{"id":41683,"date":"2015-03-10T13:03:45","date_gmt":"2015-03-10T12:03:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/giornalista-calabrese-licenziata-per-aver-chiesto-il-pagamento-dello-stipendio\/"},"modified":"2023-01-17T12:33:05","modified_gmt":"2023-01-17T11:33:05","slug":"18648-giornalista-calabrese-licenziata-per-aver-chiesto-il-pagamento-dello-stipendio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/18648-giornalista-calabrese-licenziata-per-aver-chiesto-il-pagamento-dello-stipendio\/","title":{"rendered":"Giornalista calabrese licenziata per aver chiesto il pagamento dei cinque stipendi arretrati"},"content":{"rendered":"<p>CROTONE \u2013 Licenziata per aver \u201cosato\u201d chiedere all\u2019azienda il puntuale e, soprattutto, regolare pagamento delle spettanze dovute.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Francesca Caiazzo, giornalista professionista in servizio dal 1\u00b0 dicembre 2006 a Video Calabria, \u00e8 stata messa alla porta dall\u2019emittente televisiva calabrese per aver rivendicato il pagamento di cinque stipendi arretrati, delle tredicesime e delle indennit\u00e0 redazionali mai ricevute. \u201cCapita ancora una volta a Crotone e per l\u2019ennesima volta in Calabria\u201d, denuncia Carlo Parisi, segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria e componente della Giunta Esecutiva Fnsi, sottolineando che \u201c<strong>un\u2019altra giornalista \u00e8 stata licenziata per aver detto basta ad un vergognoso andazzo che mortifica la dignit\u00e0 di quanti, con seriet\u00e0 e impegno, svolgono la professione giornalistica in una regione nella quale i rischi sono sempre pi\u00f9 alti,<\/strong> ma i diritti per molte aziende rappresentano un optional\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Francesca Caiazzo \u00e8 una professionista seria e scrupolosa, conosciuta e apprezzata in tutta la regione per il rigore e la determinazione con cui ha sempre svolto il suo lavoro. In quasi nove anni di servizio a Video Calabria, con contratto a tempo pieno e indeterminato, mai un richiamo o un appunto da parte dell\u2019azienda, mai un rifiuto a quanto le veniva chiesto.<strong> Anzi, il pi\u00f9 delle volte, considerato l\u2019organico ridotto all\u2019osso, era spesso lei a proporre e realizzare servizi e programmi di approfondimento, lavorando anche di domenica e negli orari pi\u00f9 impensati senza il minimo riconoscimento di festivi, domenicali e straordinari.<\/strong> Quanto alle ferie, soltanto due settimane (domeniche comprese) ad agosto, a fronte dei trenta giorni previsti dal contratto. Ha realizzato servizi, condotto il telegiornale, ideato, confezionato e, in alcuni casi, addirittura montato intere trasmissioni, registrate e in diretta. Senza contare i servizi da inviato: in tutta la regione Calabria, ma anche a Bruxelles nel 2008, in Libano nel 2009 e in Afghanistan nel 2012. Francesca Caiazzo non \u00e8 l\u2019eroina di una fiction, ma una giornalista, animata da una sana passione per la professione, che ama il suo lavoro e non si \u00e8 mai sottratta dallo svolgerlo al meglio delle sue possibilit\u00e0 cercando sempre di accrescere le sue conoscenze, di imparare cose nuove, di migliorarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 anche una donna che, ad agosto, si \u00e8 sposata coronando il suo sogno d\u2019amore e, assieme al marito, ha formato una famiglia che, come tutte le altre, per stare in piedi deve fare i conti con spese, bollette e tasse varie. In un Paese normale, qualunque azienda avrebbe fatto di tutto per metterla nelle condizioni di assicurarsi il suo lavoro \u201ca vita\u201d. <strong>Video Calabria, davanti alla sacrosanta rivendicazione degli stipendi (fermi ad agosto 2014) ha, invece, risposto con un licenziamento \u201corale\u201d per bocca dell\u2019amministratore legale Salvatore Gaetano, accompagnato dall\u2019invito ad allontanarsi immediatamente dal posto di lavoro.<\/strong> E considerato che la giornalista, senza nulla di scritto, ha continuato a recarsi in redazione lavorando regolarmente per altri tre giorni, l\u2019editore ha deciso di consegnarle una \u201craccomandata a mano\u201d con il licenziamento \u201cper giustificato motivo oggettivo\u201d e con \u201ceffetto immediato\u201d. \u201cPer motivazioni relative ad una situazione di grave difficolt\u00e0 economiche in cui versa l\u2019azienda \u2013 \u00e8 scritto nella lettera \u2013 la sua attivit\u00e0 lavorativa non pu\u00f2 pi\u00f9 essere proficuamente utilizzata. Rilevato che non \u00e8 possibile reperire all\u2019interno dell\u2019azienda altra posizione lavorativa ove collocarla, siamo pertanto costretti a licenziarla, in data odierna, per giustificato motivo oggettivo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il licenziamento che il Sindacato Giornalisti della Calabria ritiene \u201cnullo, inefficace e illegittimo\u201d, in quanto intimato \u201cper motivi discriminatori\u201d, che Francesca Caiazzo, assistita dall\u2019avv. Mariagrazia Mamm\u00ec dell\u2019Ufficio Legale del Sindacato Giornalisti della Calabria, ha impugnato \u201criservandosi immediata azione legale a tutela dei propri diritti se Video Calabria non provveder\u00e0, immediatamente, a reintegrarla in servizio e corrisponderle quanto dovuto\u201d. <strong>Dopo la cacciata di Francesca Caiazzo, nella redazione giornalistica di Video Calabria \u00e8 rimasto un solo giornalista.<\/strong> \u00abCome far\u00e0 a fare tutto da solo \u2013 si chiede il Sindacato Giornalisti chiedendo anche l\u2019intervento del Corecom \u2013 dovr\u00e0 spiegarlo l\u2019azienda rispondendo anche ai tanti, troppi, quesiti legati a questo illegittimo licenziamento. A partire dal perch\u00e9, prima di far scattare il licenziamento, non ha valutato il ricorso agli ammortizzatori sociali. <strong>Se, come afferma l\u2019azienda, Video Calabria \u00e8 \u201cla televisione pi\u00f9 vista in Calabria da sempre\u201d, \u00e8 impensabile, infatti, pensare di poter garantire un\u2019informazione di qualit\u00e0 con un solo giornalista\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abVideo Calabria, come ogni altra impresa editoriale, deve capire che \u2013 afferma Carlo Parisi \u2013 in questo grave momento per l\u2019editoria italiana, funestata da una crisi senza precedenti, non c\u2019\u00e8 e non pu\u00f2 esserci spazio per le imprese d\u2019informazione senza giornalisti. E\u2019, infatti, sulla qualit\u00e0 dell\u2019informazione che si giocano il futuro e la credibilit\u00e0 dell\u2019intero Paese: bisogna impedire agli editori senza scrupoli \u2013 sottolinea il segretario del Sindacato dei giornalisti \u2013 di distruggere definitivamente <strong>un settore messo in ginocchio dal crollo del mercato pubblicitario che, tra crisi generale e spending review, <\/strong>ha imposto, tra l\u2019altro, alla pubblica amministrazione di tagliare le risorse destinate alla cosiddetta \u201cpubblicit\u00e0 istituzionale<strong>\u201d<\/strong>\u00bb. \u00abAllo stesso modo i giornalisti \u2013 conclude Carlo Parisi \u2013 hanno un solo strumento di difesa per la professione giornalistica: il \u201cno\u201d, chiaro e forte, a proposte \u201clavorative\u201d indecenti. <strong>Fare il giornalista non \u00e8 un hobby, ma una professione: un lavoro che, come tale, va pagato e tutelato.\u2028<\/strong> Il rispetto della dignit\u00e0 professionale del giornalista \u00e8 un principio indiscutibile, che non ammette eccezioni di sorta. Non esiste qualit\u00e0 dell\u2019informazione senza qualit\u00e0 del lavoro e rispetto della professionalit\u00e0 di quanti, con coraggio e sacrificio, credono ancora che il giornalismo non possa essere svolto con superficialit\u00e0 ed improvvisazione\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Fonte Giornalisti Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CROTONE \u2013 Licenziata per aver \u201cosato\u201d chiedere all\u2019azienda il puntuale e, soprattutto, regolare pagamento delle spettanze dovute.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":41684,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-41683","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41683","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41683"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41683\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/41684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}