar\u00e0 chiaro a tutti da queste parti dire \u201ccome un tempo\u201d l\u2019antico \u00e8 il segreto per avere una buona reputazione. Non a caso, quando si incontra qualcuno che non si conosce, nelle comunit\u00e0 rurali e montane ancora si chiede: \u201cA chi appartieni?\u201d (a che famiglia, a quale clan o comunit\u00e0) e non: \u201cCome ti chiami?\u201d La citt\u00e0 a cui \u201cappartengono\u201d i Forte si chiama Rende: 30.000 abitanti, 40 chiese di epoche diverse e Arcavacata: il primo ed il pi\u00f9 grande campus universitario italiano. Una sosta merita il ristorante Pantagruel di Tonino Napoli e se ci sono i gamberi dello Jonio assaggiateli sulla pasta al profumo di liquirizia e non perdetevi il pane di miglio con le olive schiacciate. Vi importa di fichi secchi? La Cosentina a Montaldo Uffugo \u00e8 l\u2019azienda che fa per voi \u201cAnche se siamo giovani, preserviamo il fico di questo territorio e la lavorazione, tramandataci dai nostri nonni\u201d. Il fico di Cosenza finalmente \u00e8 un prodotto Dop da un mese.Per capire, infine, il cordone stretto che lega la modernit\u00e0 di sapori e abitudini alimentari attualissimi, alle loro radici pi\u00f9 che bi-millenarie, la cosa migliore \u00e8 sedersi ai tavoli delle locande storiche. A parte quella stellata di Alia, a Castrovillari, nel cuore del Parco del Pollino (il pi\u00f9 grande d\u2019Italia, il secondo d\u2019Europa) ci sta Peppe tavola rustica e profonda di Rotonda che si, \u00e8 in provincia di Potenza, ma pur sempre nel Parco. Le melanzane di Rotonda sono arancioni come delle piccolissime zucche; da Peppe, si mangiano anche in insalata crude tagliate a julienne oppure nella crostata con ricotta e cioccolato. A proposito oggi non perdetevi la sagra del bianco e la rossa (fagiolo bianco e melanzana). Sempre nel parco del Pollino c\u2019\u00e8 Civita (\u00c7ifti), uno dei villaggi degli Arb\u00ebresh\u00eb, comunit\u00e0 che arriv\u00f2 in Italia tra il XV e il XVIII secolo dall\u2019Albania, in seguito alla morte dell\u2019eroe nazionale Giorgio Castriota Skanderbeg. Nel corso dei secoli gli Arb\u00ebresh\u00eb sono riusciti a mantenere e a sviluppare la propria identit\u00e0 greco-albanese grazie alla loro caparbiet\u00e0 e al valore culturale esercitato principalmente dai due istituti religiosi cattolici di rito orientale, con sede in Calabria. Ci sono 900 abitanti e una decina di bed&amp;breakfast. Noi vi segnaliamo La Magara e il Comignolo. Civita \u00e8 un paesino magnifico, sorge sul sito di un antico borgo latino, distrutto da un terremoto nel XV secolo e quindi abbandonato. La parte pi\u00f9 antica del paese (rione S. Antonio) presenta una struttura medioevale, fatta di vicoli strettissimi. La caratteristica peculiare \u00e8 l\u2019andamento \u201ccircolare\u201d dei vicoli ad abbracciare piccoli e numerosi \u201csheshi\u201d (piazzuole) per collegare le gjitonie, un\u2019espressione arb\u00ebreshe quasi intraducibile: ha un significato socio-urbanistico e, nello stesso tempo, di solidariet\u00e0 e spirito di appartenenza, ma anche di competizione e rivalit\u00e0, un senso che va oltre quello di contrade o borghi. Un micro mondo immerso immerso nell\u2019universo arb\u00ebresh\u00eb, ricco di rituali influenzati dalla religiosit\u00e0 bizantina e dal mondo contadino. In centro \u00e8 possibile ammirare i comignoli, l\u2019aspetto architettonico pi\u00f9 originale del borgo di Civita. Non si sa con precisione quando cominci\u00f2 questa tendenza, ma i \u201cMaestri\u201d erano soliti firmare la costruzione di una nuova casa con un nuovo comignolo , diverso da tutti gli altri gi\u00e0 esistenti.Da qui si sale verso Le Gole del Raganello, in uno scenario naturale tra i pi\u00f9 sorprendenti. La loro lunghezza complessiva \u00e8 di 13 km, con un\u2019escursione altimetrica di circa 500 metri. Lo spettacolo che offre il canyon del Raganello \u00e8 senza pari in Europa. Da anni \u00e8 tra le mete preferite dei cultori del Canyoning Estremo. Per completare il percorso \u00e8 necessaria una buona preparazione fisica. Gli ostacoli da superare sono di diversa natura: macigni scivolosi incastrati tra loro; passaggi strettissimi; acqua gelida, cascatelle da risalire o discendere, scalini di pietra e piccole pareti da scavalcare, piccole \u201cpiscine\u201d da attraversare a nuoto. Ma quel che il Raganello offre a coloro che hanno il coraggio di affrontarlo \u00e8 una collana di emozioni indimenticabili. Per questo genere di cose potete rivolgervi a Emanuele Pisarra guida del parco che vi condurr\u00e0, ma con le vostre gambe, in luoghi fiabeschi: date un\u2019occhiata.Poco pi\u00f9 su, alle pendici del Massiccio del Pollino, c\u2019\u00e8 Morano Calabro. La sua posizione strategica nell\u2019alta valle del fiume Coscile (antico Sybaris) ha contribuito al suo sviluppo in epoca greco-romana e al suo splendore in epoca medievale e rinascimentale, sotto il feudo dei Sanseverino. Dal 2003 detiene una nomination fra i \u201cBorghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia\u201d, per la sua pittoresca posizione geografica e per la pregevolezza delle opere artistiche custodite. Un merenda si pu\u00f2 fare da Dolci Pascoli, un\u2019azienda giovane che prepara dei pecorini freschi fatti con latte di capra e pecora: non mancate di assaggiare la Felciata.A Saracena, a pochi chilometri, si produce un vino passito da meditazione dal caratteristico profumo di fichi e frutti tropicali e dalla \u201cricetta\u201d unica, ottenuto com\u2019\u00e8 dal mix di uve Malvasia, Guarnaccia e Odoacra. Gli acini disidratati vengono selezionati, schiacciati a mano uno ad uno, e aggiunti al mosto concentrato della prima spremitura. Provate ad esempio il Moscato della cantina Viola.Come terminare questo piccolo viaggio? A Cosenza! Ma non fate come me che bestemmio tutto il tempo accreditandomi le fiamme dell\u2019inferno per quelle costruzioni fatte di cemento e odio ahim\u00e8 inevitabili per arrivare nella Cosenza Vecchia; fidatevi, procedete fiduciosi e dopo aver superato gli obrobi compiuti dagli orchi, arriverete in una citt\u00e0 antica, bellissima e decadente, piena di austeri palazzi che lasciano pensare ad un tempo dove si ponevano simboli di fratellanza davanti alle chiese proprio come l\u2019ottagono, quadratura del cerchio divino, simbolo della fratellanza universale posto sulla piazza antistante il duomo : il Santuario della Vergine Santissima del Pilerio, intitolato all\u2019Assunta nel cuore del centro storico. Seduti ai tavolini del Gran Caff\u00e8 Renzelli, locale storico gestito dalla stessa famiglia dal 1803, imbarcatevi con i vostri pensieri su una piccola golosa barchetta nata nel 1300, la varchiglia della monacale: pasta frolla dalla forma ovale con un ripieno di pasta pi\u00f9 morbida con albume d\u2019uovo e frutta secca, cui nel tempo si sono aggiunte la copertura di cioccolato fondente e un po\u2019 di cacao nell\u2019impasto. Oppure meditate con una fetta della nuovissima Torta Telesio (lupini, mandorle, albicocche, amarene, ingredienti di allora) nata l\u2019anno scorso per celebrare i 500 anni dalla nascita dell\u2019omonimo filosofo Cosentino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Mare, montagna e ancora mare, la forma del corpo di una Venere, con i piedi nel Mar Tirreno e la testa nel Mar Ionio. 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