{"id":41120,"date":"2015-02-23T10:48:01","date_gmt":"2015-02-23T09:48:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/milleottocento-lavoratori-condannati-a-morte-mentre-si-chiede-un-osservatorio-regionale-sui-call-center\/"},"modified":"2023-01-17T12:32:32","modified_gmt":"2023-01-17T11:32:32","slug":"18351-milleottocento-lavoratori-condannati-a-morte-mentre-si-chiede-un-osservatorio-regionale-sui-call-center","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/18351-milleottocento-lavoratori-condannati-a-morte-mentre-si-chiede-un-osservatorio-regionale-sui-call-center\/","title":{"rendered":"Milleottocento lavoratori &#8216;condannati a morte&#8217;, mentre si chiede un osservatorio regionale sui call center"},"content":{"rendered":"<p>RENE &#8211; A Crotone pi\u00f9 di 70 dipendenti senza lavoro, a Rende e Lamezia, invece, ai pi\u00f9 fortunati sar\u00e0 dimezzato lo stipendio.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>&#8221;Dopo mesi di ansie e preoccupazioni ci siamo: due aziende del settore hanno inviato proposte vincolanti di acquisizione dei rami di Rende e Lamezia Terme della societ\u00e0 Infocontact srl, in amministrazione straordinaria da quando l\u2019amministratore delegato, Giuseppe Pane, &#8211; spiegano i lavoratori in una lettera aperta &#8211; ha dichiarato insolvenza per circa 65 milioni di euro. Una brutta vicenda finita bene, si potrebbe pensare, ma le cose non stanno cos\u00ec. Infocontact srl \u00e8 un\u2019azienda di 1800 lavoratori dislocati nelle due sedi principali (Lamezia Terme e Rende) ed altri centri periferici. Lavoratori assunti a tempo indeterminato. Giovani ed umili lavoratori calabresi, tantissimi dei quali con una laurea in tasca, che pur di portare uno stipendio a casa, hanno accettato di lavorare in un call center acquisendo competenze e raggiungendo elevati standard professionali. Giovani che vogliono costruirsi un futuro, fidanzati che prospettano presto di arrivare al matrimonio, uomini e donne sposati da poco, futuri pap\u00e0 e mamme in attesa, padri e madri con pi\u00f9 figli, e poi anche uomini e donne un p\u00f2 pi\u00f9 avanzati nell\u2019et\u00e0 che con questo lavoro hanno trovato una nuova occasione per continuare a mantenere le proprie famiglie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il mondo dei 1800 calabresi dell\u2019Infocontact. Prima che un semplice numero o matricola di un\u2019azienda, persone vive, reali, dignitose e coraggiose nel non voler abbandonare la propria terra. Purtroppo, oggi, l\u2019orizzonte non \u00e8 pi\u00f9 chiaro e limpido. <strong>Il piano di chi vuole \u201csalvare\u201d l\u2019Infocontact, \u00e8 di lasciare a casa circa 100 dipendenti e di passare i restanti dipendenti part time al 50%. Detto in soldoni, da stipendi di 1.200,00 euro e 900,00 euro, si passerebbe tutti a 500 euro mensili.<\/strong>&nbsp;In pi\u00f9, con la clausola che le nuove aziende si impegnano a mantenere i livelli occupazionali per due anni, solo due anni. Un pugno in faccia al futuro di 1800 persone, alle speranze di giovani coppie, alle gioie di centinaia di famiglie calabresi. Sfacciatamente, c\u2019\u00e8 chi si affretta a dire che i lavoratori Infocontact sono stati salvati. Ma salvati da cosa? Con questa scellerata proposta, 1800 lavoratori calabresi sono stati condannati a morte. Con 500 euro mensili come si fanno a sostenere spese, tasse, mutuo, figli, e tutto quello a cui si pu\u00f2 andare incontro come ad esempio malattie? Questa non \u00e8 una proposta di salvataggio aziendale, ma una vera opera di sciacallaggio economico.<strong> Senza alcuno scrupolo, si vuole ledere nel profondo la dignit\u00e0 dei dipendenti Infocontact, mortificarli e lasciarli senza speranza, trattandoli come cani a cui si fa attenzione a non dare nemmeno troppe briciole.<\/strong>&nbsp;Adesso siamo disposti a lottare duramente e senza sconti, non ci lasceremo rubare la speranza&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto sui gi\u00e0 bassi livelli occupazionali in Calabria pesa la vertenza Getek. La&nbsp;segreteria regionale UGL Telecomunicazioni, che ha fatto proprie le esigenze dei 73 lavoratori ex Getek del Contact Center Inps\/Inail di Crotone,&nbsp;ringrazia &#8221;la parlamentare calabrese Dalila Nesci, deputato del Movimento 5 Stelle, che nei giorni scorsi ha richiesto al Governo che lo stesso assuma subito un impegno chiaro per <strong>l&#8217;assorbimento in Transcom Worldwide Spa dei 73 lavoratori della Getek di Crotone, in quanto nonostante l&#8217;attenzione annunciata dallo stesso in risposta ad alcune interrogazioni parlamentari, i lavoratori di Crotone sono ancora a casa.<\/strong> Chiediamo inoltre un urgente incontro all\u2019assessore regionale al Lavoro, Carlo Guccione, affinche\u0300 si riesca a trovare una soluzione anche per questi lavoratori che erano gli \u201cesperti\u201d del call center Inps\/Inail e che rischiano dopo la cassa integrazione e la mobilita\u0300 di trovarsi senza lavoro in una regione come la nostra che non e\u0300 certo ai vertici delle graduatorie nazionali per l\u2019occupazione. Ci preme sottolineare, visto che lo facciamo gia\u0300 da tempo, l&#8217;assoluta<strong> importanza di intervenire, affinche\u0300 si possa istituire un Osservatorio Regionale sui Call Center, per evitare pericoli imminenti di implosione del sistema&#8221;.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENE &#8211; A Crotone pi\u00f9 di 70 dipendenti senza lavoro, a Rende e Lamezia, invece, ai pi\u00f9 fortunati sar\u00e0 dimezzato lo stipendio.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":41121,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,44],"tags":[],"class_list":["post-41120","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-rende"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41120","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41120"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41120\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41121"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41120"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41120"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41120"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}