{"id":41886,"date":"2015-03-16T15:01:39","date_gmt":"2015-03-16T14:01:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/come-vestivano-e-cosa-facevano-i-cosentini-alla-fine-dell-800\/"},"modified":"2023-01-17T12:33:18","modified_gmt":"2023-01-17T11:33:18","slug":"18751-come-vestivano-e-cosa-facevano-i-cosentini-alla-fine-dell-800","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/18751-come-vestivano-e-cosa-facevano-i-cosentini-alla-fine-dell-800\/","title":{"rendered":"Come vestivano e cosa facevano i cosentini alla fine dell\u2019800? Lo raccontano le collezioni Bilotti e Telesio (FOTO)"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Vivere Cosenza e conoscerne il passato, nel cuore del centro storico. Gratis.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Roberto Bilotti Ruggi d\u2019Aragona attraverso la sua donazione di oggetti d\u2019arte decorativa legati alla tradizione cosentina, ha restituito alla citt\u00e0 un patrimonio culturale immenso capace di raccontare le abitudini degli antenati concittadini. Si tratta di reperti fotografici che immortalano la quotidianit\u00e0 lungo le sponde del Crati, accompagnati da oggetti (abiti, corredi, giocattoli, manufatti, telegrafi) che documentano la vita della Cosenza di fine &#8216;800. A<span style=\"font-size: 12px; line-height: 10.9090909957886px;\">rricchita dal materiale fornito dalla famiglia Telesio la mostra permanente, che da anni popola l&#8217;ex municipio bruzio,<\/span>&nbsp;costituisce la base del museo allestito all&#8217;interno della Casa delle Culture.&nbsp;Alle immagini delle cosentine che andavano a lavare i vestiti nel Crati, portandoli sulle ceste fatte con i giunchi che crescevano ai suoi lati, si contrappongono quelle <strong>delle aristocratiche trasportate da quattro persone su una portantina tra i vicoli di Cosenza Vecchia per non sporcare i propri abiti.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Differenze sociali che venivano riscattate, insieme alla dura vita della campagna, in occasione delle festivit\u00e0 dai costumi tradizionali che pare fossero identici sia per il proletariato, sia per le donne di quella che oggi chiameremmo, la Cosenza Bene. A ci\u00f2 si aggiungono le testimonianze degli eventi dell&#8217;epoca: parate, processioni, corse automobilistiche, <strong>nonch\u00e8 la tradizionale Fiera di San Giuseppe luogo di incontro e di scambi commerciali sin dai tempi di Federico II di Svevia (la prima &#8216;edizione&#8217; fu quella infatti del 1234).&nbsp;<\/strong>Le botteghe, infatti, costituivano dei veri e propri centri culturali, attraverso mestieri che per secoli hanno accompagnato la storia dell&#8217;area urbana nota in tutta Europa per le preziose sete. Terracotte e ceramiche venivano invece prodotte e vendute nel Borgo &#8216;de li pingataru&#8217;, nei pressi del ponte di San Francesco di Paola, dove vivevano le famiglie degli artigiani e dove ancora oggi sopravvive qualche piccolo esercizio commerciale dedicato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019intimit\u00e0 delle abitazioni cosentine ottocentesca \u00e8 resa da diversi oggetti nonch\u00e8 arredi del tempo perfettamente conservati ed esposti tra le sale della Casa delle Culture tra gli eleganti abiti che raccontano la storia della moda a Cosenza.&nbsp;L\u2019artigianato tessile, infatti, ha avuto nel cosentino un\u2019ampia diffusione, grazie alla coltivazione di seta, ginestra e lino. Creativit\u00e0 e tecnica sono rappresentati nella mostra permanente allestita da Roberto Bilotti con accessori ricercati come cappelli, gioielli, guanti, e ventagli con un carattere simbolico estremamente importante per l&#8217;epoca. <strong>Il ventaglio, ad esempio, era uno strumento fondamentale per la comunicazione amorosa, le sue diverse posizioni fungevano da \u2018codice\u2019, mediante cui inviare segnali e messaggi dal &#8216;Sono sposata&#8217; al &#8216;Non voglio vederti pi\u00f9&#8217;.<\/strong> Con l&#8217;integrazione delle due raccolte, Bilotti e Telesio, viene rinforzata la forza distintiva, la soggettivit\u00e0 culturale, il senso di appartenenza e la storia della citt\u00e0 di Cosenza che ogni cittadino dovrebbe conoscere. Se i turisti, come spiega il custode del museo, &#8221;restano sempre ammaliati dalla bellezza e dalla storia della nostra citt\u00e0, quando visitano il palazzo&#8221; perch\u00e8 non dovrebbero esserlo i cosentini, la maggior parte dei quali nella Casa delle Culture, non si \u00e8 mai soffermata ad ammirare la vita che conducevano i propri concittadini.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>{imageshow sl=233 sc=3 \/}<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Vivere Cosenza e conoscerne il passato, nel cuore del centro storico. 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