{"id":41128,"date":"2015-02-23T12:38:29","date_gmt":"2015-02-23T11:38:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/siamo-tutti-stranieri\/"},"modified":"2023-01-17T12:32:32","modified_gmt":"2023-01-17T11:32:32","slug":"18355-siamo-tutti-stranieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/18355-siamo-tutti-stranieri\/","title":{"rendered":"Il filo di Sophia presenta &#8221;Melting pot&#8221;, una serata per discutere sul significato di essere o sentirsi &#8221;stranieri&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>RENDE (CS) &#8211; L&#8217;appuntamento \u00e8 per domani alle 19:00 presso l&#8217;aula F2, cubo 18C dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria. Dialogheranno Goffredo Gofi e Giacomo Panizza.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>&#8220;Siamo tutti stranieri per gli altri, ma siamo tutti fragilmente attaccati a un\u2019eco di identit\u00e0 e a una sostanza piccola o grande di privilegio, o di ci\u00f2 che prendiamo per tale. Solo accettando di essere stranieri tra stranieri, e cio\u00e8 umani tra umani, creature tra creature, possiamo fare dell\u2019aiuola che ci fa tanto feroci un luogo abitabile per tutti: una piazza, e forse un giardino&#8221; (Goffredo Fofi). Il filo di Sophia presenta, dunque, &#8220;Melting pot&#8221;, una serata di riflessione e condivisione su ci\u00f2 che, ieri come oggi, vuol dire essere o sentirsi &#8220;straniero&#8221;. <strong>Si potr\u00e0 assistere e partecipare al dialogo aperto tra Goffredo Fofi e Giacomo Panizza<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 un saggista, critico teatrale e cinematografico, disincantato osservatore politico, \u00e8 una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 attive e combattive della cultura italiana. Nel 1955, a diciotto anni, raggiunto dall&#8217;eco delle imprese di Danilo Dolci, lascia Gubbio per giungere nella Sicilia del tempo, arcaica e poverissima. \u00c8 profondamente affascinato dal filosofo di Partinico, dalle sue battaglie a fianco dei disoccupati, dagli scioperi al rovescio, dalla lotta alla mafia costruita sul fondamento di un pacifismo gandhiano a quei tempi ancora sconosciuto in Italia. In un&#8217;intervista pubblicata su la Repubblica del 14 aprile 2007, intitolata &#8220;Goffredo contro tutti&#8221; e rilasciata in occasione dei suoi settant&#8217;anni, spiega che gli scioperi al rovescio: \u00abconsistevano, per esempio, nell&#8217;asfaltare una strada bianca con un gruppo di disoccupati. E rivendicare il diritto al lavoro\u00bb. I carabinieri gli firmarono il foglio di via \u00abPer avere insegnato senza percepire stipendio\u00bb. Lucio Lombardo Radice scrisse in sua difesa un editoriale sulla prima pagina de l&#8217;Unit\u00e0: \u00abDelitto d&#8217;alfabeto\u00bb.<strong> La sua visione da intellettuale engag\u00e9 \u00e8 da sempre volta alla costruzione di una rete alternativa alla cultura del consumismo e dell&#8217;omologazione<\/strong>. Il suo impegno critico si \u00e8 incentrato soprattutto sul rapporto tra la realt\u00e0 sociale e la sua rappresentazione artistica. Ha contribuito, con altri intellettuali, alla nascita di riviste storiche come i Quaderni Piacentini, La Terra vista dalla Luna, Ombre rosse, Linea d&#8217;ombra. La sua partecipazione verso le minoranze e i &#8220;diseredati&#8221; lo ha anche spinto a occuparsi di bambini dei quartieri popolari: fu infatti tra i fondatori a Napoli della &#8220;Mensa dei bambini proletari&#8221;. A questo <strong>ha unito una forte partecipazione verso la &#8220;questione meridionale&#8221; che l&#8217;ha spinto a incontrare e frequentare i maggiori meridionalisti del secondo dopoguerra<\/strong>, da Salvemini a Manlio Rossi-Doria. Dalla prospettiva &#8220;meridionale&#8221; ha realizzato anche riviste come \u00abDove sta Zaz\u00e0\u00bb, con la collaborazione di Stefano De Matteis. \u00c8 direttore della rivista Lo Straniero, da lui fondata nel 1997, e ideatore del Premio Lo Straniero. Come consulente editoriale, direttore di riviste e critico militante ha scoperto, incoraggiato, seguito gli inizi di parecchi scrittori, pi\u00f9 o meno di successo, come Raul Montanari, Sergio Atzeni, Stefano Benni, Giulio Angioni, Maurizio Maggiani. Attualmente dirige la rivista Gli asini e collabora con le riviste Panorama, Internazionale e Film TV.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> Don Giacomo Panizza ha fondato nel 1976 a Lamezia Terme \u201cProgetto sud\u201d, una comunit\u00e0 autogestita insieme a persone con disabilit\u00e0<\/strong>. Il prete entra nel mirino della &#8216;ndrangheta dal 2002, quando spezz\u00f2 il cerchio della paura prendendo in gestione il palazzo confiscato alla cosca dei Torcasio. Lo stabile dista pochi km dalla famiglia in cui abitano i mafiosi. Da allora \u00e8 sottoposto a un programma di protezione. Ha scritto numerosissimi saggi e brevi contributi, apparsi non solo su riviste di settore, ma anche in diversi libri. Don Panizza Interpreta, con il suo continuo presidio sul territorio, un impegno non solo fisico, ma soprattutto spirituale, un sentimento che le cosche tendono a reprimere. Nel suo libro \u201cQui ho conosciuto purgatorio inferno e paradiso\u201d racconta di una terra: \u201cdove mi \u00e8 piaciuta l\u2019idea di emigrare a rovescio, dove ho conosciuto purgatorio, inferno e paradiso\u201d.<strong>&nbsp;A introdurre la serata, letture meticce in lingua madre e a chiuderla uno speciale mangia&amp;bevi d&#8217;oltremare<\/strong>. L&#8217;ingresso all&#8217;evento \u00e8 gratuito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE (CS) &#8211; L&#8217;appuntamento \u00e8 per domani alle 19:00 presso l&#8217;aula F2, cubo 18C dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria. 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