{"id":4189,"date":"2012-09-25T09:41:39","date_gmt":"2012-09-25T07:41:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=4189"},"modified":"2023-01-17T13:37:28","modified_gmt":"2023-01-17T12:37:28","slug":"1321-truffa-al-comune-11-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1321-truffa-al-comune-11-arresti\/","title":{"rendered":"Truffa al Comune: 11 arresti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PEDACE &#8211;<\/strong> Ci sono un vigile urbano, due ausiliari del traffico, un responsabile dell&#8217;ufficio finanziario e un&#8217;impiegata dell&#8217;ufficio ragoneria. Letta cos\u00ec sembrerebbe il classico inizio di una di quelle storielle dal sapore umoristico, raccontare per far ridere. Di ridicolo in questa storia non c&#8217;\u00e8 nulla. Le persone e i ruoli elencati sono quelli di dipendenti del Comune di Pedace che, insieme ad altri colleghi (ben 11, finiti tutti in manette) hanno messo a segno una bella truffa ai danni del loro Ente.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I furbetti di turno, con un altro classico esempio di malcostume all&#8217;italiana, il timbro d&#8217;ingresso e d&#8217;uscita con il badge, hanno approfitato del loro dono d&#8217;ubiquita, per essere contemporaneamente al servizio del Comune e di se stessi. Se la truffa \u00e8 stata scoperta, lo si deve &#8211; come hanno evidenziato il procuratore aggiunto della Repubblica di Cosenza, Domenico Airoma, titolare dell&#8217;inchiesta, il colonnello Vincenzo Francese, comandante del Nucleo operativo di Cosenza e il tenente Giovanni Caruso, comandante della Compagnia dei carabinieri di Rogliano, nel corso della conferenza stampa, tenutasi stamani nella sede del Comandpo provinciale di via Popilia, &#8211; alla fattiva collaborazione dei cittadini che, stanchi di vedere le loro pratiche &#8220;ammuffire&#8221; su tavoli e scrivanie, hanno deciso di raccontare tutto ai carabinieri. Una, due, cinque, dieci denunce, troppe per essere solo una semplice complicazione di un intoppo nei meccanismi della burocrazia. Raccolte le segnalazioni i militari dell&#8217;Arma di Rogliano e quelli di Pedace, hanno deciso di &#8220;aprire&#8221; gli occhi sul Comune e sui dipendenti infedeli e sono riusciti a smantellare l&#8217;undici truffaldino. Ecco i nomi degli indagati, travolti dall&#8217;inchiesta giudiziaria, per i quali il gip del Tribunale di Cosenza, Livio Antonio Cristoforo, ha disposto gli arresti domiciliari:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Curcio Luigina<\/strong>, classe &#8217;72, responsabile ufficio finanziario,<strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scarcello Licia Dora<\/strong>, classe &#8217;71, impiegata ufficio ragioneria,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Faraca Gianfranco<\/strong>, classe &#8217;54, responsabile polizia municipale,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Greco Vincenzo<\/strong>, classe &#8217;63, ausiliario del traffico,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oliverio Mario<\/strong>, del &#8217;54, ausiliario del traffico,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Faraca Valentina,<\/strong> del &#8217;49, impiegata ufficio servizi sociali,&nbsp;<strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Talarico Liliana<\/strong>, del &#8217;76, Lsu,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Altomare Dino<\/strong>, del &#8217;69, Lsu,<strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Piraine Gina<\/strong>, del &#8217;64, Lsu,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Basile Costantino<\/strong>, classe &#8217;59, operatore ecologico,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Manieri Salvatore<\/strong>, classe &#8217;51, custode del cimitero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;elenco degli indagati, oltre ai su citati arrestati, figurano, anche, Fausto Fucile del &#8217;52, e Gabriele Nicoletti del &#8217;50. Per loro due, il giudice per le indagini preliminari, firmatario delle ordinanze di custoria cautelare, non ha inteso adottare misure restrittive, rigettando cos\u00ec la richiesta d&#8217;arresto, avanzata dalla Procura della Repubblica cittadina. Nemmeno la presenza di un vigile urbano \u00e8 riuscita a far &#8220;circolare&#8221; il sistema truffaldino speditamente, cos\u00ec come, nonostante, ben inserito nell&#8217;elenco dei dipendenti infedeli, figura un operatore ecologico, non \u00e8 riuscito con scopa e pala a &#8220;ripulire&#8221; le tracce di quei passaggi sospetti dei badge. Troppo evidente quella macchina del Comune, con tanto di scritta, guidata dai dipendenti per andare a fare la spesa, accompagnare i figli a scuola, addirittura andare a comprare una macchina in un autosalone, usata per &#8220;passeggiate&#8221;, vista in soste prolungate davanti ai bar.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PEDACE &#8211; Ci sono un vigile urbano, due ausiliari del traffico, un responsabile dell&#8217;ufficio finanziario e un&#8217;impiegata dell&#8217;ufficio ragoneria. Letta cos\u00ec sembrerebbe il classico inizio di una di quelle storielle dal sapore umoristico, raccontare per far ridere. Di ridicolo in questa storia non c&#8217;\u00e8 nulla. 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