{"id":4150,"date":"2012-09-24T14:03:06","date_gmt":"2012-09-24T12:03:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=4150"},"modified":"2023-01-17T13:37:24","modified_gmt":"2023-01-17T12:37:24","slug":"1280-valanga-killer-sullhimalaya-13-morti-travolto-anche-un-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1280-valanga-killer-sullhimalaya-13-morti-travolto-anche-un-italiano\/","title":{"rendered":"Valanga killer sull&#8217;Himalaya: 13 morti, travolto anche un italiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">(Adnkronos) &#8211; <span class=\"span\">Tragedia della montagna nella notte sul Manaslu sulla catena dell&#8217;Himalaya in Nepal, dove una valanga ha travolto una spedizione di 35 alpinisti, tra cui l&#8217;italiano Alberto Magliano. Al momento i corpi estratti dalla neve sono 9 ma il bilancio potrebbe ancora aggravarsi, diversi i feriti. Quattro persone, ha riferito la polizia nepalese, risultano ancora disperse. L&#8217;incidente \u00e8 avvenuto a circa 7mila metri di quota sul Manaslu, nella catena dell&#8217;Himalaya. Tredici gli alpinisti soccorsi, rimasti feriti Tre francesi, due tedeschi e una guida nepalese sono stati trasportato in aereo negli ospedali di Kathmandu. La polizia ha riferito che la valanga ha travolto i cambi base 2 e 3 sul Manaslu, l&#8217;ottava vetta pi\u00f9 alta del mondo. Il consolato italiano a Calcutta ha confermato la morte di Magliano, nato a Trieste il 24 novembre del 1945. Il console Joel Melchiori, raggiunto telefonicamente dall&#8217;Adnkronos ha riferito della presenza di altri 8 italiani membri della spedizione. Nessuno di loro, ha detto Melchiori, risulta aver subuto ferite gravi. Si tratta di una delle peggiori tragedie accadute in Himalaya-Karakorum, nel 2008 sul K2 morirono 11 alpinisti per il crollo di un seracco. <span class=\"span\" id=\"U3137237882112bH\">Magliano non era un dilettante della montagna<\/span>. Era stato inftti il primo alpinista non professionista ad aver conquistato le &#8216;Seven summits&#8217;, le sette vette pi\u00f9 alte del mondo. Esperienze raccontate e documentate con foto sulle pagine internet del sito sevensummit in cui Magliano si definiva<span class=\"span\" id=\"U313723788211J9B\"> &#8220;un conquistatore dell&#8217;inutile&#8221;.<\/span>&#8220;Ai tanti che in questi anni mi hanno chiesto cosa rappresenti la montagna per me &#8211; spesso un po&#8217; stupiti nel vedere un non professionista cosi&#8217; intensamente impegnato nell&#8217;alpinismo &#8211; ho sempre risposto che e&#8217;, innanzitutto, il luogo della mia libert\u00e0&#8221;. &#8220;Liberta&#8217; da tutto cio&#8217; che ci vincola, ci impedisce, ci limita, vorrei dire &#8220;ci trattiene in basso&#8221;. Emblematico, per me, il titolo di uno dei tanti libri di Reinhold Messner: &#8216;La liberta&#8217; di andare dove voglio&#8217;. L&#8217;alpinismo cosi&#8217; interpretato diventa una straordinaria attivita&#8217; di vita, molto piu&#8217; di uno sport, ma nulla a che vedere con un lavoro: un modo di vivere, forse addirittura una visione del mondo. Le migliori tra le guide alpine che conosco non riescono a vivere la loro professione come un mestiere: la vedono come la proiezione adulta di un&#8217;attivita&#8217; ludica, iniziata da ragazzi e miracolosamente trasformata in un lavoro di alta responsabilita&#8217;&#8221;. &#8220;In questo spirito -proseguiva Magliano- mi sono sempre considerato un &#8216;conquistatore dell&#8217;inutile&#8217;, secondo la geniale definizione di Lionel Terray, in cui la vacuita&#8217; dell&#8217;oggetto e il disinteresse del soggetto sono clamorosamente compensati dalla faticosa realta&#8217; della conquista. Ho sempre detestato la drammatizzazione dell&#8217;alpinismo: intendiamoci, il dramma e&#8217; spesso una componente reale delle storie di montagna, ma e&#8217; accidente, non sostanza. Per questo mi sono sempre battuto, e continuo a farlo, contro i tanti venditori di montagna scritta e parlata che, per aumentare le tirature o l&#8217;audience, trasformano oneste avventure di alpinismo in feuilleton a sfondo eroico&#8221;. &#8220;Un&#8217;altra cosa che amo dell&#8217;alpinismo e&#8217; l&#8217;assenza del cronometro, o comunque di un misuratore oggettivo delle prestazioni: grazie a cio&#8217;, il piu&#8217; bravo non e&#8217; mai soltanto quello che fa il passaggio piu&#8217; duro, o che impiega meno tempo a fare la via o che porta lo zaino piu&#8217; pesante. Io credo invece che il grande alpinista sia individuato da un complesso di doti fisiche, psichiche, tecniche e culturali, qualcosa di simile al grande artista: infatti ce ne sono pochi, e non si autocertificano mai&#8221;, concludeva.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\" class=\"span\" id=\"U3137237882115EE\"><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Adnkronos) &#8211; Tragedia della montagna nella notte sul Manaslu sulla catena dell&#8217;Himalaya in Nepal, dove una valanga ha travolto una spedizione di 35 alpinisti, tra cui l&#8217;italiano Alberto Magliano. Al momento i corpi estratti dalla neve sono 9 ma il bilancio potrebbe ancora aggravarsi, diversi i feriti. 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